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Valute e indici azionari: quali sono le valute che "proteggono"

L’analisi di regressione tra Eurostoxx e tassi di cambio ci indica quali sono le valute che si muovono in controtendenza con le borse

di Redazione Soldionline 30 mag 2012 ore 15:18

Articolo a cura di JCAssociati.it

Ormai da oltre due anni, in concomitanza con la crisi del debito in Europa, sosteniamo che la diversificazione valutaria rappresenti per l’investitore europeo una valida strategia in grado di difendere il valore del proprio portafoglio. I dati macroeconomici europei infatti descrivono un quadro preoccupante caratterizzato da una crescente divergenza tra la virtuosa Germania da un lato e il resto dell’Unione Monetaria dall’altro. I dati trimestrali relativi al PIL, rilasciati la scorsa settimana, confermano che il PIL tedesco è aumentato dello 0.5%, mentre quello francese non ha segnato alcuna variazione, quello italiano ha subito una contrazione dello -0.8%, e quello spagnolo (-0.3%). In un contesto quindi di crescita europea asfittica e asimmetrica e di sfiducia sempre più generalizzata, per l’investitore europeo la diversificazione valutaria continua a rappresentare un approccio strategico fortemente interessante.
In questa nota approfondiamo il tipo di relazione esistente tra l’Eurostoxx 50, indice azionario rappresentativo del mercato europeo e l’andamento dei principali tassi di cambio esteri contro Euro, con l’obiettivo di individuare le valute che maggiormente sono in grado di “proteggere” un portafoglio dalla sua componente azionaria.

Per fare questo, ci avvaliamo di strumenti statistici “tipici” di questo tipo di analisi.
Utilizziamo il valore del coefficiente di correlazione, che spiega l’esistenza di una relazione tra due variabili, in particolare la direzione dell’una al variare dell’altra. Esso può assumere valori compresi tra -1 e 1, a seconda che la relazione sia inversa (negativa) o diretta (positiva). Qualora l’indice di correlazione fosse pari a 0, allora la correlazione sarebbe nulla, ovvero non sussisterebbe alcuna relazione.
Facciamo inoltre ricorso allo strumento statistico della regressione lineare (basato sul metodo dei minimi quadrati), che permette di stimare il valore atteso di una variabile dipendente dati i valori di una o più variabili indipendenti, determinando così una retta di regressione. Riportiamo quindi il valore del coefficiente angolare della retta, ovvero la pendenza, che permette di osservare la forma della relazione tra la variabile indipendente e quella dipendente. Nel nostro caso questo tipo di analisi permette quindi di determinare la tipologia della relazione e l’impatto della variazione dell’indice azionario europeo Eurostoxx 50 (variabile indipendente) sui differenti tassi di cambio (variabili dipendenti), osservando quali sono le valute che in un contesto come quello attuale preservano maggiormente il valore del portafoglio. In pratica, maggiore è il “coefficiente angolare” (se positivo), maggiore è la protezione che si può ottenere investendo in una determinata valuta (e viceversa).


La relazione tra il tasso di cambio e l’indice azionario può essere diretta o inversa. A titolo di esempio prendiamo in considerazione un caso per ciascuna delle due possibilità, quindi rispettivamente il cambio Euro-Dollaro americano per la relazione diretta e il cambio Euro-Corona svedese per la relazione inversa.
Di seguito i grafici che descrivono la retta di regressione lineare per ciascuno dei due casi.
Abbiamo scelto come arco temporale l’anno poiché, come vedremo dai risultati contenuti nella tabella finale, si caratterizza per un grado di correlazione più elevato, descrivendo quindi una relazione tra le due variabili più significativa.

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Grafico a un anno della retta di regressione: X= Eurostoxx e Y= EUR-USD
Fonte: Bloomberg, Elaborazione JC Associati SIM


Nel primo caso considerato osserviamo come tra l’andamento del cambio Euro-Dollaro americano ed Eurostoxx 50 esista una relazione positiva. Questo significa che ad un indebolimento dell’Eurostoxx 50 corrisponde altresì un indebolimento dell’Euro (quindi una rivalutazione del Dollaro). Per un investitore che ha deciso di diversificare investendo in dollari, questo comportamento rappresenta un’opportunità interessante per conservare il valore del proprio portafoglio.

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Grafico a un anno della retta di regressione: X= Eurostoxx e Y= EUR-SEK
Fonte: Bloomberg, Elaborazione JC Associati SIM

Nel secondo grafico osserviamo invece una relazione inversa tra l’Eurostoxx 50 e il cambio.Euro-Corona Svedese. L’esistenza di una relazione inversa indica che ad un indebolimento dell’indice europeo corrisponde un rafforzamento del cambio Euro-Corona svedese (quindi una svalutazione della Corona svedese). In questo caso la strategia di diversificazione valutaria in un’ottica ribassista non tutela (almeno nel breve termine) il valore del portafoglio dell’investitore.


Per effettuare un’analisi più completa, abbiamo preso in considerazione le serie storiche giornaliere dell’Eurostoxx 50 e di dieci rilevanti tassi di cambio: Euro-Corona norvegese (EURNOK), Euro-Corona svedese (EURSEK), Euro-Dollaro australiano (EUR-AUD), Euro-Dollaro canadese (EUR-CAD), Euro-Dollaro di Singapore (EUR-SGD), Euro-Dollaro neozelandese (EUR-NZD), Euro-Lira turca (EUR-TRY), Euro-Peso messicano (EUR-MXN), Euro-Sterlina (EUR-GBP) ed Euro-Dollaro americano (EUR-USD).


Dato che le correlazioni e i dati di regressione sono soggetti a mutazioni anche significative, l’analisi è stata svolta osservando le relazioni in quattro differenti archi temporali ovvero a dieci, a cinque, a un anno e dall’inizio dell’anno in corso.

Nella seguente tabella riportiamo quindi i principali risultati della nostra analisi per ciascuno dei tassi di cambio considerati e per ciascun arco temporale:

 

CORRELAZIONE REGRESSIONE (PENDENZA)

 

10 Y 5 Y 1 Y YTD 10 Y 5 Y 1 Y YTD

 

               
EURNOK -0,24 -0,29 -0,26 -0,20 -0,07 -0,10 -0,07 -0,06
EURSEK -0,32 -0,40 -0,38 -0,27 -0,09 -0,13 -0,10 -0,08
EURAUD -0,38 -0,43 -0,38 -0,19 -0,17 -0,21 -0,13 -0,07
EURCAD -0,25 -0,23 -0,11 -0,08 -0,10 -0,10 -0,03 -0,03
EURSGD -0,01 0,11 0,13 0,19 0,00 0,03 0,04 0,06
EURNZD -0,29 -0,30 -0,30 -0,19 -0,13 -0,15 -0,12 -0,09
EURTRY -0,33 -0,35 -0,06 -0,05 -0,19 -0,20 -0,02 -0,02
EURMXN -0,28 -0,25 -0,30 -0,34 -0,14 -0,13 -0,13 -0,16
EURGBP 0,00 0,04 0,26 0,18 0,00 0,01 0,07 0,06
EURUSD 0,14 0,36 0,54 0,47 0,06 0,15 0,21 0,20

Fonte: Bloomberg, Elaborazione JC Associati SIM

In un’ottica ribassista sui mercati azionari, le valute che difendono il portafoglio dalla perdita di valore della componente azionaria investita in Euro sono quelle che si caratterizzano per una correlazione positiva con l’indice europeo e con un coefficiente di regressione positivo (poiché la valuta è quotata all’inverso). Oltre al Dollaro americano, come abbiamo visto precedentemente, tra le valute considerate compaiono anche la Sterlina britannica e il dollaro di Singapore, sebbene si caratterizzino entrambe da un coefficiente di correlazione inferiore rispetto a quello americano.
Una relazione negativa esiste invece tra l’Eurostoxx e le valute scandinave (EUR-NOK, EUR-SEK), le valute maggiormente legate alle materie prime (EUR-AUD, EUR-CAD e EUR-NZD) e le valute dei paesi emergenti (EUR-TRY e EUR-MXN).

In conclusione dall’analisi dei dati giornalieri sembra emergere che, a parte il Dollaro statunitense, le altre valute considerate non offrano grande “protezione” rispetto agli indici azionari europei. Lo stesso vale anche per le obbligazioni denominate in valute diverse dal dollaro. La sensazione è però che se la crisi dovesse intensificarsi, i valori di correlazione e regressione potrebbero velocemente aumentare.

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