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Tasso di cambio Euro/USD e differenziale di tassi tra Europa e USA: analizziamo la relazione

di La redazione di Soldionline 13 lug 2006 ore 09:23
mercoledì 26 aprile 2006

In passato abbiamo già parlato del differenziale dei tassi di interesse e di come abbia spesso influenzato il cambio Euro/USD.
Il grafico sottostante confronta proprio il differenziale dei tassi tra Usa e Europa (scadenza biennale) e il valore valla valuta americana rispetto all'Euro. Come si può notare nei periodi in cui la differenza tra tassi Usa e tassi Euro (o DEM) è stato superiore a zero (da fine 1994 a inizio 2001 e poi da fine 2004 a oggi) la valuta americana si è rivalutata, l'opposto è successo in caso contrario (da inizio 2001 a fine 2004).


* per il periodo antecedente il 1 gennaio 1999 sono state utilizzate le serie storiche relative al Marco Tedesco

La tendenza delle ultime settimane tuttavia sembra essere quella di un indebolimento del Dollaro contro Euro nonostante il differenziale dei tassi resti decisamente a favore di quelli statunitensi. Cerchiamo di valutare quanto questa tendenza possa continuare.

Quali potrebbero essere gli scenari futuri?

A. L'economia USA continua a crescere mentre quella europea rallenta (o cresce meno delle aspettative); il differenziale dei tassi torna ad aumentare.

B. Le due economie continuano a 'tirare'; il differenziale dei tassi resta sostanzialmente invariato o diminuisce leggermente.

C. Le due economie rallentano; il differenziale dei tassi diminuisce in maniera significativa senza tuttavia azzerarsi.

D. L'economia USA rallenta mentre quella europea continua a recuperare; il differenziale dei tassi si inverte.

Dei quattro scenari: nel breve termine (3-6 mesi) il primo e il terzo ci sembrano al momento i meno probabili, mentre lo scenario 'D' sembra quello più realistico.
Nel medio termine invece (6-12 mesi) riteniamo che crescano le probabilità che si verifichi lo scenario 'C' mentre dovrebbero diminuire le probabilità di realizzazione degli scenari 'B' e 'D'. Lo scenario 'A' resta a nostro parere il meno probabile.

Di seguito vediamo lo stesso grafico della pagina precedente, che sovrappone cambio Euro/USD e differenziale dei tassi, ma con un orizzonte temporale assai più breve (circa 18 mesi).



Come si può notare da inizio 2005, quando cioè i tassi in Usa hanno superato quelli in Europa, l'andamento è stato abbastanza 'parallelo' (Nel grafico abbiamo utilizzato il cambio USD-Euro e non quello normalmente usato Euro-USD per renderlo graficamente evidente). Nella fase attuale è a nostro parere ipotizzabile che questo andamento continui.

Vediamo cosa potrebbe succedere nel medio termine. Sottolineiamo che limitandoci ad analizzare la relazione tra il tasso di cambio Eur/USD ed il differenziale dei rispettivi tassi di interesse, stiamo volutamente restringendo le nostre considerazioni ad un unico aspetto. Questo limita ovviamente la valenza delle conclusioni che potremo raggiungere, che vanno quindi considerate come un elemento significativo ma non esaustivo per valutare gli scenari futuri

MEDIO TERMINE (6-12 mesi)
Nello scenario 'A' (quello secondo noi meno probabile) è presumibile che il differenziale di tassi aumenti di almeno un altro 0,50% (portandosi vicino al 2%). Il cambio USD-Euro in questo caso tornerebbe probabilmente sopra 0,85 (equivalente a Euro-USD di 1,1760).
Nello scenario 'B' è invece probabile che il differenziale dei tassi oscilli tra 1% e 1,5% con il cambio USD-Euro sostanzialmente stabile (Euro-USD tra 1,20 e 1,25).
Nello scenario 'C' è probabile che il differenziale di tassi scenda fino a 0,5% per poi eventualmente aumentare di nuovo a 1%. Il cambio USD-Euro si potrebbe portare vicino a 0,77 (equivalente a Euro-USD di 1,30) per poi tornare verso 0,80 (equivalente a Euro-USD di 1,25).
Nello scenario 'D' infine il differenziale dei tassi si invertirebbe portando probabilmente il valore del Dollaro verso nuovi minimi contro Euro (USD-Euro a 0,70 equivalente a Euro-USD di 1,40).

Dato che, come abbiamo segnalato in precedenza, riteniamo gli scenari 'B' e 'D' i più probabili nel breve termine; è evidente che le prospettive non sono particolarmente positive per la valuta USA. La situazione migliora un po' se si considera un orizzonte temporale più lungo.
Nel complesso tuttavia, almeno secondo questo approccio, per un investitore basato in Euro non sembra il momento più opportuno per puntare sulla valuta americana.



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