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Tango Bond, il rating della Repubblica Argentina

Plus, l’inserto settimanale del Sole 24 Ore, dedica ampio spazio ai bond argentini, che rimangono particolarmente rischiosi. Il rating sul debito della Repubblica Argentina, infatti, resta a livello speculativo. Novità anche per Parmalat e Alitalia.

di La redazione di Soldionline 24 set 2007 ore 16:44

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· la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate sulle società italiane che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i Gruppi più solidi, come Telecom Italia, ENI e ENEL, ecc, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
· la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie. ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
· la rubrica è di fatto una rassegna stampa, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie presenti nella giornata di oggi, 24 settembre, e nello scorso fine settimana:

Argentina
Plus, l'inserto settimanale del Sole 24 Ore, dedica ampio spazio ai bond argentini. Il settimanale evidenzia che l'andamento dei titoli, nelle ultime settimane, è stato molto volatile, confermando l'elevata rischiosità di queste obbligazioni. I bond argentini hanno amplificato l'andamento delle obbligazioni sui mercati internazionali, in seguito ai problemi derivanti dai mutui subprime negli Stati Uniti. I gestori consigliano molta cautela nell'investire in obbligazioni argentine, almeno fino alle elezioni presidenziali, che si terranno a fine ottobre. Il rating sul debito della Repubblica Argentina, infatti, resta a livello speculativo.
Sempre in Plus si parla di una recente sentenza del Tribunale di Milano, secondo cui chi avrebbe aderito allo swap proposto nel 2005 dalla Repubblica Argentina nel 2005 potrebbe, comunque, fare causa alla banca che aveva venduto le obbligazioni andate in defualt nel 2001. Il tribunale, infatti, ha stabilito che il trasferimento dei diritti e la rinuncia compiuta dall'investitore con l'adesione all'offerta pubblica di scambio, ha ad oggetto i diritti incorporati nel titolo obbligazionario, scambiato e restituito, nei termini rinnovati con l'offerta. Nel prospetto informativo dello swap, si fa riferimento esplicito solo alla rinuncia di rivalsa contro il trustee, il fiscal agent e la Repubblica Argentina, ma non agli istituti di credito. Di conseguenza, l'aderente all'Ops può rivalersi contro la banca.
 
Parmalat
Plus riporta i dettagli di una sentenza del tribunale di Parma, secondo cui la vendita delle obbligazioni di Parmalat nella fase del grey market (vale a dire prima dell'emissione ufficiale dei titoli) è da considerarsi nulla. Nel dettaglio, il Tribunale di Parma ha condannato la Banca Monte Parma a risarcire due risparmiatori per una cifra di 31mila euro. Gli investitori avevano acquistato i bond Parmalat Finance Corporation NV 5,5% 2009 proprio durante la fase del grey market. I giudici hanno stabilito che la banca, non avendo messo a conoscenza dei risparmiatori dei rischi relativi all'acquisto dei titoli, hanno contravvenuto all'articolo 94 del testo unico della finanza sugli obblighi di informativa alla clientela.
Milano Finanza fa il punto sull'attuale situazione del gruppo di Collecchio. Il numero uno, Enrico Bondi, sta cercando la strada migliore per la crescita attraverso acquisti all'estero, e con 570 milioni in cassa può fare mosse sostanziose. Ma in Italia, Parmalat deve fare i conti con l'antitrust. Il settimanale ricorda che il 30 ottobre è la data di scadenza per la vendita di Matese e Torre in Pietra, e di alcuni stabilimenti italiani della controllata Newlat.
 
Alitalia
Da Deutsche Bank è arrivata una bocciatura su Alitalia. Gli analisti della banca d'affari tedesca hanno tagliato a 0,51 euro il target price sulla compagnia aerea italiana. Confermata l'indicazione di vendita.
Intanto, la compagnia aerea ha comunicato che nel mese di agosto i passeggeri trasportati sulla rete sono stati pari a 2,2 milioni, in calo dello 0,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il coefficiente di riempimento si è mantenuto in linea con i livelli di agosto 2006 (+0,1 punti percentuali), attestandosi al 78,6%. Complessivamente, la rilevazione dei dati di traffico di Alitalia ad agosto ha evidenziato, rispetto al 2006, una crescita sia nel settore Passeggeri sia in quello Cargo.
La scorsa settimana Alitalia ha presentato ai sindacati alcuni dettagli del piano industriale del presidente Maurizio Prato. L'incontro fra sindacato e azienda ha riguardato in particolare AzServizi, società controllata da Fintecna. Il piano prevede la creazione di una holding della quale il 51% sarà di Alitalia e il 49% di Fintecna.
Il Codacons ha presentato un esposto alla Consob per l'andamento estremamente volatile del titolo azionario Alitalia.


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