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Salgono gli spread per gli Emergenti, il Brasile aspetta...

Ce ne parla Nicola Pegoraro

di Redazione GirlPower 19 mag 2006 ore 11:44
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la tabella sui rendimenti dei bond dei paesi emergenti con riferimento all'Argentina, è stata modificata, inserendo al posto dei due vecchi bond in default, i due bond (eur e usd) denominati "par" e di recente emissione. I rendimenti sono calcolati in relazione alla durata media del bond (2033), che rimborsa il capitale in venti rate semestrali a partire dal 2030 e fino al 2038 (scadenza finale), pertanto nel modo più corretto.



Titoli di stato e tassi

Si avvia verso il termine questa settimana che, una volta tanto, ha visto in discreta salute le obbligazioni a tasso fisso della Zona Euro, quelle inglesi e quelle americane, nonostante alcuni segnali di rialzi dei prezzi negli USA e in Europa relativi al mese di aprile. In entrambe le aree, l'inflazione è leggermente superiore ai desiderata delle banche centrali, ma si conferma il dato di fatto che i dati sono pesantemente influenzati dai rialzi dei prezzi dell'energia e che, senza tali rincari, l'inflazione sarebbe su valori molto bassi. Forse a causa delle difficoltà del mercato azionario, contraddistinto da forti ribassi, forse perché non emergono ancora segnali concreti circa una forte ripresa economica in grado di aumentare le pressioni inflazionistiche, i tassi sono rimasti stabili o in moderato ribasso. Anche questa è una notizia.









Obbligazioni corporate

Dopo il netto aumento delle nuove emissioni in Euro, registrato nelle ultimissime settimane, possiamo dire che, complici anche i difficili mercati azionari, i collocamenti diventano sempre meno favorevoli agli emittenti e che esiste oggi la concreta possibilità di assistere ad un moderato rialzo degli spread creditizi, ai minimi da alcuni anni a questa parte. Mentre, nei mesi scorsi, i bond di nuova emissione venivano acquistati senza troppo badare al rendimento offerto, si direbbe che, oggi, chi deve emettere nuova carta debba offrire un piccolo premio di rendimento rispetto ai bond in circolazione, se vuole portare a termine il collocamento senza problemi.
Il flusso di nuove operazioni resta piuttosto elevato e, tra le società che si apprestano ad emettere, segnaliamo un paio di 'quasi governativi' come Nederlandse Gasunie (rating AA+/Aaa), la 'Snam' olandese e Réseau Ferré de France (AAA/Aaa), proprietaria delle reti ferroviarie francesi, che dovrebbe lanciare un bond a quindici anni con rendimenti simili ai nostri BTP.
La società multinazionale ABB, leader nel settore elettrotecnico, sta invece offrendo ai proprietari di bond in euro e sterline in scadenza nel 2008 e 2009 di scambiare i vecchi titoli con obbligazioni di nuova emissione scadenti nel 2013. Tuttavia, come succede ormai da anni, non potranno aderire all'offerta i residenti italiani e quelli statunitensi. Per quanto riguarda l'Italia, non potranno aderire nemmeno gli investitori istituzionali (fondi, banche, assicurazioni, ...) proprio perché la nostra normativa prevede una specifica autorizzazione da parte della Consob, che gli emittenti non chiedono mai (a causa dei tempi richiesti e dei costi associati) e non importa che queste operazioni siano di 'normale amministrazione'per gli operatori professionali.





Paesi emergenti

Lo scossone registrato dai mercati azionari in questa settimana ha avuto il suo epicentro nei settori energetici e delle materie prime, proprio quelli dai quali i paesi emergenti hanno tratto, negli ultimi anni, una parte rilevante della loro linfa vitale. E' dunque piuttosto comprensibile che anche i bond di questi paesi subissero qualche ripercussione. Tuttavia, non si è trattato di un impatto molto forte, se si considera che, rispetto ai minimi di sempre (1,75%), registrati nella prima decade di maggio, il premio sui titoli di stato in dollari pagato in media dai bond emergenti è risalito a circa 2 punti (spread medio dei titoli parte dell'indice EMBI di JPMorgan). Le turbolenze dei mercati hanno comunque spinto alcuni paesi, come il Brasile, a posticipare alcuni collocamenti previsti per il mercato domestico ad un momento meno difficile.








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