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Quali prospettive per i titoli di stato italiani?

Come mai nel 2010 i titoli monetari hanno insolitamente reso poco o nulla e cosa dobbiamo aspettarci dai titoli di stato italiani? Risponde Gianluca Ferretti

di Redazione Soldionline 26 gen 2011 ore 14:30
Di Gianluca Ferretti di AnimaSgr

D1. Nel 2010 i titoli monetari hanno insolitamente reso poco o nulla. Come Mai?

Nel 2010 i titoli monetari hanno avuto performance leggermente negative e si è avuto un incremento della volatilità, con la sola eccezione dei titoli di Stato tedeschi. Anche i classici BOT sono stati avari di soddisfazioni per gli investitori italiani.

Le ragioni alla base di questo movimento sono molteplici.
• In primo luogo i rendimenti a inizio 2010 erano molto bassi, quindi il potenziale di rendimento per l’anno appena concluso era già basso in partenza.
• In secondo luogo si è riscontrata una risalita dei rendimenti. I tassi bot, a inizio 2010, hanno raggiunto il loro minimo storico: addirittura valori intorno a 0,80 netto e, solo a fine 2010, 12 mesi dopo, sono arrivati a circa 1,70% netto.

rendimento_bot

Il grafico indica l’andamento del rendimento del Bot netto a 12 mesi dal 1995 a fine 2010.

Ecco, questa risalita dei rendimenti sicuramente ha inciso negativamente sull’andamento dei titoli monetari. A tutto ciò va aggiunto che il rendimento differenziale tra i titoli di Stato italiani e titoli di Stato tedeschi ha raggiunto il massimo dalla nascita dell’euro. Tutto ciò si è ovviamente ripercosso negativamente sui titoli di Stato italiani con un deprezzamento dei corsi e il classico strumento di investimento dei fondi monetari, quale il CCT ad esempio, ha risentito in misura maggiore di questo allargamento del differenziale data la duration un po’ più elevata che ha
rispetto ai classici BOT.


D2. Cosa aspettarsi in prospettiva dai titoli di stato italiani?

Ora nell’area euro la dispersione dei rendimenti è molto elevata, quindi si va da rendimenti molto compressi nei paesi “core” (Germania, Francia, Olanda, ecc…) a rendimenti molto elevati nei paesi che io definirei “dell’estrema periferia”: Grecia e Irlanda in primis, ma anche il Portogallo. L’Italia, in questo panorama, riveste un ruolo intermedio sia in termini di profilo di rischio, che come rendimenti offerti. Infatti i rendimenti si posizionano praticamente al centro tra i paesi come Germania e Francia da una parte e paesi dell’estrema periferia nell’altra;
anche il profilo di rischio a nostro avviso è abbastanza contenuto perché i fondamentali italiani sono in miglioramento: il nostro rapporto deficit/PIL è sotto controllo rispetto ad altri paesi durante la crisi attuale e quindi in sostanza secondo noi il miglior profilo rischio/rendimento in questo contesto è proprio offerto dai titoli di Stato italiani. Sui nostri fondi sovrappesiamo questo emittente, lo Stato italiano, proprio perché con l’allargamento dei rendimenti che c’è
stato rispetto alla Germania, adesso il potenziale di rischio rispetto all’anno scorso, sia in termini di rischio di tasso, sia in termini di rischio di credito, sicuramente è più compresso.
Ci aspettiamo, quindi, per il 2011 soddisfazioni un po’ più significative proprio sui fondi monetari

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