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Puntare sulla rivalutazione della valuta giapponese...

... un’analisi del passato per cercare di valutare le prospettive future.

di La redazione di Soldionline 6 lug 2006 ore 10:03
mercoledì 15 febbraio 2006

Sui mercati azionari il Giappone è decisamente tornato 'di moda'. Da circa sei mesi la maggioranza degli analisti 'equity' indica nel listino giapponese quello con le maggiori potenzialità di rivalutazione tra i paesi industrializzati.
In effetti le quotazioni delle società del Sol Levante sono decisamente lievitate, con una performance del Nikkey 225 di oltre il 50% in meno di un anno.
L'ottimismo dei mercati azionari è giustificato da dati macroeconomici che confermano la ripresa dell'economia giapponese, grazie tra le altre cose alle riforme portate avanti dal governo Koizumi.

Certo, investire oggi in azioni giapponesi dopo oltre il 50% di rialzo potrebbe non essere una strategia attraente, soprattutto per gli investitori meno propensi al rischio. Molti tuttavia ritengono che ci possa essere un'altra possibilità per avvantaggiarsi della ripresa economica del Giappone: acquistare prodotti monetari o obbligazionari puntando sulla rivalutazione della valuta (lo Yen).
Da un punto di vista teorico, la considerazione che la valuta di un economia in forte ripresa debba tendenzialmente rivalutarsi è del tutto corretta. Spesso però passando dalla teoria alla pratica dei mercati finanziari, quello che sembra del tutto logico non si verifica o si verifica solo in parte.

Oggi analizziamo la 'storia' dello Yen giapponese rispetto alle performance della sua economia e dei mercati di borsa, per constatare quanto la relazione:

ECONOMIA FORTE = BORSE IN RIALZO = RIVALUTAZIONE DELLO YEN

si sia effettivamente verificata in passato.

Per effettuare questa analisi abbiamo considerato l'andamento dello Yen negli ultimi 20 anni contro il Marco Tedesco (dal 1999 in poi i movimenti coincidono con quelli dell'Euro/YEN), confrontandolo con la crescita del GDP giapponese e con l'andamento del NikKey 225.
Il primo grafico quindi sovrappone l'andamento del tasso di cambio DEM/YEN (scala di sinistra) con la crescita del PIL giapponese (scala di destra). La linea sottile nera è una 'normalizzazione' dell'andamento del PIL .



Come si può notare, la relazione tra crescita del PIL e rivalutazione dello Yen è tutt'altro che confermata.
Nella seconda metà degli anni '80, quando l'economia giapponese cresceva a ritmi superiori al 5% annuo, lo Yen si è in definitiva indebolito rispetto al marco tedesco.
Per tutti gli anno '90 invece, quando l'economia giapponese ha registrato tassi di crescita progressivamente decrescenti, lo Yen pur con notevoli oscillazioni si è decisamente rivalutato, passando da una quotazione di 95 Yen per 1 Marco del 1989 a circa 50 yen per un marco del 2000.
Negli ultimi 5 anni infine, con un'economia che registra tassi di crescita in aumento, lo Yen è tornato ad indebolirsi svalutandosi contro il Marco (e quindi contro l'Euro) di oltre il 35%.

La relazione tra crescita del PIL e rivalutazione dello Yen quindi, non solo non sembra confermata ma addirittura risulta invertita. Le motivazioni di questo apparente controsenso sono a nostro avviso principalmente due:
° lo Yen è una valuta molto 'controllata' dalla Banca Centrale giapponese, che grazie alle ingenti riserve valutarie è di fatto in grado di condizionare i rapporti di cambio in maniera molto significativa e per lunghi periodi di tempo.
° Il Giappone è un'economia da sempre molto votata all'esportazione, è evidente quindi che una valuta forte, danneggiando gli esportatori abbia ripercussioni negative sulla crescita e viceversa.

Vediamo ora la relazione tra il tasso di cambio DEM/YEN (scala di sinistra) e l'andamento della borsa giapponese (scala di destra).


Pur con molte oscillazioni si possono a nostro avviso identificare tre fasi:
1. fino al primo trimestre 1997 (un periodo che abbraccia cicli economici molto diversi) l'andamento della borsa giapponese è in buona sostanza correlato negativamente con quello del DEM/YEN. Andamenti positivi del Nikkey vanno di pari passo con svalutazioni dello Yen e viceversa;
2. dal primo trimestre 1997 al secondo trimestre 2003 il rapporto DEM/YEN e il Nikkey sono invece correlate positivamente; rialzi del Nikkey vanno di pari passo con rivalutazioni dello Yen e viceversa;
3. dopo il secondo trimestre 2003 la relazione diventa nulla o leggermente negativa, con il Nikkey in forte rialzo e lo Yen sostanzialmente stabile seppure in leggera svalutazione.

Da quanto precede si può concludere che solo durante 6 degli ultimi 20 anni comprare (o vendere) Yen contro le valute europee durante i periodi di forza (o debolezza) del Nikkey è stata un strategia vincente.

Sottolineiamo come sempre che analisi di questo tipo, basate esclusivamente su serie storiche non possono rappresentare l'unico elemento di decisione per adottare o meno una determinata strategia di investimento. Tuttavia, almeno da questo punto di vista, non sembrano esserci motivazioni particolarmente 'forti' per puntare su un trend di rivalutazione dello Yen contro Euro, nonostante la performance positiva dell'economia e della borsa giapponese.




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