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Osservatorio Bond del 4 luglio 2005

Tango-bond. In caso di avvio dell’arbitrato internazionale contro l’Argentina, si potrà sperare in un primo chiarimento solo a partire dal 2008. In questo caso, è probabile che ai 300 mila che non hanno scambiato i loro titoli si richieda di aderire ad una fiduciaria.

di La redazione di Soldionline 4 lug 2005 ore 10:51
Gentili lettori,

per utilizzare in modo corretto qesta rubrica è importante tenere presente che:
· la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate sulle società italiane che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i Gruppi più solidi, come Telecom Italia, ENI e ENEL, ecc, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
· la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie. ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
· la rubrica è di fatto una rassegna stampa, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.



Ecco le notizie presenti sulla stampa nello scorso fine settimana e nella giornata di oggi, 4 luglio:


Argentina
Il Sole 24 Ore di sabato riporta una sentenza sui tango-bond per la prima volta a favore delle banche. Un risparmiatore è stato condannato dal Tribunale di Vicenza a risarcire a Banca Intesa e allo sportellista che gli aveva venduto i tango-bond circa 22mila euro per le spese processuali. Il tribunale, infatti, non ha accolto la tesi dell'investitore che ha perso un totale di 1.151.000 euro, in quanto era abituato ad operare nel mercato mobiliare. Il risparmiatore, invece, lamentava di aver ricevuto dalla banca valutazioni errate, e comunque superiori a quelle di mercato, dei titoli in oggetto, inducendolo a mantenere il proprio investimento e procurandogli in tal modo un ingente danno economico. In questo caso quindi la banca ha vinto in quanto l'investitore era comunque qualificato e tutti gli ordini erano stati impartiti in forma scritta.
Sempre sui tango-bond, un articolo del Sole Plus di sabato riporta che in caso di avvio dell'arbitrato internazionale contro l'Argentina, si potrà sperare in un primo chiarimento solo a partire dal 2008. In questo caso, è probabile che ai 300 mila che non hanno scambiato i loro titoli si richieda di aderire ad una fiduciaria. Come mostra l'articolo, l'Icsid è una procedura lunga, complessa e costosa anche se gli oneri verranno pagati dalle banche, preoccupate che i propri clienti possano rivalersi su di esse per eventuali risarcimenti.

Parmalat
La Libertà di sabato riporta la vicenda di un risparmiatore che si è visto restituire dalla banca tutto ciò che aveva perso nell'investimento in bond Parmalat. La Cariparama e Piacenza ha, infatti, preferito conciliare sui tavoli della Federconsumatori avendo riconosciuto che l'investimento, quanto a rischi non era diversificato. L'articolo del quotidiano racconta dell'attività dell'associazione di tutela dei consumatori che ha portato sul banco delle trattative a Milano, altri casi oltre a quello sopra e inerenti anche alle vicende Cirio e Giacomelli. In alcuni casi le banche si sono rifiutate di trattare, in altri si dovranno valutare le percentuali di rimborso proposte dagli istituti e oscillanti tra il 25 e il 45%, in due casi invece si è ottenuto il rimborso del 100%.

Cirio
Il Resto del Carlino di ieri informa che 6 risparmiatori assistiti da un legale della Federconsumatori, hanno vinto una causa contro la Banca Popolare Valconca, colpevole, secondo il Tribunale di Pesaro, di non aver informato i correntisti del reale rischio dell'investimento. Sempre secondo l'articolo, in alcuni dei casi esaminati l'istituto non avrebbe verificato la congruità dell'investimento in rapporto alla situazione finanziaria del cliente.
La Gazzetta di Mantova invece riporta un'altra sentenza del Tribunale della città lombarda secondo cui la Cassa di Risparmio di Carpi dovrà risarcire madre e figlia per aver venduto loro bond Cirio Finanziaria, in scadenza il 31 dicembre 2005 e riservati agli investitori istituzionali. Le clienti non erano state informate del rischio e della natura dell'operazione che faceva capo ad un'emittente lussemburghese.

Cartiere Burgo
La Gazzetta di Mantova di sabato scrive che la Burgo si impegnerà a far conoscere la tempistica degli investimenti entro la fine dell'anno in modo da porre fine al braccio di ferro con i sindacati che dura ormai da troppo tempo.

Finmek
Il piccolo di ieri scrive che da oggi partirà la cassa integrazione per 150 dei 300 lavoratori dello stabilimento Finmek di Ronchi. Entro 60 giorni, tutto il gruppo andrà all'asta ma secondo il presidente della seconda commissione regionale Mirio Bolzan, nelle condizioni in cui si trova l'azienda difficilmente vi saranno dei compratori.

Ducati
Il Sole Plus ricorda che il fondo di private equity Tpg, maggiore azionista del gruppo Ducati, potrebbe presto vendere il suo 35%. Sulle trattative c'è il massimo riserbo ma dovrebbero interessare alcuni gruppi industriali oltre al fondo Investindustrial presieduto dalla famiglia Bonomi.

Impregilo
Milano Finanza di sabato scrive che Impregilo punta ad espandersi in Bulgaria, Ucraina, Messico e Sudamerica attraverso joint venture con i soci Autostrade, Gavio e Techint. L'amministratore delegato Alberto Lina, nell'intervista riportata afferma che le dismissioni dovrebbero portare in cassa circa 300 milioni di euro e verranno realizzate entro i prossimi due anni. Riguardo alla controllata Imprepar, è stato appena nominato un liquidatore.


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