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Osservatorio Bond del 20 ottobre 2004

Caso Cirio in primo piano. Richiesta l'archiviazione di altri dieci nominativi. I soggetti non avrebbero mai avuto rapporti diretti con i vertici Cirio, non è verosimile dunque pensare che avessero interesse a procurare alla società ingiusto profitto.

di La redazione di Soldionline 20 ott 2004 ore 14:09

cristinamanara@soldionline.it


p.s.: ripeto le solite precisazioni:
· la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate sulle società italiane che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i Gruppi più solidi, come Telecom Italia, ENI e ENEL, ecc, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
· la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie. ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
· la rubrica è di fatto una rassegna stampa, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.

Ecco le notizie presenti sulla stampa oggi 20 ottobre 2004:

Tiscali

Leggi l'approfondimento di Edoardo Fagnani

Cirio

Il Sole 24 Ore e la Repubblica riportano gli aggiornamenti in merito al caso Cirio. Il sostituto procuratore Walter Mapelli ha infatti depositato la richiesta di archiviazione di altri dieci indagati degli originari venticinque. Di quattro era già stata esclusa la responsabilità. Rimangono dunque solo undici i casi su cui decidere. Alla base dell'archiviazione vi sarebbe la considerazione che i soggetti non avrebbero mai avuto rapporti diretti con i vertici Cirio, da ciò si deduce che non potessero avere alcun interesse diretto a creare profitto per il gruppo tramite truffa. D'altra parte l'interesse indiretto non è dimostrabile. I soggetti avrebbero dunque svolto il ruolo di semplici manager. Più complicata la posizione dei rimanenti undici, in particolare delle banche d'affari. Difficile immaginare che non fossero consapevoli che i bond sarebbero finiti ai risparmiatori. Secondo la difesa infatti gli istituti avrebbero svolto il ruolo di lead manager, vendendo le obbligazioni agli investitori istituzionali.

Di seguito i nominativi archiviati:
Raffaella Pistilli (Cofiri Sim), Matteo Tarroni (Mediobanca), Pierpaolo Rossi (Banca Akros), Benedetto Marti (Banca Profilo), Fabio Accorinti (Mps Finance), Vittorio de Pedys (Iccrea), Pietro D'Aguì e Tuccari (Banca Intermobiliare), Ugo Malasomma (Promos sim) e Giuseppe Menzi, direttore generale della Banca Agricola Mantovana.

Parmalat

Avviata dunque la class action per il caso Parmalat e tra gli imputati nell'atto depositato al Tribunale di New York vengono nominati Citigroup, Bank of America, Csfb e Bnl. Citati anche undici ex-manager del gruppo, Grant Thornton e Deloitte, oltre che i consulenti legali Pavia-Ansaldo e lo studio Zini. Come rimborso è stata richiesta una cifra compresa tra gli otto e i dieci miliardi di dollari.

Consob

Da oggi il governo presenterà alla Camera l'emendamento relativo alla legge comunitaria sul market abuse. Proposto, dato l'incremento dei poteri assegnato all'organo di controllo, un aumento dell'organico pari a 150 unità. E non solo. Prevista inoltre l'istituzione di un Comitato consultivo che si occupi delle eventuali richieste di modifica alla normativa. Il Comitato dovrebbe essere composto da rappresentanti del Consiglio nazionale dei consumatori e dei rappresentanti degli istituti di servizi finanziari. Nel corso del prossimo Consiglio dei ministri è previsto l'esame della riforma del diritto societario. Sembra allungarsi invece il percorso per le norme sul rating, finora inserite nella proposta di legge sugli analisti finanziari.





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