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Obbligazioni, vale ancora il concetto di sicurezza?

Gli ultimi mesi, da maggio ad ora, sono stati mesi difficili per il mercato delle obbligazioni a livello globale

di Redazione Soldionline 17 set 2013 ore 10:47
A cura di MoneyFarm

Gli ultimi mesi, da maggio ad ora, sono stati mesi difficili per il mercato delle obbligazioni a livello globale.

La ripresa in corso negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone ha causato un rialzo dei tassi decennali delle obbligazioni governative di questi paesi: il Bund è passato dall’ 1.2% al 2%, il Treasury dall’1.6% al 2.92%, il titolo di stato giapponese dallo 0.6% allo 0.72%.

Nei mercati obbligazionari un rialzo dei tassi a scadenza causa un calo dei prezzi correnti delle obbligazioni, per il fatto che titoli già emessi dovranno trattare a prezzi più bassi per avere la stessa redditività delle nuove obbligazioni emesse a tassi più alti.

Questo ha già fatto sì che molte strategie di investimento presenti nei portafogli degli investitori globali hanno subito una battuta d’arresto nel 2013: le obbligazioni infatti rappresentano il “mattoncino” preferito di tutti gli investitori prudenti da decenni ormai.

La “sicurezza” percepita dall’investimento obbligazionario (stiamo parlando di Stati Uniti e Germania prevalentemente) è frutto di diversi decenni in cui l’inflazione è andata scendendo causando un calo dei rendimenti, nessuno dei maggiori emittenti è fallito e le cedole incassate hanno dato una sensazione di guadagno reale.

Ma il concetto di “sicurezza” nei mercati finanziari è molto labile e anche investimenti ritenuti sicuri presentano aspetti poco conosciuti. Il rialzo dei tassi e la caduta dei prezzi correnti è uno di questi: probabilmente gli Stati Uniti e la Germania non “falliranno” nei prossimi anni, ma se i tassi di rendimento a scadenza dovessero continuare a salire gli investitori incorrerano in perdite sui prezzi correnti delle obbligazioni a lunga scadenza.

Lo stesso sta succedendo ad alcune strategie di successo che negli ultimi anni hanno fatto un ampio utilizzo dei mercati obbligazionari, ad esempio strategie puramente obbligazionarie, strategie total return obbligazionarie o  strategie risk parity. Queste ultime in particolare, per “controbilanciare” il rischio degli investimenti azionari, possono arrivare ad investire a leva sui mercati obbligazionari. Trent’anni di tassi calanti sulle obbligazioni hanno dato a queste strategie ottimi risultati, ma parte di questi risultati è stato dato appunto da una caratteristica fissa di queste strategie, ossia l’esposizione ai mercati obbligazionari.

Un lento rialzo dei rendimenti obbligazionari nei prossimi anni richiede pertanto una attenzione maggiore nelle scelte di investimento, sempre volta alla diversificazione e non eccessivamente concentrata su prodotti ritenuti “sicuri” che potrebbero dare brutte sorprese.




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