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Necessaria una gestione attiva dei portafogli obbligazionari nel 2014

La selezione dei titoli di credito è destinata a diventare cruciale con il venir meno degli stimoli monetari. Preferite ancora le obbligazioni ad alto rendimento. Per esporsi alle banche appaiono più attraenti i titoli lower tier

di Redazione Soldionline 12 dic 2013 ore 12:16
Articolo a cura di Credit Suisse

Posizionamento attivo lungo la curva in funzione del variare delle politiche delle banche centrali nelle diverse regioni
Molti avevano previsto che il 2013 sarebbe stato l’anno in cui abbandonare le obbligazioni a favore delle azioni. In effetti, questo movimento è in parte stato riflesso nella performance del reddito fisso statunitense, ma lo spostamento non è stato significativo. Questa resistenza trova ragione nella politica monetaria ancora molto espansiva della BCE e della BoJ. Con la riduzione dello stimolo monetario della Fed prevista per i prossimi mesi, prevediamo che questa desincronizzazione prosegua, almeno per i primi mesi del 2014. In questo contesto, consigliamo di contenere l’esposizione alla duration, soprattutto in CHF e USD (rispettivamente fino a 3 e 4 anni). In GBP ed EUR, consigliamo generalmente scadenze fino a 5 anni.

Selezionare attentamente il credito man mano che diminuisce lo stimolo monetario
In uno scenario di pressioni inflazionistiche contenute, prevediamo che i rendimenti delle obbligazioni di riferimento aumentino progressivamente. Di conseguenza, la ricerca di rendimento dovrebbe proseguire, e favorire la performance delle obbligazioni ad alto rendimento. Analogamente, le obbligazioni dei paesi periferici d’Europa (preferiamo gli emittenti italiani, portoghesi e spagnoli) dovrebbero restare i principali beneficiari della politica della BCE. Inoltre, la selezione e la diversificazione degli emittenti saranno cruciali con il progredire dei mesi. Il peggioramento dei fondamentali delle imprese, messo in luce dalla diminuzione del rapporto tra liquidità e debito a breve termine o dall’aumento del rapporto tra spese in conto capitale e ricavi (v. tabella), dovrebbe frenare la riduzione degli spread. Inoltre, pur non prevedendo un netto incremento dei tassi d’insolvenza globali, l’aumento degli interessi passivi inizierà a pesare sulla capacità di servire il debito degli emittenti più vulnerabili.

Tra il credito a beta elevato, le prospettive a breve per i mercati emergenti continuano a risentire del possibile impatto di una politica monetaria meno espansiva negli USA, soprattutto nei paesi più esposti alle condizioni monetarie estere. I paesi emergenti in disavanzo potrebbero essere ancora vulnerabili al tapering, mentre quelli in eccedenza (es. la Russia) potrebbero offrire interessanti opportunità dopo l’aumento di quest’anno. Infine, nella loro ricerca di rendimento, è probabile che gli investitori scendano ulteriormente lungo la scala della struttura del capitale, aggiungendo ai portafogli obbligazioni ibride e CoCo. I loro carry appaiono infatti interessanti (es. i titoli bancari LT1 in EUR mostrano uno spread simile e i CoCo offrono un maggior rendimento di circa 80 pb rispetto alle obbligazioni HY), ma questi titoli tendono ad essere volatili in periodi di crescente avversione al rischio e la loro struttura evidenzia un livello di complessità elevata. È quindi essenziale adottare un’analisi approfondita e una gestione attiva di queste obbligazioni. Analogamente, le obbligazioni convertibili restano un’alternativa avvincente per gli investitori che non intendono investire direttamente nei mercati azionari. La nostra principale idea d’investimento per il 2014 «Il reddito fisso in un mondo di rendimenti in aumento» sintetizza questo insieme di opportunità d’investimento.
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