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Le obbligazioni della BEI

La creazione della nuova entità europea che dovrà garantire il rifinanziamento degli stati dell’Area Euro in difficoltà, denominata EFSF (European Financial Stability Facility), ci offre l’opportunità per approfondire le caratteristiche sia di questo nuovo emittente

di Redazione Soldionline 1 lug 2010 ore 13:54
Articolo a cura di JCAssociati.it

La creazione della nuova entità europea che dovrà garantire il rifinanziamento degli stati dell’Area Euro in difficoltà, denominata EFSF (European Financial Stability Facility), ci offre l’opportunità per approfondire le caratteristiche sia di questo nuovo emittente, sia della “cugina” BEI (Banca Europea per gli Investimenti), verificando per entrambe la solidità patrimoniale e le caratteristiche che rendono entrambe questi enti tra i più sicuri per gli investitori obbligazionari.

Struttura patrimoniale
La BEI è un ente sovranazionale al quale tutti gli stati membri dell’Unione Europea partecipano attraverso versamenti diretti in conto capitale, in proporzione (circa) alle dimensioni delle rispettive economie.
La lista dei principali “azionisti”, con le relative quote di partecipazione è esposta nella tabella successiva.

Germania 16,17%
Francia 16,17%
Italia 16,17%
UK 16,17%
Spagna 9,70%
Belgio 4,48%
Olanda 4,48%
Svezia 2,97%
Danimarca 2,27%
Austria 2,22%
Polonia 2,07%
Finlandia 1,28%
Grecia 1,22%
Portogallo 0,78%
Repubblica Ceca 0,76%
Ungheria 0,72%
Irlanda 0,57%

Il capitale versato dagli stati membri consente alla BEI di raccogliere finanziamenti sul mercato obbligazionario a tassi molto convenienti, grazie all’ottima solidità patrimoniale e al rating massimo di Aaa/AAA.
I fondi così raccolti vengono impiegati in progetti di sviluppo, a cui la BEI può partecipare con una quota massima del 50%.
Va sottolineato tuttavia che, nella lontana ipotesi che la BEI dovesse incappare in una situazione di difficoltà finanziaria, non ci sarebbe alcun obbligo per gli stati membri di intervenire, ma solo una sorta di impegno informale.
A differenza della BEI, la EFSF non avrà una struttura patrimoniale propria; la sua capacità di finanziarsi sul mercato a tassi vantaggiosi verrà infatti ottenuta dall’impegno di tutti gli Stati partecipanti (i principali elencati nella tabella sottostante) di garantire “pro quota” fino al 120% delle emissioni.


Germania 27,92%
Francia 20,97%
Italia 18,42%
Spagna 12,24%
Belgio 3,58%
Olanda 5,88%
Austria 2,86%
Finlandia 1,85%
Portogallo 2,58%
Irlanda 1,64%

A differenza della BEI quindi la EFSF godrà di una garanzia esplicita, ciò proprio al fine di dare la massima sicurezza per gli investitori obbligazionari.
Da sottolineare inoltre che gli stati partecipanti all’EFSF, godono di un merito di credito mediamente migliore rispetto agli “azionisti” della BEI. Effettuando una media ponderata del costo dei CDS infatti, risulterebbe che al momento le obbligazioni di EFSF dovrebbero rendere circa 15 basis points in meno rispetto a quelle della BEI.
C’è tuttavia da considerare che uno scenario nel quale uno qualsiasi questi due enti venisse a trovarsi a rischio default, sarebbe talmente negativo che difficilmente si potrebbero avere apprezzabili differenze nel valore dei Bond dei due enti.
In conclusione, anche alla luce di quest’ultima considerazione, se (magari anche per l’effetto novità), le obbligazioni della BEI dovessero cominciare a trattare su livelli di rendimento assai più elevati di quelle di EFSF, le prime sarebbero forse da preferire alle seconde nonostante le indubbie minori garanzie offerte agli investitori.

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