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L'Irlanda e il suo debito pubblico

Il paese ha attraversato un decennio abbondante di crescita economica fortissima che ne ha fatto, all’apice della sua forza, uno dei paesi meno indebitati e più ricchi d’Europa.

di Redazione Soldionline 17 lug 2009 ore 12:07
di Nicola Pegoraro

Titoli di stato


Questa settimana voglio dedicare un po’ di spazio al caso dell’Irlanda e del suo debito pubblico, tralasciando la solita struttura della newsletter organizzata per sezioni distinte.
Il paese ha attraversato un decennio abbondante di crescita economica fortissima che ne ha fatto, all’apice della sua forza, uno dei paesi meno indebitati e più ricchi d’Europa . Nel 2007, il rapporto debito pubblico/PIL era pari al 25%, il rating quello massimo possibile (Aaa/AAA) ed i titoli di stato quasi introvabili sul mercato.

debito_pubblico
Dal sito dell’Agenzia per la Gestione del Debito Pubblico www.ntma.ie

Con l’intervenire della crisi finanziaria, però, l’incantesimo si è rotto ed il dissesto delle banche ha richiesto un pesante intervento  pubblico e si è verificata un’esplosione del rischio di credito legato al paese che si è, in sostanza, ritrovato a nazionalizzare l’intero settore finanziario. Progressivamente, l’Irlanda, da paese modello, si è trasformato nel peggior rischio di credito dell’Eurozona. Nel grafico che segue, si può vedere una classifica preparata dal sottoscritto che ordina i paesi EMU sulla base della percezione del rischio di credito prevalente sul mercato delle obbligazioni e dei derivati di credito (attraverso questi derivati gli operatori istituzionali si scambiano garanzie contro l’insolvenza di singoli debitori).

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La Germania risulta l’emittente  più sicuro e l’Irlanda, in assoluto, quello peggiore (molto peggiore della Grecia). Rispetto ad una misura statica come il rating, questo tipo di analisi tende a descrivere meglio e più tempestivamente i fenomeni, pur non riuscendo a spiegarli. Non è un caso che il rating irlandese (Aa1/AA) sia parecchio disallineato con questa valutazione ed ancora su livelli superiori a quello italiano o greco, per esempio.
Anche limitandoci al tasso di interesse sui titoli a lungo termine (come i bond decennali), l’analisi si conclude con risultati simili, visto che il differenziale di rendimento dei decennali irlandesi rispetto ai titoli tedeschi supera i  2 punti percentuali (nel marzo 2009 aveva raggiunto il 2,8%).

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Cosa aspettarsi per il prossimo futuro? Un PIL in picchiata, con un ritmo di decrescita dell’8% nel 2009 e forse del 5% nel 2010. Un debito in costante crescita per tutto il 2009 e 2010. Il rapporto debito/PIL, tra i più bassi del mondo fino al 2007, raggiungerà il 60% nel 2009 ed l’80% nel 2010, mentre il volume di titoli da collocare salirà considerevolmente e velocemente. Pensate che il debito pubblico dovrebbe aumentare, ogni anno dal 2008 al 2010 di un controvalore di poco inferiore all’intero debito pubblico del 2007. La salute dell’economia, che aveva particolarmente profittato del boom immobiliare e finanziario, non si riprenderà facilmente. Inoltre, il fatto che il debito pubblico irlandese sia in mano in prevalenza a non-residenti aumenta il rischio di panic selling e fuga di capitali.

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Tuttavia, nonostante una situazione finanziaria non certo favorevole, le dimensioni del paese sono tali che un intervento della Bce e o di altri governi a sostegno del debito pubblico irlandese sarebbe piuttosto facile. Per la stabilità dell’Euro, i benefici sarebbero certamente maggiori dei costi. Questo mi porterebbe a pensare che il premio offerto dai bond del paese sia un pochino eccessivo e che, piuttosto che assumersi molti rischi con debitori privati, gli investitori potrebbero valutare anche l’opzione irlandese. 

LINK UTILI (in inglese)
L’ Agenzia per la Gestione del Debito Pubblico
La lista dei titoli di stato
Un prospetto di bond a tasso fisso irlandese
Le quotazioni giornaliere dei titoli di stato (disponibili su pdf per ogni singolo giorno)


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Emergenti

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