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L’influenza degli USA sul mercato europeo dei tassi di interesse: un’analisi delle ultime settimane

di La redazione di Soldionline 26 ott 2006 ore 11:21


mercoledì 25 ottobre 2006

Settimana scorsa avevamo segnalato come, almeno da un punto di vista statistico, fossero più rilevanti per i tassi di interesse in Europa i dati sull'inflazione USA rispetto a quelli del vecchio continente.
Prendendo spunto da questa considerazione, ripercorriamo l'andamento dei tassi di interesse (abbiamo considerato la scadenza decennale) in Europa e in USA nelle ultime settimane, abbinandoli ad alcuni avvenimenti in USA.




Chi segue i mercati dei tassi di interesse sa che dai primi giorni di ottobre sembra essere iniziata una nuova fase di rialzo dopo circa due mesi di discesa.
Vediamo quindi uno per uno quali avvenimenti sono stati determinanti sui tassi di interesse, tenendo presente che una variazione dei tassi di 0,05% genera una variazione del prezzo di un'obbligazione decennale di quasi 0,50%, ed è quindi da considerare uno spostamento rilevante per il settore dei Bond.

Mercoledì 4 ottobre: il Presidente della FED Bernanke afferma che è in atto una 'sostanziale correzione' del mercato immobiliare in USA e in conseguenza di ciò le pressioni inflazionistiche dovrebbero attenuarsi.
I tassi a 10 anni scendono in un giorno di 0,04% in Europa e di 0,06% in USA.

Giovedì 5 ottobre: il Vice-Presidente della FED Kohn (contraddicendo in parte le dichiarazioni di Bernanke del giorno prima) afferma che la FED è più preoccupata dell'aumento dell'inflazione che del rallentamento della crescita economica.
I tassi a 10 anni salgono in un giorno di 0,01% in Europa e di 0,04% in USA.
Venerdì 6 ottobre: escono i dati sul mercato del lavoro in USA più forti del previsto, la disoccupazione scende ai minimi da 5 anni.
I tassi a 10 anni salgono nei due giorni successivi di 0,05% in Europa e di 0,08% in USA.

Martedì 10 ottobre: emergono indiscrezioni sull'imminente rapporto del governo sull'economia (il 'Beige Book') che indicano una crescita più forte del previsto.
I tassi a 10 anni salgono nei due giorni successivi di 0,05% in Europa e di 0,09% in USA.

Lunedì 23 ottobre: emergono indiscrezioni sulle possibili dichiarazioni della FED nella riunione mensile di mercoledì 25, che potrebbero segnalare una rinnovata preoccupazione per l'aumento dell'inflazione.
I tassi a 10 anni salgono in un giorno di 0,05% in Europa e di 0,04% in USA.

Nel complesso, dai livelli del 4 ottobre i tassi decennali sono aumentati del 0,19% in Europa e del 0,27% in USA. E' da sottolineare che nel corso dello stesso periodo i dati macroeconomici europei sono stati alquanto altalenanti e non c'è stata alcuna dichiarazione di rilievo da parte della Banca Centrale Europea.
Ci sembra quindi abbastanza corretto affermare che nelle ultime settimane i dati macroeconomici USA e le dichiarazioni dei membri della FED sono stati i fattori di maggiore influenza sul livello dei tassi europei (cosa che risulta evidente anche dal grafico precedente).

Questa conclusione certo non stupisce più di tanto, da sempre i mercati statunitensi influenzano tutto il resto del mondo; tuttavia, a quasi sette anni dalla nascita dell'Euro, è abbastanza sorprendente quanto gli USA siano ancora influenti per i mercati obbligazionari europei (anche nell'operatività giornaliera) e quanto poco sia vero il contrario.

Probabilmente continua la consuetudine di gran parte degli operatori europei di guardare 'al di la dell'oceano' per individuare le tendenze dei mercati; questo fa sì che, nonostante il peso decrescente dell'economia USA nel mondo e la nascita di un 'blocco europeo' di dimensioni economicamente superiori, gli USA continuino ad esercitare un'influenza preponderante sui mercati obbligazionari (ma non solo) di tutto il mondo.
A questo proposito non possiamo che sottolineare l'importanza delle dichiarazioni della FED di mercoledì 25 ottobre e il dato sul PIL USA del 3° trimestre di venerdì 27.


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