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I bond Fiat e General Electric

Continua la tendenza negativa sui titoli di stato tedeschi, in presenza di un mercato azionario che sembra dominato dall’ottimismo e dalle aspettative di una ripresa più veloce

di Redazione Soldionline 24 lug 2009 ore 11:46
a cura di Nicola Pegoraro

Titoli di stato


Continua la tendenza negativa sui titoli di stato tedeschi, in presenza di un mercato azionario che sembra dominato dall’ottimismo e dalle aspettative di una ripresa più veloce rispetto a  quanto stimato solo 15 giorni fa. I rendimenti stanno, dunque, risalendo, almeno  per i governativi tedeschi. Rispetto al minimo del 10 luglio, l’aumento è stato, per l’obbligazione decennale,  di ca 20 centesimi. Il decennale tedesco rende oggi poco più del 3,4%.
Sui titoli di stato italiani, invece, la tendenza al rialzo dei tassi continua ad essere “disturbata” dalla netta contrazione del premio di rendimento che i nostri titoli di stato devono offrire in più rispetto ai loro omologhi tedeschi. L’ondata di ottimismo non è, per altro, confinata  ai soli mercati azionari, ma interessa anche i premi di rendimento all’interno dell’Area Euro.  Rispetto al 10 luglio, invece di un rialzo, i rendimenti sui nostri BTP decennali hanno messo a segno un ribasso di ca 10 centesimi.
Il premio sui titoli di stato tedeschi, che aveva raggiunto un massimo di oltre 150 punti base (100 punti base sono equivalenti ad 1%) nei mesi scorsi, si è contratto fino ad 85 punti. Qualora dovesse permanere questo clima sui mercati, è ipotizzabile che il premio possa contrarsi ancora, fino a raggiungere 50-60 centesimi. Sotto questa soglia, ritengo sia un po’ difficile immaginare i nostri titoli, salvo che non sia effettivamente confermata una vera e propria ripresa economica a livello europeo ed italiano.  Si tratterebbe, allora,  di un ritorno alla “normalità”.

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Corporate

L’emissione che ha dominato la settimana appena trascorsa è stata certamente quella da 2 mld Eur dell’americana General Electric Capital Corp. 

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La multinazionale, attraverso la consociata Ge Capital European Funding, garantita da General Electric Capital Corporation (GECC), ha collocato un bond a cedola fissa con scadenza a cinque anni. Il premio di rendimento è di oltre il 2,2% rispetto alle obbligazioni governative tedesche. La cedola, del 4,75%, è più che discreta se rapportata al rating (Aa2/AA+), tra i più alti al mondo, ma molto inferiore ai rendimenti visti nei mesi scorsi, quando i bond del gruppo americano erano stati colpiti da pesanti ondate di vendita.

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Da segnalare il fatto che GECC e GECS (la sua controllante) sono state autorizzate dal governo americano ad abbandonare il programma di emissioni garantite dal Fondo Federale di Garanzia sui Depositi (FDIC), segno che la società si sente in grado di affrontare il mercato da sola e senza la garanzia pubblica (come per l’emissione di cui sopra, che non beneficia di alcun sostegno pubblico). Sul blog  della società destinato a clienti ed investitori, la società ha annunciato di potere ormai ottenere funding sul mercato a costi meno gravosi di quelli derivanti dal costo della garanzia pubblica (Il FDIC addebita una commissione all’emittente che beneficia della sua garanzia). 
 


High Yield

Come notizia dell’ultima ora, ricordiamo che Fiat ha emesso giovedì 23 un bond a tre anni con cedola fissa in euro. E’ la  prima volta dal 2007 che la società torinese colloca un nuovo bond sul mercato. Gli operatori hanno accolto l’operazione con favore, tanto che, in pochi minuti, le richieste per il nuovo bond hanno superato i 7 mld Eur. L’emissione è stata poi chiusa per 1,25 mld al tasso minimo indicato agli investitori. Con una cedola del 9,25%, il bond rende meno di quelli emessi da società con rating simili (Fiat ora è valutata Ba1/BB+, entrambi con prospettive negative). La società ha dalla sua un ottimo management ed il sostegno pubblico del governo italiano, che, fino ad oggi, non è mai mancato.
I primi scambi sul mercato grigio avvenivano giovedì pomeriggio attorno a 102,5.


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Emergenti

Qualche novità sta finalmente arrivando dalla fredda Islanda. Il paese sembrava congelato e non dare segni di vita, lasciando nell’incertezza moltissimi investitori in banche islandesi (è noto che i bond delle banche islandesi erano discretamente presenti nei portafogli di alcuni investitori privati ed istituzionali).
Le tre principali banche del paese, Kaupthing, Glitnir/Islandsbanki e Landsbanki, sono diventate insolventi nell’autunno scorso e, da allora, non sono più arrivati segnali chiari né dal governo, che in un primo momento aveva cercato di intervenire in loro sostegno, né dalle banche stesse. Si stima che gli investitori esteri vantino circa 42 mld Eur di crediti nei confronti delle banche del paese.
Lunedì scorso, è stato diffuso un piano preparato dal Ministro delle Finanze, mirante a rilanciare il sistema bancario attraverso una ricapitalizzazione da 1,5 mld Eur ad opera del governo (mi sembrano decisamente pochi!) e la trasformazione di obbligazioni e crediti in azioni (qui il link in inglese).
Ulteriori dettagli saranno resi noti dopo il 14 agosto, una volta completato l’apporto di fondi governativi.
Per il momento, la notizia ha avuto un effetto leggermente positivo sui prezzi.

Emittente:    Prezzo di vendita
Kaupthing:    15
Glitnir/Islandsbanki:    20
Landsbanki:    2,5

I prezzi si riferiscono ad obbligazioni senior in Eur
non subordinate; la carta subordinata, infatti, vale 0.

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