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HIGH YIELD, INDIVIDUARE I RISCHI ‘BUONI’

Meglio note come junk bond o obbligazioni spazzatura, le obbligazioni high yield erano considerate un’asset class altamente volatile e rischiosa, ma il crollo di Lehman Brothers ha drammaticamente cambiato lo scenario

di Redazione Soldionline 17 ott 2012 ore 14:01
Articolo a cura di M&G

Meglio note come junk bond o obbligazioni spazzatura, le obbligazioni high yield erano considerate un’asset class altamente volatile e rischiosa, ma il crollo di Lehman Brothers ha drammaticamente cambiato lo scenario: i loro rendimenti sono stati eccellenti negli ultimi dieci anni, sia negli Usa che in Europa. Infatti, hanno decisamente sovraperformato rispetto al mercato azionario e nell’attuale contesto caratterizzato dai bassi tassi di interesse e, quindi, decisamente a supporto, i bond high yield offrono ancora agli investutori tra i più alti livelli di rendimento tra le diverse asset class. Gli spread del credito si sono assottigliati a seguito del forte rally nel 2012, tuttavia, gli investitori sono ancora ben ripagati per il rischio di default.

“Oggi, se ci concentriamo sui rendimenti reali, vediamo che la repressione finanziaria ha prodotto rendimenti reali negativi per I titoli di Stato e le valute; allo stesso tempo le politiche dei governi concentrate sul deleverage delle aziende, e in particolare gli istituti finanziari, sono di grande sostegno a questa asset class che vanta rendimenti sulla linea dell’azionario – afferma James Tomlins, gestore del fondo M&G High Yield Bond. “Gli investitori non possono più ignorare le obbligazioni high yield che sono piuttosto lontane dalla curva del rischio, anche se i loro spread prezzano il rischio di un default. Se prendiamo in considerazione l’Indice Itraxx Crossover – che comprende 50 aziende in Europa – vediamo uno spread di 550 punti base in media, vale a dire che stando all’indice una società su tre di queste dovrebbe fallire, e questo non è uno scenario realistico: molte di queste aziende hanno ridotto la leva finanziaria, registrato ottimi flussi di cassa e buoni bilanci, e i loro fondamentali sono piuttosto solidi”.

In questo contesto di bassi tassi di default dovuti alla politica monetaria rilassata, si possono trovare molte opportunità nel mercato delle high yield, ma gli investitori dovrebbero essere prudenti: la selezione attenta delle singole aziende rimane parte integrante di qualsiasi strategia high yield. “In M&G possiamo vantare uno tra i team di credit research più grandi in Europa che ci consente di individuare i rischi ‘buoni’ ed evitare i rischi cattivi” sostiene Tomlins. “Cemex, società messicana di materiali di costruzione, è una buona idea di investimento.
Con un yield-to-maturity del 9.40%, vanta un eccellente flusso di cassa e un business sostenibile essendo esposta al mercato statunitense. Per quanto riguarda la nostra esposizione ai vari Paesi, siamo concentrati principalmente su Inghilterra, Paesi del nord Europa e Stati Uniti; non evitiamo i Paesi periferici dell’Eurozona, anche se siamo esposti a questa regione per meno del 10% del nostro portafoglio, in quanto patria di molte buone aziende come l’italiana Bormioli. Con un rendimento a scadenza del 9.59% al momento, questa società produce confezioni in vetro, vanta proprietà intellettuale, ed è molto esposta al mercato
tedesco”.
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