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FED e BCE: aspettative del mercato e possibili scenari?

di La redazione di Soldionline 6 lug 2006 ore 10:04
mercoledì 11 gennaio 2006

Il 2006 si apre per il mercato dei tassi sotto il segno delle Banche Centrali. I due principali mercati obbligazionari mondiali infatti (USA e Europa), dopo anni senza 'sorprese' riguardo al comportamento di FED e BCE (aumento progressivo dei tassi per la FED e stabilità per la BCE), stanno sperimentando una fase di maggiore incertezza. Il momento ci sembra quindi adeguato per effettuare un aggiornamento sulle aspettative del mercato e i possibili scenari futuri.

In Europa la BCE ha recentemente interrotto la lunga fase di inattività alzando i tassi di riferimento dal 2,00% al 2,25%; i mercati sono incerti se interpretare il rialzo come una 'mossa' poco più che dimostrativa, oppure considerarla come l'inizio di una fase che porterà progressivamente i tassi di riferimento europei su livelli decisamente più elevati (sulla falsa riga della FED).
I segnali che giungono dall'economia Europea non aiutano granché a sciogliere questo dubbio; da un lato si prevede un modesto incremento dell'attività economica e l'aumento dei prezzi delle materie prime spinge l'inflazione, dall'altro l'inflazione 'core' (che esclude la componente energetica), la disoccupazione e l'utilizzo della capacità produttiva, restano ampiamente al di sotto dei livelli che potrebbero innescare tensioni stabili sui prezzi.

La tabella seguente estrapola le aspettative del mercato per i prossimi due anni sui tassi a breve termine; utilizziamo come al solito i contratti Future su Euribor, che mostrano quanto dovrebbero essere i rendimenti di un deposito a 3 mesi nel futuro. Ricordiamo che attualmente i tassi di riferimento della BCE sono al 2,25%.


Il mercato considera certo un aumento dei tassi di riferimento di 0,50% entro giugno e di 0,75% entro i primi mesi del 2007. Successivamente la BCE dovrebbe tornare ad una politica di stabilità dei tassi aumentando (ma il mercato non lo considera certo) i tassi di riferimento di solo un ulteriore 0,25% nel corso di tutto il 2007.

Dal nostro punto di vista lo scenario più probabile è un rialzo dei tassi di riferimento di 0,50% entro aprile (in linea con le aspettative del mercato); successivamente però non ci aspettiamo ulteriori rialzi, in quanto consideriamo probabile un rallentamento della crescita economica in USA tra il 2° e 3° trimestre 2006, con conseguenze anche per l'Europa. Il mercato pertanto potrebbe ad un certo punto addirittura cominciare ad anticipare un'inversione di tendenza puntando su un ribasso e non su successivi rialzi.

In USA la FED è chiaramente in procinto di interrompere la politica di rialzi successivi che ha portato i FED Funds dal 1% di fine 2003 al 4,25% attuale. A fine gennaio inoltre ci sarà il cambio della guardia alla presidenza della FED dopo 18 anni di servizio di Alan Greenspan.
I motivi di incertezza negli USA sono quindi almeno due: il primo riguarda il livello di tassi al quale la FED si fermerà, il secondo (forse più importante) riguarda il comportamento del nuovo governatore (Ben Bernanke) e soprattutto le reazioni del mercato a questo cambio della guardia.

La tabella seguente mostra le attuali attese del mercato utilizzando anche in questo caso i contratti Future su EuroDollaro. Ricordiamo che il livello attuale dei FED Funds è di 4,25%.

Il mercato sta anticipando un rialzo dei tassi di 0,50% entro il primo trimestre 2006, per poi passare ad una fase di totale inattività.
Anche nel caso degli USA, la scenario a nostro parere più probabile è in linea con le aspettative di mercato solo per i primi due trimestri, in seguito riteniamo abbastanza improbabile un periodo di inattività troppo lungo. Se il rallentamento economico che ci attendiamo in USA per la seconda metà dell'anno si verificherà, è a nostro avviso probabile un ritocco dei tassi a ribasso (più o meno significativo a seconda dell'entità del rallentamento) tra il 4° trimestre 2006 e il 1° 2007.

In conclusione i mercati dei tassi sia in Euro che in USD, stanno secondo noi sottovalutando la possibilità che il ciclo di rialzo dei tassi delle Banche Centrali si possa invertire tra la fine di quest'anno e l'inizio dell'anno prossimo.
Se effettivamente ci saranno segnali di rallentamento economico in USA (e forse in Cina), è plausibile che nel corso del 2006 (probabilmente nel 2° o 3° trimestre) i mercati dei tassi comincino a considerare un'inversione di tendenza.
La strategia più corretta potrebbe quindi essere quella di puntare su scadenze brevi (massimo 3 anni) per i primi 2-3 mesi del 2006, beneficiando pienamente del recente rialzo dei rendimenti, per poi passare a scadenze più lunghe a partire dal 2° trimestre, puntando su un generale livellamento dei tassi e quindi su potenziali rivalutazioni di prezzo dei titoli a più lunga scadenza.





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