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Crisi dei mutui "subprime": alcune considerazioni

La crisi dei mutui subprime sta coinvolgendo in maniera sempre più massiccia tutti i mercati finanziari. Non fanno ovviamente eccezione i mercati azionari, che in poche settimane hanno perso tutti i guadagni dell’anno. La domanda che tutti si pongono è...

di La redazione di Soldionline 17 ago 2007 ore 10:25






Crisi dei mutui 'sub prime': alcune considerazioni

16 agosto,

Premessa

La crisi dei mutui sub-prime sta coinvolgendo in maniera sempre più massiccia tutti i mercati finanziari. Non fanno ovviamente eccezione i mercati azionari, che in poche settimane hanno perso tutti i guadagni dell'anno girando in buona parte negativi.
Ovviamente, la domanda che tutti si pongono è se questa fase di correzione sia un'opportunità di acquisto, oppure se si tratti dell'inizio di un 'bear market' di medio-lungo periodo, simile a quello che fu sperimentato dal mercato negli anni 2001 e 2002.
Premesso che a nostro parere è troppo presto per dare un'indicazione definitiva, cerchiamo comunque di fornire alcune chiavi di lettura dell'attuale situazione.

Considerazioni generali

Cerchiamo innanzitutto di definire in maniera precisa la sostanza della crisi dei mutui 'sub prime'.
In pratica negli scorsi 3-4 anni, gli operatori immobiliari statunitensi hanno offerto mutui anche a persone con caratteristiche di affidabilità assai precarie. Questi mutui (effettuati a tassi molto elevati e quindi molto redditizi per le banche) sono stati poi 'assemblati' in prodotti finanziari simili alle obbligazioni e venduti in tutto il mondo (soprattutto ad investitori istituzionali statunitensi ed europei).
La logica alla base di questi prodotti è che proprio i sottoscrittori dei mutui (attraverso il pagamento delle rate) sono a garanzia delle cedole e della restituzione del capitale.

Quello che è successo, è che una percentuale molto elevata (molto più elevata dei modelli matematici delle banche d'affari e delle agenzie di rating) dei sottoscrittori dei mutui 'sub prime' ha smesso di pagare le rate dovute, mandando in crisi tutto il sistema legato a questo settore.
Le prime ad entrare in crisi sono state (circa 5 mesi fa) le società specializzate nell'erogazione di questi mutui 'sub prime'; successivamente hanno cominciato ad entrare in crisi le banche d'affari statunitensi che si occupavano dell''assemblaggio' (il termine tecnico è 'cartolarizzazione') dei prodotti obbligazionari garantiti dai mutui 'sub prime'. Infine sono entrati in crisi tutti gli investitori istituzionali che avevano acquistato questi prodotti attratti dai rendimenti elevati.

Ad un certo punto, i mercati finanziari che avevano inizialmente sottovalutato la portata di questa crisi, sono stati 'travolti' da un'ondata di nervosismo e di pessimismo.
Cerchiamo di capire quanto questo nervosismo e pessimismo sia giustificato.

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