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BTP trentennale settembre 2050: i risultati del collocamento

Il Tesoro ha diffuso i risultati del collocamento del nuovo Btp trentennale, il Btp settembre 2050. Lo strumento, richiesto da 360 investitori per quasi 48 miliardi, è stato collocato per 7 miliardi di euro

di Mauro Introzzi 16 gen 2020 ore 16:33

btp_4Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha diffuso i risultati del collocamento della prima tranche del nuovo Btp trentennale, il Btp settembre 2050.

 

Le caratteristiche del Btp settembre 2050

Il titolo avrà scadenza 1° settembre 2050, godimento 1° settembre 2019 e tasso annuo 2,45%, pagato in due cedole semestrali. L’importo emesso è stato pari a 7 miliardi di euro e il titolo è stato collocato al prezzo di 99,280 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 2,5%. Il regolamento dell’operazione è fissato per il 22 gennaio.

 

Collocamento Btp settembre 2050, domanda e natura dei richiedenti

Secondo quanto indicato dal Ministero hanno partecipato al collocamento circa 360 investitori da 35 paesi diversi, per una domanda complessiva pari a poco meno di 48 miliardi di euro. Più dei due terzi del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (67,9%), mentre le banche ne hanno sottoscritto il 13,3%. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 12,1% (in particolare il 6,4% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre il 5,7% è andato a fondi pensione e assicurazioni). Agli hedge fund è stato allocato il 6,5% dell’ammontare complessivo.

La distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata: gli investitori esteri si sono aggiudicati circa i due terzi dell’emissione (68,1%), mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 31,9%.

Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (18,3%) e dagli investitori nordamericani (15,1%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale (30,7%), ed in particolare in Francia (8,4%), in Germania, Austria e Svizzera (8,3%), nei Paesi Scandinavi (7,6%), nei paesi della penisola iberica (4,0%) e in altri paesi europei (2,4%). Significativa la partecipazione di investitori asiatici, che si sono aggiudicati il 3,7% dell’emissione.

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