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Btp, rendimenti sopra il 5% per i titoli a lunga scadenza

L’asta dei Btp non segue la stessa tendenza di quella dei Bot. Nell’assegnazione dei titoli nella giornata di lunedì 12 gennaio, i rendimenti dei titoli di stato a breve scadenza erano scivolati ai minimi assoluti. Al contrario, nell’asta odierna, i rendimenti dei Btp hanno mostrato un andamento contrastato...

di Mauro Introzzi 14 gen 2009 ore 17:18
L’asta dei Btp non segue la stessa tendenza di quella dei Bot. Nell’assegnazione dei titoli nella giornata di lunedì 12 gennaio, i rendimenti dei titoli di stato a breve scadenza erano scivolati ai minimi assoluti. Al contrario, nell’asta odierna, i rendimenti dei Btp hanno mostrato un andamento contrastato, evidenziando una flessione sulle scadenze più brevi e un incremento su quelle più lunghe. In particolare, il rendimento dei titoli con scadenza a 20 e 30 anni si è attestato a oltre il 5%, determinando una crescita della pendenza della curva dei rendimenti per i titoli di stato italiani. Gli investitori hanno richiesto una maggiore remunerazione, presupponendo un maggiore rischio per le obbligazioni con scadenze lunghe emesse dalla Repubblica Italiana. Si tratta di un altro segnale della percezione del rischio sui titoli di stato italiano, dopo che ieri lo spread tra il Btp e il Bund tedesco con scadenza dieci anni aveva toccato il massimo di 146 punti base, per poi chiudere la giornata a 140 punti.

Nel dettaglio, la Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi dei Btp con scadenza 1° novembre 2029 e cedola del 5,25% il prezzo di aggiudicazione è stato di 98,05, pari a un rendimento lordo del 5,48%. Parallelamente per i titoli con scadenza 1° agosto 2039 e cedola del 5% il prezzo di aggiudicazione è stato di 93,02, pari a un rendimento lordo del 5,55%. Si tratta del livello massimo degli ultimi sei anni e mezzo. Nella precedente asta il rendimento lordo era stato del 5,28%.
Le richieste per i due Btp sono state elevate, tanto che i titoli offerti si sono collocati nella parte alta delle forchette fissate nei giorni scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Con riferimento ai Btp con scadenza 1° novembre 2029 sono stati assegnati titoli per un controvalore di 1,5 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di oltre 2,3 miliardi. In questo caso la forchetta dei titoli messi in asta andava da un miliardo a 1,5 miliardi di euro. Con riferimento ai titoli con scadenza 1° agosto 2039 sono stati assegnati titoli per un controvalore di 1,45 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di quasi 2,2 miliardi. Anche in questo caso la forchetta dei titoli messi in asta andava da un miliardo a 1,5 miliardi di euro.

Come anticipato, l’asta delle scadenze più brevi ha evidenziato una contrazione dei rendimenti. La Banca d’Italia ha comunicato che per i Btp con scadenza 15 dicembre 2013 e cedola del 3,75% il prezzo di aggiudicazione è stato di 99,64, pari a un rendimento lordo del 3,87%. Nella precedente asta il rendimento lordo era stato del 4,43%.
Anche in questo caso la domanda è stata sostenuta. Sono stati assegnati, infatti, titoli per un controvalore di 4 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di quasi 6 miliardi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze puntava a un’emissione di titoli compresa tra i 3,5 miliardi e i 4 miliardi di euro.
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