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Btp, prevale la volatilità

I titoli a di stato italiani a medio lungo termine hanno confermato il trend registrato nelle ultime aste dei BOT e dei CTZ. Discreta la domanda per i titoli

di Edoardo Fagnani 30 lug 2012 ore 16:57
Rendimenti dei Btp contrastati nelle aste di luglio, dopo i rialzi registrati nei precedenti due mesi. I titoli a di stato italiani a medio lungo termine hanno confermato il trend registrato nelle ultime aste dei BOT e dei CTZ. Restano alte le tensioni sul mercato secondario, in seguito ai timori per una disgregazione della zona euro, nonostante le dichiarazioni di ottimismo del presidente della BCE, Mario Draghi.

Nella giornata odierna il ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato tre Btp
Nel dettaglio, il rendimento lordo della quinta tranche del Btp con scadenza 1° giugno 2017 e cedola del 4,75% (codice ISIN: IT0004820426) è sceso al 5,29%, rispetto al 5,84% segnato nella precedente asta del mese di giugno. Secondo le elaborazioni di Assiom Forex il rendimento netto del Btp con scadenza a cinque anni è pari al 4,594%. Il saggio lordo dell’undicesima tranche dei Btp 1° settembre 2022 e cedola del 5,5% (codice ISIN: IT0004801541), invece, è risultato pari al 5,96%, rendimento che si confronta con il 6,19% del collocamento di fine giugno. Il rendimento offerto equivale a un saggio netto del 5,238%, stando alle elaborazioni di Assiom-Forex. Oggi il Tesoro ha collocato anche il Btp 15 novembre 2015 e cedola del 3% (non più in corso di emissione, codice ISIN: IT0004656275), il cui rendimento è stato fissato al 4,49% in aumento rispetto al 3,26% del collocamento di aprile per questa tipologia di titoli.
Nell’asta di metà luglio il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva collocato quattro Btp. Il titolo principale, la prima tranche dei Btp 1° luglio 2015 e cedola del 4,5% (codice ISIN: IT0004840788), aveva staccato un rendimento lordo del 4,65%, in contrazione rispetto al 5,3% del collocamento di giugno per il titolo con caratteristiche simili (1° marzo 2015).

Discreta la domanda per i Btp: il Tesoro ha preferito puntare sulla riduzione dei rendimenti
Nel dettaglio, con riferimento al Btp 1° giugno 2017 sono stati collocati titoli per un ammontare di 2,24 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di 3,01 miliardi. Il rapporto di copertura (rapporto tra titoli richiesti e titoli offerti) è stato pari a 1,34, in calo rispetto all’1,54 dell’asta di fine giugno. Con riferimento al Btp 1° settembre 2022 sono stati collocati titoli per un ammontare di quasi 2,49 miliardi di euro. La richiesta per questi titoli è stata di 3,2 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,29, in leggero aumento rispetto all’1,28 dell’asta di fine giugno. Con riferimento al Btp 15 novembre 2015 sono stati collocati titoli per un ammontare di 750 milioni di euro, rispetto a una richiesta di 1,42 miliardi. Il rapporto di copertura è stato di 1,89, in contrazione rispetto al 3,26 dell’asta di metà meta aprile.
Nel collocamento di metà luglio il Btp 1° luglio 2015 aveva registrato una domanda di oltre 6,06 miliardi di euro, mentre l’ammontare offerto era stato pari a 3,5 miliardi. Di conseguenza, il rapporto di copertura era risultato dell’1,73, in aumento rispetto all’1,59 dell’asta di metà giugno.

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