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Btp, i decennali tornano a salire. Cct ai minimi

Resta elevata la richiesta di Btp. L’ammontare complessivo dei titoli assegnati oggi è stato pari a 7 miliardi di euro, vale a dire l’ammontare massimo predisposto dal Tesoro. La richiesta di Btp è stata superiore ai 10,1 miliardi di euro.

di Edoardo Fagnani 28 mag 2009 ore 16:45
Qualche sorpresa dall’asta odierna dei titoli di stato, che ha coinvolto Btp e Cct con scadenze comprese tra i 3 e i 10 anni. Il rendimento dei titoli ha mostrato un andamento a due facce, evidenziando una ripresa sulle scadenze più lunghe. La tendenza è mutata rispetto ai risultati delle aste dei mesi scorsi sul decennale. Al contrario, il saggio offerto dal Btp triennale è rimasto al di sotto il 2,5%, tasso che si confronta il 2,94% di febbraio. In flessione, invece, i rendimenti dei Cct, che in alcuni casi hanno raggiunto i minimi storici.
La curva dei rendimenti dei titoli di stato italiani è diventata più ripida, in seguito alla maggiore remunerazione delle scadenze più lunghe, soprattutto se rapportate con i saggi delle ultime aste dei Bot, i cui rendimenti lordi ormai oscillano intorno all’1%.

Nel dettaglio, la Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi della settima tranche dei Btp 1° marzo 2012 e cedola del 3,0% il prezzo di aggiudicazione è stato di 101,51, pari a un rendimento lordo del 2,44%, in leggera crescita rispetto al 2,42% dell’asta di fine aprile. Più consistente la crescita del rendimento per i Btp 1° settembre 2019 e cedola del 4,25%. Il rendimento del decennale nell’asta odierna è stato fissato al 4,59% (prezzo di aggiudicazione di 97,62) contro il 4,39% di fine aprile.
Rendimenti risicati anche per i Cct. La Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi della diciassettesima tranche dei Cct 1° settembre 2015 il prezzo di aggiudicazione è stato di 97,7, pari a un rendimento lordo dell’1,73%, il minimo storico per questa categoria di titoli, rispetto all’1,81% della precedente asta di fine aprile. Il rendimento dei Cct 1° marzo 2012 (non più in corso di emissione) è stato fissato all’1,43%.

Per i Btp indicizzati all’inflazione dedichiamo come sempre un capitolo a parte, in seguito alle caratteristiche particolari di questi titoli.
Nell’asta di ieri relativa alla quattordicesima tranche dei Btp settembre 2023 indicizzati all’inflazione e cedola reale del 2,6%, il prezzo di aggiudicazione è stato di 97,9, che equivale a un rendimento lordo del 2,8%. Nella precedente asta di fine aprile, il rendimento era stato fissato al 2,87%.

Resta elevata la richiesta di Btp. L’ammontare complessivo dei titoli assegnati oggi è stato pari a 7 miliardi di euro, vale a dire l’ammontare massimo predisposto dal ministero dell’Economia e delle Finanze. La richiesta di Btp è stata superiore ai 10,1 miliardi di euro. Nell’asta di fine aprile erano stati offerti titoli per quasi 9 miliardi di euro, mentre la richiesta aveva superato i 12 miliardi.
Più nel dettaglio, con riferimento ai Btp 1° marzo 2012, sono stati collocati titoli per un ammontare di 2,5 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di oltre 4,1 miliardi. Il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva predisposto l’emissione di titoli per un ammontare compreso tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro. Nella precedente asta per questi titoli la richiesta era stata leggermente superiore (4,44 miliardi di euro), che però va rapportata a un’offerta di 3,46 miliardi. Coperta integralmente anche la domanda per il Btp 1° settembre 2019. La richiesta per questi titoli è stata di oltre 6 miliardi di euro, rispetto all’importo offerto di 4,5 miliardi di euro, l’ammontare massimo predisposto dal ministero dell’Economia e delle Finanze (3,5-4,5 miliardi di euro). Nella precedente asta del Btp decennale la richiesta aveva superato i 7,6 miliardi di euro, in rapporto a un ammontare offerto di 5,5 miliardi.
Molto buona anche la domanda per i Btp indicizzati all’inflazione, risultata in linea con quella registrata nell’asta di fine aprile. La richiesta complessiva dei Btp settembre 2023 è stata superiore ai 3,4 miliardi di euro, rispetto all’offerta di 2 miliardi, l’ammontare massimo messo sul mercato. Nella precedente asta di fine aprile la richiesta per questi titoli è stata nell’ordine degli 1,3 miliardi di euro, rispetto ai 951 milioni offerti.
Discreta la domanda dei Cct, anche se l’offerta di titoli non è stata fissata all’ammontare massimo proposto. Nel dettaglio, la richiesta per i Cct 1° settembre 2015 è stata pari a oltre 1,7 miliardi, contro un’offerta di 1,02 miliardi di euro, mentre l’ammontare fissato dal Tesoro era stato indicato in un intervallo compreso tra i 750 milioni e gli 1,25 miliardi di euro. Per i Cct 1° marzo 2012 la domanda è stata di quasi 1,7 miliardi, rispetto a un collocamento di 741 milioni di euro. Per questa categoria di titoli il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva predisposto un’offerta compresa tra i 500 milioni e 1 miliardo di euro.

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