NAVIGA IL SITO

Attenzione all’“effetto ketchup”

È sufficiente osservare la volatilità bassissima in tutte le asset class: l’indolenza che caratterizza i mercati obbligazionari ha portato a trascurare ciò che in altri momenti avrebbe innescato cambiamenti significativi

di Redazione Soldionline 5 ago 2014 ore 11:38
A cura di Franck Dixmier, CIO European Fixed Income di Allianz Global Investors

È sufficiente osservare la volatilità bassissima in tutte le asset class: l’indolenza che caratterizza i mercati obbligazionari ha portato a trascurare ciò che in altri momenti avrebbe innescato cambiamenti significativi.
 

L'OUTLOOK DEI MERCATI OBBLIGAZIONARI
I mercati obbligazionari europei quest’anno hanno preso in contropiede la maggioranza degli investitori. L'indice Euro-Aggregate ha guadagnato il 4.14% nel primo semestre dell'anno, una percentuale solo di poco inferiore rispetto all'indice EuroStoxx 50.

lente_14Franck Dixmier, Chief Investment Officer European Fixed-Income di AllianzGI, individua nella debole crescita macroeconomica della zona euro e nell'inflazione pressoché inesistente le possibili spiegazioni: "Questo contesto è fondamentalmente favorevole per i mercati obbligazionari. Tale convinzione è stata rafforzata dalla Banca Centrale Europea, il cui impegno costante per una politica monetaria più accomodante ha portato ad una fase ancora più acuta della financial repression nella zona euro".

Di fronte ai giornalisti riuniti a Parigi, Dixmier spiega che lo scenario rimane ancora fondamentalmente favorevole, ma che la performance registrata nel primo semestre dai mercati obbligazionari dell’area euro sarà difficile da replicare: “Alle valutazioni correnti vale la pena chiedersi se gli investitori siano quasi compiaciuti. È sufficiente osservare la bassissima volatilità in tutte le asset class. L’indolenza che caratterizza i mercati obbligazionari ha portato a trascurare ciò che in altri tempi avrebbe innescato cambiamenti significativi”.
LEGGI ANCHE: Volatilità e avversione al rischio in calo, l'azionario rimane la scelta premiante

“L'Haut Conseil des Finances Publiques – cita come esempio Dixmier - è un ente francese indipendente, incaricato di valutare la sostenibilità e la coerenza dell’andamento della finanza pubblica francese rispetto agli impegni europei. Alla fine di maggio questa autorità ha presentato una valutazione critica rispetto ai trend nel deficit pubblico ed alle previsioni di crescita (troppo ottimistiche) del governo francese. Apparentemente la cosa non ha però avuto alcuna importanza. La Francia non ha mai rifinanziato il proprio debito a condizioni così favorevoli, e il suo spread quinquennale rispetto alla Germania si è ridotto a 18 basis point.

Quali sono le conseguenze per le strategie di investimento? In primo luogo, è importante riconoscere che questo scenario molto probabilmente prevarrà ancora per alcuni mesi, durante i quali la ricerca di rendimento sosterrà tutti i prodotti a spread, comprese le obbligazioni sovrane dei paesi periferici. In termini di rischio, Dixmier ritiene opportuno prestare attenzione all’"effetto ketchup”, che si verifica quando le pressioni accumulate si traducono poi in una reazione improvvisa. Ma non siamo ancora a questo punto! In ogni caso, i “tail risk” (rischi estremi) dovrebbero essere oggetto di copertura attiva tramite le opzioni, ovvero in modo relativamente poco costoso alla luce dei livelli di volatilità molto contenuti.
LEGGI ANCHE: Obbligazioni europee high yield: quali prospettive?
 
CREDITO
Sul mercato del credito le valutazioni hanno continuato a muoversi al rialzo, in un contesto caratterizzato da tassi di interesse molto bassi, volatilità ai minimi e politiche monetarie molto accomodanti. Questo rally, trainato soprattutto dalla ricerca di rendimento da parte degli investitori, tuttavia maschera alcuni segnali di tensione sia con riferimento all’indebitamento aziendale che per quanto riguarda la protezione degli investitori.

I risultati operativi delle imprese europee sono stati nel complesso allineati alle aspettative, i bilanci sono solidi e le strategie di finanziamento sufficientemente prudenti, ma l’aumento dell’attività di M&A potrebbe rappresentare un potenziale rischio dal punto di vista del profilo creditizio. In ogni caso, un aumento significativo dei ritorni per gli azionisti e/o della spesa per investimenti per il momento non rappresenta un rischio. I nuovi emittenti high yield hanno definito strutture di finanziamento con condizioni sempre meno stringenti. Nel breve termine la forte domanda per le obbligazioni societarie offre sicurezza agli emittenti, in particolare ai più deboli, ma la normalizzazione dei tassi di interesse potrebbe portare i default ad un nuovo picco ed i tassi di recupero per gli obbligazionisti al di sotto dei livelli storici.

BANCHE
Tra le banche europee, i fondamentali creditizi sono supportati da condizioni di mercato favorevoli. Questo ha creato un momentum positivo, permettendo anche alle banche più deboli di sostenere il proprio profilo finanziario. Le recenti azioni della BCE hanno consentito al settore bancario di accedere a finanziamenti a tassi molto interessanti. Tuttavia, non ci aspettiamo che queste misure portino ad un’espansione significativa nel portafoglio dei prestiti alle piccole e medie imprese, poiché le banche registrano una domanda ancora debole di finanziamenti da parte di aziende solvibili e meritevoli di credito. L’asset quality review e gli stress test della BCE sono sempre più visti come un “non-evento”. La maggior parte delle banche in difficoltà hanno ottenuto maggior sostegno da parte della BCE, e le autorità di regolamentazione dei paesi periferici hanno implementato una serie di stress test preliminari. Inoltre, l'appetito dei mercati azionari per i titoli bancari dovrebbe consentire alle banche di colmare eventuali requisiti patrimoniali imprevisti. Tuttavia, vale la pena ricordare che le banche europee continuano ad affrontare un quadro normativo incerto, con l'arrivo il prossimo novembre di un nuovo supervisore europeo, la Banca Centrale Europea. Molte domande rimangono ancora senza risposta circa l’unione bancaria, gli standard di liquidità, le possibili riserve aggiuntive di capitale e la ponderazione degli asset. Infine, alcune banche fortemente attive nell’investment banking sono sottoposte a sanzioni sempre più pesanti.

CONCLUSIONE
Il restringimento degli spread creditizi è sostenuto principalmente dalla ricerca di rendimento da parte degli investitori e da un’offerta sul mercato obbligazionario primario chiaramente insufficiente. In questo contesto di volatilità ai minimi e default pressoché inesistenti, Franck Dixmier suggerisce un attento monitoraggio: "Il mercato è sempre meno preoccupato da specifiche situazioni di rischio. Tuttavia, per ora non è necessario andare contro corrente, e manteniamo una nostra strategia moderatamente positiva pur rimanendo estremamente attenti a cambiamenti di scenari, che, su questo non c'è dubbio, prima o poi emergeranno”.

Tutte le ultime su: obbligazioni , volatilità
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.