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Analisi sui bond corporate

Oggi proponiamo un’analisi del settore obbligazionario “corporate” che vuole verificare la convenienza relativa del settore

di Redazione Soldionline 23 feb 2011 ore 10:58
Articolo a cura di JCAssociati.it

Oggi proponiamo un’analisi del settore obbligazionario “corporate” che vuole verificare la convenienza relativa del settore. In particolare, escludendo il settore finanziario, i cui rendimenti sono a parità di rating molto maggiori rispetto agli altri, vogliamo verificare il livello di “IRS spread” medio e di rendimento medio per ciascuna categoria di rating.

Quello che ci interessa analizzare è se, dopo il significativo recupero degli ultimi 2 anni, i livelli attuali siano, rispetto alla media degli ultimi 10-12 anni, ancora interessanti per un eventuale investimento.
Abbiamo quindi analizzato il livello medio in termini di “IRS Spread” e rendimento, degli indici Merrill Lynch delle obbligazioni europee con rating AAA, AA, A, BBB e BB-B. Da questi indici sono esclusi tutti gli emittenti finanziari che, come abbiamo già accennato, distorcerebbero la nostra analisi, dato che a parità di rating offrono mediamente rendimenti decisamente più elevati rispetto agli altri settori.

IRS Spread
In termini di IRS Spread, l’andamento dal ’98 ad oggi evidenzia i forti aumenti degli anni 2001-2002 e 2008-2009 e le successive riduzioni.

irs_spread


Come mostra la tabella sottostante, per le obbligazioni a rating alto (AAA, AA e A) il livello attuale di “IRS spread” medio è leggermente superiore alla media storica, mentre è sostanzialmente allineato per le obbligazioni con rating BBB e addirittura inferiore per quelle con rating BB-B. Va però considerato che nella media storica entrano i valori esageratamente elevati del 2008–2009, senza i quali sarebbe significativamente più bassa.

tabella_jc

Rispetto ai minimi storici degli ultimi 12 anni invece, i valori attuali di “IRS spread” medi di tutte le categorie di rating sono ancora sostanzialmente più elevati. Tuttavia anche a questo riguardo i minimi toccati negli anni 2006 - 2007, in particolare quelli delle categorie di rating più basse, rappresentano anch’essi un eccesso (questa volta di ottimismo) che difficilmente potrà essere di nuovo avvicinato.

Rendimento
L’andamento dei rendimenti, ripropone in buona parte quello degli “IRS spread”, aggiungendo infatti solamente il movimento assoluto dei tassi di interesse.

irs_spread2

E’ importante però sottolineare che i minimi assoluti sono stati raggiunti molto recentemente per tutte le categorie di rating, con un’unica eccezione (quella degli emittenti BB-B). Il rialzo dei rendimenti degli ultimi tre mesi è esclusivamente legato al rialzo del livello assoluto dei tassi di interesse.

tabella_jc2

Nel complesso, in termini di “IRS spread” sembra esserci ancora spazio per una moderata riduzione (che farebbe quindi salire le quotazioni delle obbligazioni); se ovviamente si concretizzerà lo scenario che in questo momento tutti sembrano dare per probabile, quello cioè di una ripresa globale abbastanza sostenuta, trainata dalla crescita delle economie emergenti. Se però lo scenario dovesse evolvere in maniera meno positiva, i mercati essendo colti di sorpresa potrebbero penalizzare le obbligazioni corporate in maniera significativa, facendo aumentare il livello medio di IRS spread (e quindi facendo scendere le quotazioni delle obbligazioni).

In termini di rendimento invece, lo scenario positivo, se continuerà, potrebbe creare i presupposti per un ulteriore aumento dei rendimenti (che farebbe quindi scendere le quotazioni delle obbligazioni), mentre nello scenario opposto i tassi potrebbero scendere aiutando quindi a sostenere i prezzi.

In conclusione per le obbligazioni corporate sia lo scenario positivo che quello negativo incorporano due tendenze contrastanti: se ci sarà crescita gli IRS spread scenderanno (positivo) ma i tassi saliranno (negativo). L’opposto ovviamente accadrà nello scenario di nuova crisi.
Dai livelli di IRS spread attuali, che non incorporano più evidenti situazioni di sottovalutazione (come invece accaduto fino a metà 2010), le prospettive di questa asset class dipenderanno dall’ampiezza dei movimenti relativi di “IRS spread” e tassi assoluti. In ogni caso l’incertezza si è sicuramente accresciuta rispetto agli ultimi 12-18 mesi e le aspettative di redditività vanno drasticamente ridimensionate.

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