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Alitalia-Etihad, si avvicina la fusione

Il Corriere della Sera di venerdì 14 novembre ha scritto che le voci su un via libera da parte dell'Unione Europea alla fusione tra Alitalia ed Etihad si moltiplicano e si rafforzano

di Edoardo Fagnani 14 nov 2014 ore 11:52

ALITALIA
Il Corriere della Sera di venerdì 14 novembre ha scritto che le voci su un via libera da parte dell'Unione Europea alla fusione tra Alitalia ed Etihad si moltiplicano e si rafforzano. La sentenza, o almeno il suo nucleo principale, dovrebbe arrivare entro il 17 novembre e le voci dicono che la Commissione sia orientata verso il sì. La decisione finale spetta all'Antitrust europeo, guidata dalla danese Vestager non certo ideologicamente favorevole ai "cartelli". Il primo dubbio è che le compagnie possano occupare una posizione predominante sul mercato ed abusarne ma sembra che Alitalia ed Etihad abbiano proposto la vendita di alcuni slot proprio per evitare accuse di concorrenza sleale. Poi va valutato il rischio che Alitalia finisca sotto una compagnia non europea (vietato dalle norme comunitarie) e va considerato il ruolo di Poste Italiane nell'operazione.
alitalia_6Secondo Affari&Finanza, l'inserto economico de La Repubblica, Alitalia si presenta alle nozze con Etihad con un vertice totalmente rinnovato e in una versione "light" che le consentono di presentarsi all'altare - se non proprio in gran forma - almeno ancora con qualche spicciolo in tasca. La tabella di marcia indica che il prossimo 17 novembre - salvo sorprese - dovrebbe arrivare il verdetto dell'Antitrust Ue sull'operazione che porterà gli arabi di Etihad a rilevare il 49% della società. Nel frattempo si è iniziato a sforbiciare il network domestico e quello a breve e medio raggio europeo, il segmento di mercato su cui puntava il piano fenice messo a punto da Corrado Passera nel 2008. Che si è invece rivelato una palude in cui si sono impantanati i sogni dei patrioti.

LEHMAN BROTHERS
Il Corriere della Sera di martedì 11 novembre ha scritto che la società di revisione PricewatehrhouseCoopers potrebbe ordinare di distruggere gli archivi di tutte le registrazioni dell’attività di trading di Lehman Brothers. L’azienda dovrebbe completare il suo compito entro il 2020. Il quotidiano ha aggiunto che “a quel punto i documenti elettronici saranno conservati, com’è prassi, per altri 6 anni, mentre alla scadenza gli archivi saranno distrutti o depositati presso una terza parte”.

GRECIA
La Grecia ha collocato titoli di stato con scadenza a tre mesi per un ammontare complessivo di 1,14 miliardi di euro. Il rapporto di copertura (rapporto tra ammontare richiesto e quantitativo offerto) è stato di 2,41, in contrazione rispetto al 2,48 del precedente collocamento di ottobre. Il rendimento lordo offerto dal titolo è stato fissato all’1,7%, lo stesso saggio della precedente asta.

TANGO BOND   
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole24Ore, rispondendo alla domanda di un lettore che chiedeva chiarimenti in merito alla tassazione sugli interessi di alcuni titoli di stato emessi dalla Repubblica Argentina, ha precisato che per i titoli in default “gli interessi non possono che essere virtuali e per ciò stesso, mancandone il realizzo, non subiscono ritenute”. Per contro, le ritenute saranno applicate solo dal momento in cui dovesse riavviarsi il pagamento dei frutti.

SEAT PAGINE GIALLE
Seat Pagine Gialle ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con ricavi per 307 milioni di euro, in contrazione del 20,9% rispetto ai 388 milioni realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. In forte calo anche il margine operativo lordo (-53,3%), che è sceso da 87,3 milioni a 40,7 milioni di euro. Di conseguenza, la marginalità si è ridotta al 13,3%. La società editoriale ha terminato il periodo gennaio-settembre con una perdita netta di 108,8 milioni di euro, rispetto al rosso di 113,1 milioni dei primi nove mesi del 2013. A fine settembre l’indebitamento netto aveva sfiorato gli 1,59 miliardi di euro, rispetto agli 1,46 miliardi di inizio anno. Sempre a fine settembre il patrimonio netto consolidato era negativo per 1,45 miliardi di euro. Nei primi nove mesi dell’anno le attività operative dell’azienda hanno generato un flusso di cassa di 8,1 milioni di euro. Il management ha puntualizzato che i dati del periodo in esame sono in linea con i target per il 2014 fissati nel piano industriale. Di conseguenza, i vertici della società ritengono di poter raggiungere gli obiettivi previsti per l’esercizio in corso nel piano operativo.

PORTOGALLO
Il Portogallo ha collocato titoli di stato con scadenza a nel 2024 per un ammontare complessivo di 1,2 miliardi di euro, oltre il massimo della forchetta compresa tra i 750 milioni e il miliardo di euro fissata inizialmente. Il rendimento lordo offerto dal titolo è stato fissato al 3,1766%, in calo rispetto al 3,252% della precedente asta del mese di giugno.

PARMALAT
parmalat_3Parmalat ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un fatturato pari a 3,97 miliardi di euro, in aumento del 2,5% rispetto ai 3,87 miliardi dei primi nove mesi del 2013. Il margine operativo lordo è migliorato del 2,4% a 299,1 milioni di euro mentre l'utile operativo è salito di 22,5 milioni di euro a 213,3 milioni di euro. L’utile è stato pari a 143,1 milioni di euro, in diminuzione di 16,5 milioni rispetto ai 159,6 milioni dei primi nove mesi del 2013. A cambi e perimetro costanti, l’utile del gruppo risulta in diminuzione di 4,5 milioni. A fine settembre la società aveva disponibilità finanziarie nette pari a 956,1 milioni di euro, in diminuzione di 109,5 milioni rispetto agli 1,065 miliardi di fine 2013. Il gruppo ha dichiarato che in tale contesto a tassi di cambio e perimetro costanti e in termini reali stima per il 2014 un fatturato netto e un margine operativo lordo in crescita in misura superiore al 5%, rispetto alla precedente stima di crescita del 3%.
Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore di domenica potrebbero esserci novità sul crack Parmalat. Il quotidiano finanziario ha segnalato che al colosso statunitense Citibank spetterebbe un maxi-risarcimento di 431 milioni di dollari per il fallimento del gruppo di Collecchio, avvenuto a fine 2013. Di conseguenza, il gruppo bancario potrebbe ottenere azioni della nuova Parmalat, quella attualmente quotata, diventandone il maggiore azionista di minoranza. Il Sole24Ore ha segnalato che, secondo le stime di alcuni analisti, Citibank potrebbe arrivare a detenere circa il 2% del capitale del gruppo alimentare.

WIND
Wind ha terminato i primi nove mesi del 2014 con ricavi per 3,51 miliardi di euro, in flessione del 6,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, nel terzo trimestre dell’anno l’azienda avrebbe registrato un trend migliore. Il margine operativo lordo si è ridotto del 4% a 1,39 miliardi di euro, anche se la marginalità ha sfiorato il 40%. Gli investimenti nei primi nove mesi dell'anno hanno superato i 500 milioni di euro. Per l’intero esercizio Wind prevede un flusso di cassa nell’ordine del miliardo di euro.
Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore Wind avrebbe ricevuto otto offerte per le proprie torri di trasmissioni. L’infrastruttura della compagnia telefonica sarebbe stata valutata circa 700 milioni di euro, risorse che serviranno per ridurre il debito del gruppo. Tra i soggetti interessati a queste attività ci sarebbe anche Rai Way, in collaborazione con un fondo di investimento.


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