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Un 7% fuori portata, Pimco e l’800% del Debito/Pil americano

Fissi sull’idea di trend ciclici, gli investitori del mondo non riescono a capacitarsi del fatto che le economie e i mercati finanziari abbiano impiegato diversi decenni a tornare alla normalità

di Redazione Soldionline 18 lug 2012 ore 10:16

A cura di Alessandro Broi – WeOptions.com

In un recente dibattito sul finanziamento del sistema pensionistico Americano, il sindaco di New York, Michael Bloomberg, si è così espresso con un parlamentare: “Se posso permettermi di darle un consiglio di ordine finanziario, le dico: se qualcuno le offre un 7% garantito sui fondi per il resto della vita, lo prenda al volo e si assicuri che chi glielo propone non si chiami Madoff”.

Chi non è affatto convinto che un rendimento del 7% sia fattibile in quest’era della Nuova Normalità in cui i tassi negativi sui titoli di Stato e lo spettro della repressione finanziaria dominano parimenti mercati azionari ed obbligazionari, è Bill Gross di Pimco, personaggio numero uno al mondo dell’industria del Risparmio gestito. Ciò che ha colpito Gross del commento di Bloomberg è che abbia dato per scontato la presenza, nel mondo, di garanti leggitimati dei rendimenti. Ecco il suo pensiero..

Anche volendo credere che ormai Madoff e i suoi simili siano tutti sotto chiave, negli ultimi mesi si è constatato come non solo non si possa più contare su banche ed assicurazioni, nonostante tutte le loro rassicurazioni sulla certezza del capitale, ma che neppure gli stati sovrani sono tutti affidabili quando si tratta di restituire il capitale, senza parlare di interessi anche soltanto vicini al 7% nominale. Chiunque abbia investito in titoli del debito greco, spagnolo e praticamente di tutta l’Eurolandia non germanica si accontenterebbe oggi di molto meno, facendo propria la sforbiciata alla Will Rogers, autore, negli anni trenta, del famoso aforisma: “Mi preoccupa più il ritorno del mio denaro che il ritorno sul mio denaro”.

Fissi sull’idea di trend ciclici e non avvezzi alle dinamiche secolari del delevereging, gli investitori del mondo non riescono a capacitarsi del fatto che, nella storia, le economie e i relativi mercati finanziari abbiano impiegato non anni, bensì diversi decenni a tornare alla normalità, dopo che un fatale sovra indebitamento aveva causato il caos nel meccanismo creduto perpetuo della prosperità capitalistica. Da un’autentica crisi del debito, come quella che si avverte ora in tutto il mondo, si può guarire solo in due modi: o con il default, o con emissioni di denaro tali da creare un’inflazione benefica. Entrambe le cure sono veleno per azionisti ed obbligazionisti; ecco perché parlare di rendimenti al 7%, garantiti o meno, sortisce effetti tanto comici.

..alcuni investitori non attratti dai PIGS sud-europei, nonostante i (fortuiti) rendimenti al 7%, hanno preferito lo 0% degli Schatz tedeschi o il quasi altrettanto ridicolo 0% dei bond indicizzati britannici a scadenza trentennale, sul presupposto che almeno il capitale sarebbe stato garantito. Tuttavia, tutto ciò che gli investitori del Regno Unito si assicureranno per l’arco di un trentennio sarà un rendimento pari o inferiore al loro futuro potere d’acquisto.

 


Il sindaco Bloomberg si trova davanti a un amletico dilemma: il 7% e montagne di fango e debito spagnolo (o italiano), oppure lo 0% ripulito e sbiancato, ma solo in superficie.

 

Ma Gross è ancor più scettico su molti paesi che sembrano avere semplicemente dei “panni sporchi più immacolati”, in primis gli USA: potrebbe venire il momento che anche lo zio Sam con panni sbiancati e classificati Aaa, debba essere aiutato a risollevarsi dal fango, o magari, invece, spogliato per rivelare che è nudo, come molti, quasi tutti, gli altri.
Il rapporto debito/PIL degli Stati Uniti, che, poco sotto il 100%, non rappresenta una minaccia a breve termine, ma che, qualora la tendenza al rialzo dovesse proseguire, rischierebbe di creare effetti assolutamente deleteri. Un deficit annuo al 7-8%, sebbene alleviato e mitigato dal fatto che si finanzi a tassi di interesse reale negativi, lascia presupporre che si passerà dal 100 al 125% entro cinque anni in  assenza dei necessari provvedimenti. Per quanto “grecizzante” sia la percentuale, non si avvicina neppure lontanamente alle effettive passività del governo americano, che rappresentano predizioni quasi altrettanto inviolabili di interessi e capitale su un treasury trentennale. Le passività di Previdenza sociale, Medicare e Medicaid ed Enti Locali portano il debito all’800% del PIL: non c’è motivo di guardare i greci dall’alto al basso!

Gross, ricordando che il tempismo sui mercati è tutto e che Pimco per questo detiene titoli americani, si rivolge a Bloomberg dicendo che le cose possono cambiare e oggi pochi a questo mondo si possono permetter panni sporchi più puliti degli altri. 

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