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Tra tassi di interesse bassi e inflazione in aumento, i risparmiatori si accollano il debito pubblico

Riteniamo che in una prospettiva di lungo periodo gli investitori dovranno abituarsi a livelli molto bassi nei tassi delle banche centrali e sui mercati finanziari

di Redazione Soldionline 9 ago 2012 ore 16:14

A cura di Allianz Global Investors

È improbabile che le banche centrali abbandonino la politica di allentamento monetario nel prossimo futuro. “Riteniamo che in una prospettiva di lungo periodo gli investitori dovranno abituarsi a livelli molto bassi nei tassi delle banche centrali e sui mercati finanziari”, così sintetizza la situazione Andreas Utermann, Global Chief Investment Officer (CIO) di Allianz Global Investors. Nel complesso, questa visione conferma l’ipotesi avanzata dagli otto membri del Global Policy Council1 (GPC) di Allianz Global Investors all’inizio dell’anno, secondo cui i paesi dell’OCSE avanzano verso uno scenario di depressione finanziaria. Le analisi trimestrali sui singoli mercati elaborate dagli esperti azionari e obbligazionari di Allianz Global Investors sono state pubblicate nel Global Strategic Outlook.


Andreas Utermann si aspetta inoltre un moderato aumento nei tassi di inflazione che, associato agli attuali bassi tassi di interesse, probabilmente porterà a rendimenti reali negativi per gli investitori sulle scadenze a lungo termine. D’altro canto, esaminando i precedenti storici per cogliere le motivazioni politiche che spingono gli stati industrializzati verso bassi livelli di tassi di interesse, Utermann aggiunge: “Dopo la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti riuscirono a ridurre il debito pubblico ricorrendo all’inflazione. Il conto lo pagarono gli investitori e i risparmiatori, che ricevettero rendimenti reali sensibilmente inferiori alla crescita economica”. Per proteggersi da questa eventualità in un contesto economico analogo, Utermann suggerisce agli investitori di focalizzarsi sul valore reale, prendendo in considerazione alternative quali le materie prime, il settore immobiliare e gli investimenti infrastrutturali, ma anche azioni di società dalle quali ci si aspetta una crescita sostenuta in un contesto economico relativamente debole caratterizzato dalla tendenza al rialzo dell’inflazione.

L’outlook per il terzo trimestre 2012

Nel quadro di questo scenario Stefan Hofrichter, Global Chief Economist e membro del GPC, analizza nel Global Strategic Outlook i motivi per cui, dopo un primo trimestre incoraggiante, a partire dallo scorso marzo i prezzi azionari hanno subito un crollo, prima in Europa e poi negli Stati Uniti. Hofrichter è convinto che “negli ultimi mesi i mercati finanziari globali abbiano risentito sempre più della mancanza di nuove iniezioni di liquidità a lungo termine da parte della Banca Centrale Europea. Considerata la pressione aggiuntiva per i dati deludenti sull’economia statunitense, la situazione politica ancora incerta nell’Eurozona dopo le elezioni in Grecia e la debolezza del sistema bancario spagnolo, era impossibile aspettarsi una distensione del clima”. Nel suo articolo Hofrichter spiega inoltre quali stimoli politici potrebbero alleggerire la situazione sui mercati globali nel lungo periodo e, sulla base di tali ipotesi, illustra le decisioni strategiche e tattiche implementate da Allianz Global Investors nella propria asset allocation2. Il Global Strategic Outlook del trimestrale in corso contiene ulteriori analisi dei mercati azionari, con un focus su Stati Uniti, Europa e Asia, elaborate dagli esperti e dai CIO responsabili delle singole regioni.

L’impatto sui mercati globali del reddito fisso invece è illustrato da Ingo Mainert, Co-CIO Multi Asset Europe3. Secondo Mainert, dato il calo del potenziale di crescita negli stati industrializzati a seguito della crisi del debito sovrano, l’Europa si trova ad affrontare anzitutto condizioni strutturali avverse e una perdita di fiducia. “Anche per i prossimi mesi sono quindi probabili forti oscillazioni nel segmento dei titoli sovrani europei”, prosegue Mainert. “Gli Stati Uniti hanno aperto alla possibilità di un ulteriore allentamento monetario con il terzo round di Quantitative Easing se la crescita economica dovesse scivolare sotto il livello attuale e il tasso di disoccupazione ricominciasse a salire”. D’altro canto, Mainert è leggermente più positivo sul Giappone, dove la spesa pubblica e la domanda repressa dei consumatori attualmente sostengono l’attività in aree non monetarie quali l’edilizia e il terziario.

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