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Qualche motivo per essere ancora positivi sul Giappone

Nonostante il Nikkei abbia portato in rosso il suo bilancio da inizio anno ci sono esperti che continuano ad essere positivi sui titoli giapponesi legati all'Abenomics

di Mauro Introzzi 29 set 2015 ore 11:26

Nonostante il Nikkei abbia portato in rosso il suo bilancio da inizio anno ci sono esperti che continuano ad essere positivi sui titoli giapponesi legati all'Abenomics. E' il caso di Lemanik. Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity, è ancora positivo sull’implementazione della politica Abenomics da parte del Paese nipponico. Il gestore evidenzia come si stia verificando "la tendenza ad aumentare il Roe (return on equity), tramite una riduzione della liquidità eccessiva nei bilanci con aumenti di dividendi e/o share buy-back, come supporto al mercato". Bene anche la dinamica valutaria, con uno yen che "dopo una fase debole, comincia a stabilizzarsi attorno ad un livello di 120-124”.

Zimmermann si sofferma poi sulla Cina
, sulla quale anche dopo le forti recenti perdite, Lemanik rimane positiva, "ritenendo i titoli di quest'area attrattivi a livello di valutazioni fondamentali nel medio termine. In Cina la svalutazione inaspettata dello yuan viene considerata la scintilla che ha scatenato il sell off, ma proprio l’Fmi da diverso tempo domanda una liberalizzazione della moneta cinese.

giappone2“Il problema di fondo è l’importanza acquisita dall’economia cinese nel contesto asiatico:
il suo Pil, conta per oltre il 60% del Pil regionale ex India e quasi il doppio del Giappone”, ammonisce il gestore Lemanik, “tuttavia, i mercati hanno considerato positivamente i provvedimenti adottati dal governo cinese. La decisione da parte del governo cinese di Ridurre i tassi d'interesse e di permettere alle banche commerciali la possibilità di aumentare la concessione di crediti sono interventi che dovrebbero contribuire a sostenere la ripresa economica.
Anche l’incremento del consumo interno, con una crescita intorno all’11%, e degli investimenti in beni durevoli può portare una certa stabilità”.

“Concludendo”, dice Zimmermann, “non ravvisiamo un rallentamento rapido della situazione economica globale, bensì un rallentamento fisiologico, dopo diversi anni di continua espansione in Cina e Stati Uniti: in questo contesto consideriamo le valutazioni attuali dei mercati asiatici attrattive a medio termine, con la volatilità che comincerà ad abbassarsi dopo la decisione della Federal Reserve”.

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