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Pechino arresta trader e blogger. “È colpa vostra” (La Repubblica)

di Mauro Introzzi 1 set 2015 ore 07:16 Le news sul tuo Smartphone

cina2_1Il quotidiano descrive la repressione messa in atto da Pechino contro chi minaccia la crescita nazionale. Mentre la riapertura dei mercati - decisamente negativa - ha confermato ieri che i timori di investitori e governi stranieri non sono causati tanto dallo scoppio della bolla finanziaria cinese e dall’inizio della svalutazione dello yuan, quanto dai fondamentali economici della seconda potenza mondiale e dalla riforma del suo modello sviluppo, le autorità hanno perfezionato decine di arresti di quelli che ritengono essere i colpevoli dell'instabilità dei mercati. I media di Stato rivelano che 197 persone sono state punite per aver diffuso voci false sul presunto crollo delle Borse. Così sono finiti dietro le sbarre alcuni manager delle più importanti società di brokeraggio, banchieri, alti funzionari di ministeri e colossi energetici di Stato e giornalisti. Ai giornalisti nel mirino, cinesi e stranieri, la polizia addebita panico e disordine nel mercato azionario, con l’obbiettivo di minare seriamente la fiducia e provocare enormi perdite al Paese e agli investitori. Alti funzionari del governo confidano che l’imputazione finale potrebbe essere quella di alto tradimento degli interessi dello Stato, che in Cina vale l’ergastolo.

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