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Passaggio dagli asset non remunerativi alle azioni

Gli indicatori macroeconomici ancora in via di miglioramento; la politica monetaria fornisce ovunque un sostegno. La liquidità (e l’oro) non remunerativi evidenzieranno un’underperformance

di Redazione Soldionline 28 feb 2013 ore 14:05

Articolo a cura di Credit Suisse

Rotazione? Sì, ma dalla liquidità (e dall’oro) alle azioni

Si è parlato molto del fatto che il 2013 sarebbe stato, da ultimo, l’anno di un passaggio più esteso degli investitori dalle obbligazioni alle azioni. Siamo dell’idea che, visto che i tassi d’interesse verosimilmente cresceranno solo molto gradualmente in un quadro caratterizzato da una politica monetaria costantemente espansiva e da una moderata inflazione, in questa fase del ciclo economico e monetario gli investitori abbandoneranno dapprima gli asset che non generano rendimenti. La liquidità, e in misura minore l’oro, potrebbero quindi registrare dei deflussi a vantaggio di asset con rendimenti più attraenti. Le obbligazioni a rendimento elevato e il settore immobiliare sono le prime classi a trarre vantaggio da tutto ciò, ma i regolatori hanno cominciato a implementare delle misure macroprudenziali al fine di evitare un surriscaldamento dei mercati immobiliari più maturi. Pertanto la selettività su base regionale è d’obbligo per gli investimenti immobiliari. A loro volta, i rendimenti delle obbligazioni speculative sono così bassi che è possibile un raffronto con le azioni. Nel contempo le commodity cicliche e gli hedge fund si distinguono quali ulteriori alternative.

Principali idee d’investimento per il 2013 – aggiornamento di febbraio
Le nostre Principali idee d’investimento per il 2013 hanno continuato a evidenziare una buona performance. Siamo dell’idea che tutti i temi generalmente restino validi e manteniamo lo stato di tutte le idee sul verde. Nell’ambito della nostra idea n. 3, «Dividendi e oltre», modifichiamo lo stato dei titoli convertibili europei high yield, portandolo sul giallo. Questi asset hanno evidenziato una solida performance, e al momento la liquidità sul mercato è quasi inesistente. Pertanto raccomandiamo di attendere con dei nuovi investimenti di denaro in questa classe d’investimento. Gli investitori esposti possono mantenere i loro investimenti. Inoltre apportiamo delle modifiche nei titoli detenuti per l’idea n. 2, «Titoli in ripresa» e n. 5 «Settore immobiliare USA». Mettiamo altresì in evidenza le seguenti varianti regionali relative ai nostri titoli in ripresa: titoli in ripresa asiatici, beneficiari asiatici della ripresa della domanda dei consumatori USA e beneficiari della stabilizzazione della crescita in Cina, che restano tutti sul verde.

Aggiornamento sulle idee d’investimento integrative

Forniamo altresì un aggiornamento sulle idee d’investimento integrative presentate su questa pubblicazione negli ultimi 18 mesi. Si tratta di temi satellite, che forniscono un’integrazione alle nostre Principali idee d’investimento. Raccomandiamo di effettuare prese di profitto sui portafogli di titoli presentati con i temi rigenerazione americana, aziende a conduzione familiare tedesche, Eurolandia nell’era dell’austerità, curva a J, scambi intra-ME e diversi temi correlati alla ESG. Fatta eccezione per la selezione di titoli associati agli scambi intra-ME, tutti gli altri mostrano una performance da positiva a fortemente positiva. Manteniamo sul verde le nostre strategie correlate al carry nelle commodity, nel settore immobiliare tedesco e nei temi connessi all’arte.


Azioni: moderata propensione ciclica in un orizzonte di 6–12+ mesi
Coerentemente con le nostre prospettive di una graduale riaccelerazione economica, manteniamo una propensione per una strategia a favore del settore delle azioni cicliche. Energia, titoli industriali, titoli finanziari e IT restano sovrappesati, mentre beni di consumo ciclici, generi di prima necessità, telecom e utility restano sottopesati. Nell’ambito della nostra strategia regionale, manteniamo un focus sul mercato USA. Le regioni più difensive e piuttosto costose, come la Svizzera, potrebbero evidenziare nel corso del tempo una certa vulnerabilità se l’indebolimento del CHF non fornisse un ulteriore sostegno. A nostro giudizio, le prospettive molto eterogenee nell’ambito dei mercati emergenti, con aree di forza (Asia) e di debolezza (America Latina) con ogni probabilità non consentiranno ai mercati emergenti di guidare questo ciclo, come avviene di solito: manteniamo nel complesso neutrali le azioni dei ME.

Reddito fisso: rendimenti di base svizzeri e giapponesi i più a rischio per una correzione al rialzo

Per il reddito fisso, continuiamo a prevedere dei bassi ricavi a una cifra per la classe d’investimento nel suo complesso. I titoli di credito, in particolare nei segmenti a più basso rating, traggono vantaggio dai maggiori ricavi correlati alle cedole. Manteniamo il nostro focus sul credito, piuttosto che sulla duration, quale strategia generale correlata ai rialzi dei rendimenti. I mercati più vulnerabili alla crescita dei rendimenti dei titoli di stato principali sono Svizzera e Giappone. In questi mercati non solo i rendimenti sono i più distanti dai livelli giustificati su base fondamentale, ma con ogni probabilità il calo dell’interesse degli investitori per i porti sicuri inciderà sui prezzi delle obbligazioni in entrambi i casi.

Investimenti alternativi: le commodity seguiranno da ultimo le azioni
Tra gli investimenti alternativi, i nostri indicatori ciclici si sono fatti più positivi per le commodity e portiamo il nostro giudizio a 6–12+ mesi da neutrale a positivo per la classe d’investimento nel suo complesso, prediligendo i metalli industriali. Per l’oro, i fondamentali – in particolare i bassi tassi d’interesse – continuano a fornire un sostegno, ma l’interesse degli investitori per questa classe d’investimento ha subito una notevole inversione di tendenza, come dimostrato dai primi deflussi dagli ETF nell’oro. Dal momento che i fondi finanziari rappresentano un terzo della domanda complessiva per l’oro, adeguiamo al ribasso le nostre previsioni per l’oro da USD 1800 a USD 1600 in un orizzonte di 12 mesi. Per il mercato immobiliare, rileviamo le diverse misure macroprudenziali assunte in tutto il mondo su alcuni dei mercati più maturi e dedichiamo a tale argomento un articolo speciale su questo numero. Riteniamo ancora assolutamente adeguato il nostro focus sul settore immobiliare USA, poiché non intravediamo alcun rischio normativo immediato in questo settore. Ciò nonostante il fatto che il dibattito su un’uscita della Fed acquisirà certamente a un certo punto una maggiore importanza. Gli hedge fund continuano a godere di un buon sostegno. Continuiamo a focalizzarci sul trading tattico e direzionale quali nostri stili favoriti negli hedge fund.

Valute: indirizzare l’AUD?
La svalutazione competitiva è stata in larga misura il tema che ha prevalso nelle ultime settimane sui mercati valutari. La retorica politica in Giappone suggerisce che il JPY ha raggiunto un livello ritenuto idoneo dai responsabili della politica. Non prevediamo un ulteriore indebolimento del JPY da questo punto. Di contro, l’AUD resta, a nostro giudizio, molto sopravvalutato e potrebbe spingere la RBA a intervenire a parole come hanno fatto altre banche centrali. Continuiamo a ritenere che l’AUD sia a rischio di deprezzamento. Per l’EUR, prevediamo un ulteriore rafforzamento marginale contro USD, GBP e CHF. (22.02.2013) Asset allocation strategica (AAS) Le allocazioni neutrali costituiscono una linea guida e rappresentano la ponderazione media nell’ambito di un ciclo di mercato completo. Poiché la strategia globale si basa su un orizzonte d’investimento di medio termine, devia dalla posizione neutrale. Raccomandiamo una posizione sovrappesata nelle azioni e negli asset alternativi, in particolare negli hedge fund e nel settore immobiliare (selezione di mercati). Di contro, raccomandiamo una posizione sottopesata negli investimenti nel reddito fisso e nella liquidità.

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