NAVIGA IL SITO

FOCUS SUGLI ASSET REALI

Giudichiamo la crescita economica mondiale moderatamente positiva e nell’attuale contesto di tassi bassi privilegiamo le attività reali rispetto agli investimenti a reddito fisso. Tuttavia, il riemergere dei timori per i rischi sistemici in Europa catalizzerà l’attenzione degli investitori e la volatilità è quindi destinata a restare un tema costante

di Redazione Soldionline 10 gen 2013 ore 11:38

A cura di Anton Oberhofer, Portfolio Manager di Swiss & Global Asset Management

Agli inizi di dicembre il presidente della Fed Ben Bernanke ha indicato quale sarà l’orientamento della politica monetaria del prossimo futuro. La banca centrale manterrà bassi i tassi d’interesse fintantoché la crescita non si sarà rafforzata e la disoccupazione non sarà scesa sotto il 6,5%, a condizione che il tasso annuale d’inflazione resti sotto il 2,5%. Riteniamo che sia in atto un cambio di paradigma, in quanto saranno tollerati maggiori rischi d’inflazione a favore della crescita.

Con la sua politica, Ben Bernanke è riuscito a mantenere le aspettative di inflazione pressoché costanti al 2%, anche durante la maggiore contrazione dalla seconda guerra mondiale. Le recenti misure di politica monetaria potrebbero accelerare il passaggio da una fase deflazionistica a una fase potenzialmente inflazionistica. Negli ultimi dieci anni gli investimenti a reddito fisso sono stati i principali beneficiari di questa evoluzione. Per il futuro privilegeremo in genere gli asset reali come le azioni e, in modo selettivo, gli investimenti immobiliari. Questa stima è già rispecchiata dalla nostra asset allocation, con una ponderazione più elevata di queste due classi d’investimento.

La progressiva introduzione di una vigilanza bancaria europea è accompagnata da aspettative elevate di una maggiore stabilità finanziaria in Europa. Il circolo vizioso che si è creato tra la situazione finanziaria delle banche di importanza sistemica e gli Stati in cui hanno sede deve essere affrontato a un livello superiore. Questi sviluppi sono visti positivamente dai mercati finanziari, dato che dovrebbero ridare slancio alla crescita e rappresentano anche un ulteriore passo verso l’integrazione europea.


Nessuna crescita positiva in Europa per il momento
Cosa ci si può aspettare in termini di crescita economica mondiale in generale? Dall’indagine condotta presso le imprese (indice PMI, cfr. grafico) si evince un leggero indebolimento dell’attività economica, ma la crescita dovrebbe mantenersi in territorio positivo. È difficile stimare fino a che punto ciò dipenda dal tanto discusso fiscal cliff. In Europa, invece, si sta delineando un’attenuazione dell’andamento negativo, ma non ci aspettiamo che i tassi di crescita ridivengano positivi prima del 2014.

I mercati obbligazionari in Germania e in Svizzera hanno già scontato in larga misura questo scenario pessimistico e alla luce del basso livello dei tassi presentano scarsi margini per performance positive. Siamo ottimisti sulle prospettive dell’Asia, e soprattutto della Cina. I dati economici positivi confermano le nostre aspettative e inoltre in questa regione sono ancora possibili ulteriori misure di politica economica. Le grandi economie emergenti, come Brasile, India e Russia, dovrebbero continuare ad evidenziare performance superiori alla media mondiale. A nostro avviso, i prezzi delle materie prime resteranno sotto controllo, il che dovrebbe essere favorevole sia per la crescita economica che per l’andamento dell’inflazione.

Prevale la ricerca di rendimenti
Nell’attuale contesto di tassi bassi, la nostra politica d’investimento è guidata dalla ricerca di rendimenti. Negli Stati con una solvibilità elevata i tassi d’interesse sono a livelli talmente bassi che basta un modesto rialzo per erodere i rendimenti cedolari attuali. Ravvisiamo un potenziale di rendimento in obbligazioni societarie selezionate e, su base corretta per il rischio, in obbligazioni di mercati emergenti. Gli asset reali, come azioni e immobili, presentano le prospettive migliori fintantoché i tassi di crescita si manterranno positivi e la crisi finanziaria non si riaccenderà. Gli elevati dividend yield rispetto ai rendimenti dei titoli a reddito fisso e le loro valutazioni depongono a favore di queste asset class (cfr. grafico). Inoltre, sono entrambe in grado di sopportare un andamento moderato dell’inflazione mantenendo i margini e quindi gli utili. >

Tutte le ultime su: europa , tassi interesse , fed
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.