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Azioni, dove posizionarsi in Italia, in Europa e negli USA

Gli analisti di Anima continuano ad adottare un approccio prudente sull’Italia e cauto sull’Europa, mentre il giudizio sulla Borsa statunitense è ancora neutrale

di Redazione Soldionline 7 ago 2018 ore 10:39

Resta elevato il nervosismo sui mercati azionari, confermando il trend registrato nella prima metà del 2018. A livello geografico, il mercato azionario americano è stato quello che ha offerto le maggiori soddisfazioni, nonostante le pessime performance registrare da alcuni titoli del settore tecnologico, Facebook in primis.

Di conseguenza, gli analisti di Anima continuano ad adottare un approccio prudente sull’Italia e cauto sull’Europa, mentre il giudizio sulla Borsa statunitense è ancora neutrale.

Nell’analisi seguente gli esperti forniscono maggiori dettagli sul posizionamento in queste tre macroaree geografiche.

 

Italia: sottopeso in vista dell’autunno “caldo”

grafico-azionarioL’allocazione sul mercato domestico si mantiene prudente con un posizionamento sottopesato, alla luce degli elementi di incertezza già ricordati e della perdita di direzionalità seguita alla correzione di maggio e giugno. La nascita del nuovo governo Conte, con un programma orientato alla riduzione delle tasse e all’aumento del welfare, ha alimentato i timori sul percorso di risanamento - fondamentale per garantire la sostenibilità del debito in vista del termine dell’era del QE della BCE - creando pressioni sui titoli di stato e sulle azioni specie quelle maggiormente esposte al mercato domestico.

Il rischio è che si creino tensioni con i partner europei in merito alla situazione dei conti pubblici, con conseguente aumento dell’incertezza e della volatilità. Il vero banco di prova per ripristinare una concreta stabilità sarà rappresentato dall’iter di approvazione della legge di bilancio che vedrà impegnato il governo in autunno.

 

Europa: in sovrappeso i titoli difensivi

In generale i mercati azionari hanno registrato la migliore performance mensile da gennaio, grazie al contributo arrivato da una stagione degli utili migliore delle aspettative: infatti, se i risultati societari rivelati dalla prima fase del periodo di pubblicazione venissero convalidati, il secondo trimestre si chiuderebbe con tassi di crescita degli utili a doppia cifra in tutte le principali aree geografiche e la percentuale di sorprese positive più alta da anni.

In particolare, il mercato azionario europeo ha mostrato un trend laterale, contraddistinto da una leggera diminuzione della volatilità rispetto al mese precedente. L’approccio rimane tatticamente cauto nel breve termine per le incertezze derivanti dalle recenti tensioni geopolitiche e non si escludono possibili prese di profitto da parte degli investitori durante i mesi estivi.

Per quanto riguarda il posizionamento settoriale, all’interno dei portafogli vengono ancora privilegiati i titoli difensivi, che facciano riferimento a società caratterizzate da crescita degli utili e valutazioni appetibili. Perciò la view è ancora positiva sul settore farmaceutico, così come sul comparto Energy, poiché riteniamo che le società energetiche possano essere favorite dal ribilanciamento tuttora in corso fra domanda e offerta sul mercato del greggio e dal consolidamento dei prezzi. La visione è ancora positiva anche sui titoli del settore Information Technology in quanto le società stanno registrando un trend positivo degli utili, accompagnato da una crescita strutturale.

 

Usa: crescita e occupazione accelerano

Nonostante le penalizzazioni subite da alcuni colossi del settore tecnologico - Facebook ancora una volta in cima alla lista - a livello geografico, il mercato azionario americano è stato quello che ha offerto le maggiori soddisfazioni.

Oltre ad una stagione degli utili molto positiva, a sostenere Wall Street sono stati diversi fattori, primo fra tutti la solidità della crescita economica, figlia anche del supporto della riforma fiscale di Trump. In relativo, tuttavia, il giudizio sulla Borsa statunitense è ancora neutrale dal momento che all’orizzonte restano i rischi legati all’evoluzione dei dazi commerciali e al percorso di rialzo dei tassi avviato dalla Fed.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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