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Il punto sui mercati dopo le ultime tensioni

Dopo un primo trimestre che è stato favorevole ai mercati ed in particolare a quelli azionari i listini hanno subito una fase correttiva che nei paesi “periferici” europei è stata di pesanti ribassi

di Redazione Soldionline 18 giu 2012 ore 11:03

Articolo a cura di a cura della CORNÈR BANCA di Lugano

Mercato azionario
Il primo trimestre dell’anno è stato favorevole ai mercati finanziari ed in particolare  a quelli azionari.
Nell’ultimo periodo, tuttavia, i listini hanno subito una fase correttiva, dovuta in prevalenza a prese di profitto, che nei paesi “periferici” europei si sono trasformate in pesanti ribassi. Su questi ultimi hanno, infatti, pesato fattori quali il riemergere delle tensioni in Spagna ed il peggioramento dei dati macroeconomici, che hanno confermato le tendenze recessive europee.
Non ultimo per importanza, è via via emerso prepotentemente un aspetto che finora era stato trascurato, ossia lo sviluppo in Europa di una forte resistenza alle misure di austerità, come evidenziato dalle ultime tornate elettorali, con particolare riferimento a Francia e Grecia.
Tutto ciò ha quindi trasformato quello che nei principali mercati extra-europei  è stato un movimento di ritracciamento, in una forte discesa per molti listini del Vecchio Continente.
Più in generale ed escludendo questi fattori, i mercati azionari continuano a godere di un ambiente di base positivo, caratterizzato da tassi bassi e, soprattutto, dalla mancanza di alternative d’investimento attrattive.
Anche i fondamentali delle società sono, a questi livelli, interessanti, come dimostrato dalle valutazioni non eccessive (price/earning, etc.), e dai dividendi elevati; l’ultima “earning season” statunitense ha confermato un buon andamento degli utili societari, sebbene meno brillanti che in  periodi precedenti.

Con un orizzonte di alcuni mesi, a livello di aree geografiche continuiamo a privilegiare l’azionario statunitense, sostenuto dalla politica monetaria proattiva della Federal Reserve, ed i mercati emergenti, che conservano una traiettoria di crescita elevata, sebbene in rallentamento.
I mercati europei, dopo la decisa correzione, hanno sicuramente un sensibile potenziale di rimbalzo, che necessita tuttavia del supporto di rilevanti notizie positive dall’Eurozona, essendo ostaggio di decisioni politiche e penalizzato dalla fase recessiva che sta interessando quest’area.
A livello settoriale privilegiamo i settori energetico, tecnologico ed industriale.

Mercato obbligazionario

In un contesto caratterizzato da una politica monetaria decisamente espansiva, dopo un miglioramento del sentiment degli investitori nel primo trimestre dell’anno, in gran parte sull’onda e come conseguenza delle operazioni di finanziamento al sistema bancario  eseguite dalla BCE (Long Term Refinancing Operations), la situazione si è fatta nuovamente difficile, a causa delle nuove tensioni che hanno investito in special modo la Spagna.
A maggio, inoltre, le elezioni che si sono succedute in vari paesi europei, ponendo l’accento su una deriva anti-europea e anti-austerità di una parte crescente dell’elettorato, hanno ulteriormente  accentuato l’avversione al rischio.
Tale situazione si è riflessa sul mercato obbligazionario, dove nel primo trimestre abbiamo assistito ad una sensibile riduzione  dei differenziali sui tassi tra i cosiddetti titoli periferici (ad es. spagnoli)  e quelli dei bund tedeschi, cui ha fatto seguito un nuovo allargamento.
In generale il mercato dei titoli governativi europei rimane caratterizzato da due componenti con una dinamica opposta: un mercato dei paesi periferici decisamente volatile, contrassegnato da alti rendimenti e spread  ed un sempre più ristretto mercato “risk-free”.


Nel primo caso, soffermandosi sui paesi principali, dobbiamo rilevare che la Spagna, dopo essersi riportata sui livelli che, in precedenza, avevano indotto altri paesi a chiedere l’aiuto dell’Europa, ha effettivamente dovuto far ricorso al supporto dell’Eurozona per il salvataggio del proprio sistema bancario.
In questa situazione di forte incertezza il bund rappresenta il bene rifugio per eccellenza, giustificando così anche un livello di rendimento in area 1,5%. Una situazione che, di fatto, rende  poco interessante investire con un orizzonte di medio termine.
Anche per quanto riguarda il treasury decennale statunitense, fino a quando la Federal Reserve confermerà l’impegno a mantenere tassi eccezionalmente bassi (previsto fino a fine 2014), è difficile ipotizzare un rendimento sostanzialmente  superiore al 2%.
Su queste basi riteniamo opportuno restare posizionati su debitori di elevata qualità e sulla parte breve della curva.

Massimo Andreoni

Il Punto

La crisi debitoria di Eurolandia si è ulteriormente inasprita, spingendo sull’orlo del baratro la Spagna, costretta una decina di giorni fa a chiedere alle autorità europee il sostegno per il proprio sistema bancario. Il clima generale, già assai deteriorato, ha poi subito un ulteriore contraccolpo dai nuovi tagli di rating decisi da Moody’s. In un crescendo di tensioni e di aspettative, giovedì scorso il rendimento del decennale spagnolo ha raggiunto il record negativo del 7%, per poi indebolirsi leggermente in giornata. Il livello toccato dagli interessi sul debito è ora giudicato semplicemente inaccettabile dal ministro delle finanze del paese iberico, che si chiede anche fino a quando si potrà andare avanti in questo modo.
Nei confronti dell’altro fronte caldo, quello greco, v’era una spasmodica attesa per il voto del 17 giugno. L’indirizzo politico uscito dalle urne dovrebbe segnare il posizionamento di un paese che, giunto ormai ad un punto di non ritorno, dovrà sciogliere il dilemma fra restare o meno nella zona euro, un’ipotesi, quest’ultima, semplicemente impensabile fino a qualche mese fa.
Faticano intanto ad emergere proposte di interventi condivisi in seno ai paesi europei. Fra le altre cose, è stata ipotizzata una non meglio precisata “soluzione federalista”, con un’unione bancaria e fiscale, ma la concretizzazione di simili proposte richiede un iter politico e temporale estremamente lungo, che l’attuale crisi non è in grado di sopportare. Anche la cosiddetta “unificazione dei debiti pubblici”, per evitare la speculazione sui tassi dei singoli paesi, non è dietro l’angolo. Dal canto suo, la cancelliera tedesca Merkel – sempre più ago della bilancia di una situazione che sembra sfuggire di mano – seguita a respingere l’idea del lancio di eurobond, con la garanzia dei paesi membri dell’UE che, a parer suo, non farebbe che aggravare la crisi.
Oltre al mercato del reddito fisso, dove l’allargamento del differenziale di rendimento dei titoli di Stato diventa sempre più allarmante, anche quello azionario resta in balìa degli eventi, con gli investitori che manifestano una chiara avversione al rischio, alleggerendo spesso le posizioni.
Dal fronte macroeconomico non vi sono stati indicatori di grande rilievo dall’Europa e dagli Stati Uniti. In quest’ultimo paese, alcune cifre sui richiedenti la disoccupazione hanno tuttavia creato un certo disappunto. Il mercato del lavoro Usa continua a creare posti di lavoro in maniera insufficiente per sostenere una ripresa che resta debole e circoscritta.
In Cina, la riduzione dei tassi d’interesse è stata il preludio di alcuni dati economici un po’ contrastanti che avvalorano il quadro di un tangibile rallentamento congiunturale in atto. Stando alle dichiarazioni di un esponente del governo, la crescita del PIL nel secondo trimestre dell’anno potrebbe scendere sotto il 7% annualizzato, tasso decisamente basso per gli standard e gli obiettivi di Pechino.

Iris Canonica

VARIAZIONI DEI PRINCIPALI INDICI E CAMBI

 

08.06.2012

15.06.2012

 

     min/max 2012

2012*

NY - DJII

12554.2

12767.17

1.70%

12035.09

13338.66

4.50%

NY - NASDAQ

2858.42

2872.8

0.50%

2604.6

3134.17

10.27%

NY - S&P 500

1325.66

1342.84

1.30%

1257.46

1422.38

6.78%

UE- DJ EUROSTOXX 50

2143.9

2181.23

1.74%

2050.16

2611.42

-5.84%

FR - DAX

6130.82

6229.41

1.61%

5817.71

7142.75

5.61%

ZH - SMI

5869.32

5911.82

0.72%

5712.13

6357.45

-0.41%

LO - FTSE100

5435.08

5478.81

0.80%

5229.76

5989.07

-1.68%

PA - CAC40

3051.69

3087.62

1.18%

2922.26

3600.48

-2.28%

MI  - FTSEMIB

13445.46

13390.69

-0.41%

12568.05

17158.65

-11.26%

TK - NIKKEI

8459.26

8569.32

1.30%

8238.96

10255.15

1.35%

HK - HANG SENG

18502.34

19233.94

3.95%

18056.4

21760.34

4.34%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

USD/CHF

0.9596

0.9501

-0.99%

0.8931

0.9772

1.28%

USD/JPY

79.49

78.73

-0.96%

76.03

84.18

2.37%

USD/CAD

1.0266

1.0217

-0.48%

0.98

1.0447

0.04%

EUR/USD

1.2517

1.2638

0.97%

1.2288

1.3487

-2.49%

EUR/CHF

1.20138

1.20101

-0.03%

1.2000

1.2199

-1.30%

EUR/GBP

0.80904

0.80453

-0.56%

0.7951

0.8506

-3.46%

GBP/USD

1.5474

1.5715

1.56%

1.5235

1.6302

1.11%

GBP/CHF

1.4847

1.4912

0.44%

1.4178

1.5107

2.21%

 

*variazione da fine 2011 – A cura della Cornèr Banca

Fonte Bloomberg

 

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