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WhatsApp vale davvero 19 miliardi?

La cifra con cui Facebook valorizza WhatsApp è di tutto rispetto. La sua congruità non dipende da sole valutazioni economiche ma, soprattutto, strategiche. Ma se guardiamo a altre aziende...

di Mauro Introzzi 20 feb 2014 ore 11:03
Nelle scorse ore Facebook ha ufficializzato l'acquisizione di WhatsApp, il noto servizio di instant messaging che conta su una base di utenza di 450 milioni di utenti attivi ogni mese, un numero che cresce al ritmo di un milione di unità al giorno.

FACEBOOK-WHATSAPP: CIFRE DELL'OPERAZIONE
Iperbolica, se pur corrisposta in maggioranza "carta contro carta", la cifra tramite la quale il social network fondato da Mark Zuckerberg si è accaparrato uno dei servizi più amati dagli utenti degli smartphone: ben 19 miliardi di dollari, che saranno corrisposti in contanti, per 4 miliardi di dollari, e azioni, per 12 miliardi. Ulteriori 3 miliardi di dollari saranno corrisposti in azioni privilegiate Facebook, che saranno assegnate nei prossimi quattro anni ai fondatori e ai lavoratori di WhatsApp. Il controvalore totale dell'operazione assegna ad ogni utente un valore superiore ai 40 dollari. Ben più di quello che un utente paga dopo un anno di utilizzo (circa un dollaro).

INFOGRAFICA: Tutti i numeri dell'operazione Facebook-WhatsApp

facebook_2IL VALORE DI WHATSAPP
Il valore dell'app, con cui vengono scambiati anche fino a 27 miliardi di messaggi al giorno, è giustificato, secondo il fondatore del più grande social network del mondo, dalle attese di crescita della sua base utenza. Una base utenti che Zuckerberg stima presto raggiungere il miliardo di unità.
Secondo quanto scrivono i media sembra che l'intenzione di Facebook sia quella di non snaturare l'anima del servizio, un po' come successo per Instagram, rilevata qualche mese fa per poco più di 715 milioni di dollari. Di sicuro, però, il gruppo di Zuckerberg dovrà definire meglio il modello di business di WhatsApp. Una società che però potrebbe diventare strategica per la società non tanto per i suoi ricavi quanto per il ruolo sinergico che la sua offerta avrebbe per la galassia Facebook.

WHATSAPP: QUALCHE CONFRONTO SULLA VALORIZZAZIONE
In termini assoluti, però, il prezzo pagato da Facebook non può non mettere i brividi, soprattutto considerando l'attuale valutazione di alcuni marchi storici dell'economia a stelle e strisce. Un esempio su tutti: in questi giorni si parla di una possibile salita dell'imprenditore messicano Carlos Slim nel capitale del New York Times. Il magnate, che eserciterebbe un'opzione di acquisto tramite warrants che ha in portafoglio da un po', passerebbe da circa l'8% a circa il 19%, per una quota che agli attuali corsi del colosso dei media valorizza la società poco più di 2 miliardi di dollari. La crisi dell'informazione tradizionale è mondiale, ma il fatto che un colosso internazionale dei media come il New York Times valga un decimo rispetto a una società di messaggistica la dice lunga sulle perplessità di molti degli addetti ai lavori...

Il video dell'operazione:

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