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Istat, rallenta il Pil: +0,3% in 2019

Lo rende noto l'Istat nelle sue Prospettive per l'economia italiana nel 2019

di Redazione Soldionline 22 mag 2019 ore 14:31

A cura di Labitalia/Adnkronos


italia-bandieraNel 2019 il prodotto interno lordo (Pil) è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente (pil a +0,9% nel 2018). Lo rende noto l'Istat nelle sue Prospettive per l'economia italiana nel 2019. Per l’anno corrente il deciso rallentamento delle aspettative sui livelli produttivi dell’area euro e dell’economia italiana sono attesi incidere in misura significativa sulle scelte di investimento delle imprese. Sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni sono attesi evolvere in misura decisamente più contenuta rispetto agli anni precedenti. Nel 2019, gli investimenti fissi lordi italiani aumenterebbero (+0,3%) beneficiando in misura contenuta anche delle agevolazioni inserite nel decreto crescita. Nel 2019, rileva l'Istituto di statistica, il Pil è atteso decelerare rispetto all’anno precedente (+0,3%), supportato esclusivamente dalla domanda interna.

I consumi delle famiglie, seppure in marginale rallentamento rispetto all’anno precedente, costituiranno la principale componente a sostegno della crescita mentre la spesa per gli investimenti segnerà una decisa decelerazione. La moderazione del commercio mondiale determinerebbe una riduzione del volume di esportazioni e importazioni con un conseguente contributo nullo della domanda estera netta. Il mercato del lavoro è atteso risentire della decelerazione del Pil, confermando livelli occupazionali analoghi a quelli dello scorso anno. Le retribuzioni mostrerebbero un rallentamento con tassi di crescita in linea con quelli del deflatore della spesa delle famiglie residenti.

Nei primi mesi del 2019, la maggiore debolezza della domanda di consumo nel nostro Paese rispetto a quella dell’area euro, sottolinea l'Istat, ha confermato il gap nell’inflazione a favore dell’Italia sia nella misura totale sia per la componente di fondo (ad aprile 0,6 e 0,7 punti percentuali in meno rispettivamente). In prospettiva, sotto le ipotesi di una attenuazione dei fattori inflazionistici provenienti dal canale esterno, con una stabilizzazione del prezzo del petrolio e del cambio dollaro-euro sui livelli medi di aprile, la dinamica dei prezzi al consumo confermerebbe nei prossimi mesi le attuali tendenze. Una maggiore moderazione è attesa nella seconda parte dell’anno in corrispondenza del confronto con un periodo dello scorso anno caratterizzato dai rincari energetici. Nel 2019, in Italia la spesa delle famiglie e delle Isp in termini reali è prevista crescere dello 0,5%, in lieve rallentamento rispetto al 2018 (+0,6%). I consumi della Pa, invece, dovrebbero registrare una lieve diminuzione (-0,2% rispetto a +0,2% del 2018). In presenza di un miglioramento del potere di acquisto, l’attuale fase di incertezza porterebbe le famiglie ad assumere comportamenti precauzionali, determinando un aumento della propensione al risparmio.

Dopo il 10,6% nel 2018, il tasso di disoccupazione nel 2019 dovrebbe salire al 10,8% stima l'Istat. Nel 2019, rileva l'Istituto di statistica, si prevede che l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno precedente (+0,1%) mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%). Le retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente sono attese evolvere in linea con il deflatore della spesa delle famiglie residenti (+0,9%). Per l’anno corrente il deciso rallentamento delle aspettative sui livelli produttivi dell’area euro e dell’economia italiana sono attesi incidere in misura significativa sulle scelte di investimento delle imprese. Sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni sono attesi evolvere in misura decisamente più contenuta rispetto agli anni precedenti.

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