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Eurozona in ripresa, ma ancora a rischio per deflazione e disoccupazione

Esportazioni e domanda interna guidano i primi tentativi di ripresa dell’Eurozona. All’orizzonte, però, ancora rischi: deflazione e disoccupazione potrebbero inceppare il meccanismo.

di Marco Delugan 26 giu 2014 ore 09:17
Eurozona in ripresa, tanto che la produzione è prevista in crescita dell’1,1% nel 2014, dell’1,5% nel 2015, e a un tasso leggermente superiore nel biennio 2016-2018. Non è ancora una crescita sostenuta, ma sicuramente i primi segnali di una possibile progressiva uscita dalla fase peggiore della crisi economica cominciano a intravedersi. Le cause principali di questi primi sintomi di una salute che migliora sono la ripresa delle esportazioni e della domanda interna. Lo sostengono gli analisti di Ernst&Young nel loro ultimo Summer 2014 EY Eurozone Forecast (EEF).

RIPRESA ECONOMICA NON OMOGENEA
La ripresa economica dell’Eurozona non si realizza però in maniera omogenea. Uno dei motivi di questa disomogeneità riguarda quanto i diversi paesi hanno fatto negli anni scorsi per migliorare la competitività della loro economia.

A questo proposito, Tom Rogers, Senior Economic Adviser per EY Eurozone Forecast da dichiarato:
I recenti sviluppi nell’Eurozona evidenziano che stiamo continuando ad assistere ad una graduale ripresa, ma che rimane comunque divergente tra gli Stati membri. I paesi che hanno fatto di più per migliorare la competitività stanno raccogliendo i frutti del proprio operato, ma altri continuano ad essere in ritardo.
ripresa-recessioneRISCHI ALL’ORIZZONTE: DEFLAZIONE E DISOCCUPAZIONE
Permangono comunque dei rischi: la deflazione, o anche un tasso di inflazione troppo basso, e la disoccupazione ancora troppo alta. Entrambe, anche se per via di meccanismi diversi, metterebbero in pericolo la domanda interna che, come abbiamo visto, è una delle cause della ripresa che comincia a manifestarsi.

Per quanto riguarda la deflazione, le previsioni di Ernst&Young sono che le recenti misure della Bce assieme alla politica monetaria più rigorosa che la banca centrale americana sta adottando, faranno indebolire l’euro e questo porterà ad una maggiore inflazione che, per via dei maggiori prezzi attesi, potrà anche stimolare gli investimenti. La maggiore debolezza dell’euro potrebbe anche favorire un ulteriore incremento delle esportazioni.

Per quanto riguarda la disoccupazione, nel Summer 2014 EY Eurozone Forecast (EEF) si osserva che il mercato del lavoro sembra aver toccato il fondo (tasso al 12%) e poter non peggiorare più, e che si cominciano a notare timidi segnali di ripresa.

Ma anche su questo punto l’Eurozona rimane in una situazione rischiosa. Come dice Mark Otty, EY Area Managing Partner per Europa, Medio Oriente, India e Africa, infatti:
I tassi di disoccupazione rimangono alti in tutta l'Eurozona. Bisogna fare di più per migliorare le condizioni del mercato del lavoro. I governi devono essere lungimiranti, in particolare nel facilitare le imprese nella creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani.
Dalla ripresa del mercato del lavoro dipenderà, infatti, come abbiamo visto sopra, la tenuta e l’ulteriore crescita della domanda interna.

CONCLUSIONI
Eurozona in via di miglioramento, quindi, ma che presenta ancora elementi di rischio, come ha sottolineato ancora Otty:
Non dobbiamo dimenticare che l’Eurozona è in una posizione molto più forte di quanto non lo fosse dodici mesi fa, ma la ripresa economica resta ancora impercettibile. Come in molte altre occasioni nel corso degli ultimi sei anni, l’Eurozona si trova ancora nella situazione di compiere due passi in avanti e uno indietro. Nonostante i progressi, esistono tuttora molte sfide da affrontare.
Un concetto ripreso anche da Rodgers, che però guarda anche al futuro e alle mosse che l’Eurozona dovrebbe compiere per proseguire sulla via della ripresa anche su fisco e credito:
Mentre segnali incoraggianti provengono dalle esportazioni, dalla fiducia dei consumatori e dall'afflusso di capitali in nuove economie competitive, non dobbiamo perdere di vista il lavoro che resta da fare per consolidare la sostenibilità fiscale, la ripresa dei prestiti da parte delle Banche e il miglioramento delle prospettive di crescita, in particolare la creazione di posti di lavoro.
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