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BCE, cosa aspettarsi dalla riunione del 27 ottobre 2022

di Redazione Lapenna del Web 24 ott 2022 ore 10:41 Le news sul tuo Smartphone

bce_19Ulrike Kastens - Economist Europe DWS- ha fornito alcune indicazioni su quali potrebbero essere le mosse della BCE nella riunione di giovedì 27 ottobre 2022.

 

Secondo l'esperta, proprio come la FCE, anche la Banca Centrale Europea ovrebbe effettuare un'altra importante manovra sui tassi di interesse, pari a 75 punti base. Di conseguenza, il tasso di deposito potrebbe arrivare all'1,5%, livello più alto da gennaio 2009.

"Le preoccupazioni per gli elevati tassi di inflazione che ci accompagneranno anche nel 2023 e il rischio che le aspettative inflazionistiche si disancorino hanno probabilmente spinto la BCE a compiere questo passo coraggioso," afferma Kastens, che prevede ulteriori interventi sui tassi d'interesse nei prossimi mesi per cui il tasso di deposito dovrebbe salire al di sopra del tasso neutro stimato intorno al 2%. "Attualmente il mercato prevede un tasso di interesse del 3% a partire dall'estate 2023", ha aggiunto l'economista.

 

Ulrike Kastens segnala come questo sollevi sempre più la questione di come la BCE intenda gestire nei prossimi mesi il proprio bilancio, che ha ormai raggiunto quasi i novemila miliardi di euro. A suo avviso le questioni sono due.

Da un lato c'è il portafoglio obbligazionario della BCE, le cui dimensioni vengono mantenute invariate dai continui reinvestimenti. "Tuttavia, nonostante le pressioni esercitate da alcune banche centrali, è improbabile che si prenda una decisione in merito alla riunione di ottobre, anche in considerazione della volatilità del mercato obbligazionario. È invece probabile che la riunione di ottobre si concentri sui depositi delle banche presso la BCE," spiega Kastens.

Dall'altro ci sono circa 4.700 miliardi di euro parcheggiati nello strumento di deposito e che maturano interessi, il che fornisce alle banche un reddito da interessi di 30-40 miliardi di euro.

"Ci aspettiamo che la BCE possa limitare questo fenomeno offrendo condizioni meno generose nelle aste a lungo termine," prevede Kastens, "il che potrebbe portare a rimborsi più rapidi in queste aste nel medio termine".

 

Secondo Ulrike Kastens l'attenzione della politica monetaria rimane concentrata sull'aumento del tasso di interesse di riferimento, che rappresenta lo strumento più importante per orientare la politica monetaria.

"La fine dei reinvestimenti, invece, avverrà probabilmente con una certa cautela nel 2023", ha concluso l'economista.

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