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Occupazione Usa: perché gli stipendi restano al palo

Migliorano le condizioni del mercato del lavoro Usa, ma i salari continuano a crescere poco. Il motivo di questa stranezza è probabilmente la mancata crescita della produttività del lavoro.

di Marco Delugan 9 mar 2015 ore 12:24

E’ di venerdì 6 marzo l’ultimo rapporto sull’occupazione del dipartimento del lavoro Usa. I dati più importanti, quelli su cui si concentra la maggiore attenzione degli economisti, e cioè il numero dei nuovi posti di lavoro e il tasso di disoccupazione sono entrambi positivi.

I nuovi posti di lavoro sono stati 295mila, più delle attese degli analisti (238mila), e il tasso di disoccupazione è sceso al 5,5 dal precedente 5,7%.

Per quanto riguarda le buste paga, risulta rilevante anche la serie storica delle nuove assunzioni: l’economia Usa ha generato oltre 200mila nuovi posti di lavoro al mese negli ultimi 12 mesi e, come ha osservato l’economista Steve Benen, erano 30 anni che non accadeva una cosa del genere.

tasso-disoccupazione-usa

Ma, nonostante il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, gli stipendi non crescono, o comunque crescono poco. Il compenso medio orario è aumentato in febbraio di 3 cent, salendo a 24,78 dollari, il solo 0,1% in più rispetto al livello di gennaio. E negli ultimi 12 mesi, il compenso medio orario è aumentato del 2,0%.

Come ha osservato JustinWolfers, il tasso di crescita annuale dei salari è stato di circa il 2% negli ultimi 5 anni. Anni in cui le condizioni del mercato del lavoro sono state diversissime, da pessime a buone, passando per fasi mediocri e negative.

Una spiegazione di questa latitanza dei salari (in media, s’intende) è rintracciabile nella debole crescita della produttività, come osserva l’economista italiano Francesco Seghezzi su Twitter.


Il grafico riportato sopra chiarisce da solo il pensiero di Sghezzi: dal 2005 la produttività del lavoro Usa cresce quasi sempre meno del 2% in ogni trimestre (rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente).

La produttività del lavoro viene calcolata come rapporto tra la quantità di produzione reale e le ore di lavoro impiegate per produrla. Secondo gli economisti l’andamento della produttività è uno dei fattori fondamentali per una crescita economica in grado di autosostenersi nel lungo periodo, e una delle forze principali per la crescita dei salari.

 

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