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Occupazione Italia: occupati e tasso di occupazione di aprile 2021

Secondo i dati provvisori diffusi dall'ISTAT ad aprile 2021 il tasso di disoccupazione è salito al 10,7% (+0,3 punti)

di Redazione Soldionline 1 giu 2021 ore 10:45

occupazione-disoccupazione-italia-2020In questa pagina tutte le letture sul dato macroeconomico italiano legato al lavoro nel 2021: occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione del nostro paese

 

OCCUPAZIONE ITALIA DI APRILE 2021

Secondo i dati provvisori diffusi dall'ISTAT ad aprile 2021 in Italia si registra una lieve crescita degli occupati e una crescita più consistente dei disoccupati, a fronte di una diminuzione degli inattivi. La crescita dell’occupazione (+0,1%, pari a +20mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e i minori di 35 anni; diminuiscono, invece, gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi e gli ultra 35enni. Il tasso di occupazione sale al 56,9% (+0,1 punti).

Il tasso di disoccupazione è salito al 10,7% (+0,3 punti), mentre è sceso tra i giovani al 33,7% (-0,2 punti).

L'ISTAT ha segnalato che dal 1° gennaio 2021 è stata avviata la nuova rilevazione sulle Forze di lavoro che recepisce quanto stabilito dal Regolamento (UE).

 

OCCUPAZIONE ITALIA, I GRAFICI

Il grafico, dal comunicato ISTAT, degli occupati dal 2016 ad aprile 2021 e il grafico, dal comunicato ISTAT, del tasso di disoccupazione dal 2016 ad aprile 2021:

occupazione-italia-aprile-2021

 

OCCUPAZIONE ITALIA DI MARZO 2021

Secondo i dati provvisori diffusi dall'ISTAT a marzo 2021 in Italia si registra una crescita degli occupati, a fronte di una diminuzione di disoccupati e inattivi. La crescita dell’occupazione (+0,2%, pari a +34mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni che, invece, diminuiscono così come le donne e i dipendenti permanenti. Il tasso di occupazione sale al 56,6% (+0,1 punti).

Il tasso di disoccupazione è sceso al 10,1% (-0,1 punti), mentre è salito tra i giovani al 33,0% (+1,1 punti).

 

OCCUPAZIONE ITALIA DI FEBBRAIO 2021

Secondo i dati provvisori diffusi dall'ISTAT a febbraio 2021 in Italia gli occupati sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto a gennaio, mentre sono scesi lievemente i disoccupati e gli inattivi. L’occupazione è risultata stabile sia tra le donne sia tra gli uomini, è cresciuta tra i dipendenti permanenti e gli under 35, mentre è scesa tra i dipendenti a termine, gli autonomi e chi ha almeno 35 anni. Stabile anche il tasso di occupazione, pari al 56,5%.

Il livello dell’occupazione nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021 è inferiore dell’1,2% rispetto a quello del trimestre precedente (settembre-novembre 2020), con un calo di 277mila unità. Nel trimestre aumentano sia le persone in cerca di occupazione (+1,0%, pari a +25mila), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,3%, pari a +183mila unità).

Nell’arco dei dodici mesi, sono cresciute le persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +21mila unità), ma soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila).

 

 

OCCUPAZIONE ITALIA, LA METODOLOGIA DI RILEVAZIONE

Per definire le stime sulle dinamiche del lavoro l'ISTAT conduce un'indagine campionaria tramite interviste alle famiglie. Le caratteristiche della rilevazione, dagli aspetti metodologici alle definizioni delle variabili e degli indicatori, sono armonizzate a livello europeo per favorire confronti ed aggregazioni con le statistiche delle altre nazioni del Vecchio Continente.

La popolazione di riferimento è costituita da tutti i componenti delle famiglie residenti in Italia, anche se temporaneamente all’estero. Unità di analisi nel comunicato stampa mensile “Occupati e disoccupati” è ciascun individuo di 15 anni o più.

In generale l’intervista viene condotta nella settimana successiva a quella di riferimento, o meno frequentemente nelle tre settimane che seguono.

Ai fini della definizione delle categorie censite la popolazione di riferimento viene ripartita in tre gruppi esaustivi e mutualmente esclusivi:

  • gli occupati, costituiti dalle persone che hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita nella settimana di riferimento (oltre alle persone assenti dal lavoro in quella settimana);
  • i disoccupati (o persone in cerca di occupazione), che cercano attivamente un lavoro e sarebbero immediatamente disponibili a iniziare a lavorare;
  • gli inattivi (o non forze di lavoro), che non lavorano e non cercano lavoro (o non sarebbero disponibili a iniziare a lavorare), per esempio perché impegnati negli studi, in pensione, o dediti alla cura della casa e/o della famiglia.
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