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Occupazione Italia: occupati e tasso di disoccupazione di marzo 2020

Rispetto al mese di febbraio 2020, a marzo l’occupazione è in lieve calo e la diminuzione marcata della disoccupazione si associa alla forte crescita dell’inattività

di Mauro Introzzi 30 apr 2020 ore 10:30

occupazione-disoccupazione-italia-2020In questa pagina tutte le letture sul dato macroeconomico italiano legato al lavoro nel 2020: occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione del nostro paese

 

 

OCCUPAZIONE ITALIA DI MARZO 2020

Secondo i dati diffusi dall'ISTAT, rispetto al mese di febbraio 2020, a marzo l’occupazione è stata in lieve calo (-0,1% pari a -27mila) e ha coinvolto sia le donne (-0,2%, pari a -18mila), sia gli uomini (-0,1%, pari a -9mila), portando il tasso di occupazione al 58,8% (-0,1 punti).

Anche la forte diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-11,1% pari a -267mila unità) coinvolge sia le donne (-8,6%, pari a -98mila unità), sia gli uomini (-13,4%, pari a -169mila). Il tasso di disoccupazione scende all’8,4% (-0,9 punti) e, tra i giovani, al 28,0% (-1,2 punti). Rispetto a marzo 2019, l’occupazione fa registrare un calo sia nel livello (-0,5% pari a -121mila unità), sia nel tasso (-0,2 punti).

L'istituto di statistica italiano ricorda che l’indagine ha risentito "degli ostacoli che l’emergenza sanitaria in corso pone alla raccolta dei dati di base".

 

OCCUPAZIONE ITALIA, I GRAFICI

Il grafico, dal comunicato ISTAT, degli occupati dal 2015 a marzo 2020 e il grafico, dal comunicato ISTAT, del tasso di disoccupazione dal 2015 a marzo 2020:

grafico-occupati-italia-gennaio-2015-marzo-2020


grafico-tasso-disoccupazione-italia-2015-marzo-2020

 

OCCUPAZIONE ITALIA DI FEBBRAIO 2020

Secondo quanto indicato dall'ISTAT, che ha diffuso i dati provvisori, rispetto al mese di gennaio 2020, a febbraio l’occupazione è sostanzialmente stabile al 58,9%, la disoccupazione cala e il numero di inattivi aumenta lievemente a fronte di un tasso di inattività che rimane invariato.

La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-0,7%) coinvolge donne e gli over35, mentre tra uomini e i giovani 15-24 il numero delle persone in cerca di occupazione è in aumento. Ne deriva il lieve calo del tasso di disoccupazione, che si attesta al 9,7% (-0,1 punti), e la stabilità di quello giovanile al 29,6%.

Rispetto a febbraio 2019, l’occupazione è sostanzialmente stabile per effetto dell’aumento tra i dipendenti (+120mila) e la diminuzione tra gli autonomi (-126mila); gli occupati crescono tra i giovani di 15-24 anni e tra gli over50, mentre diminuiscono tra i 35-49enni per effetto del loro decrescente peso demografico.

Nell’arco dei dodici mesi, alla stabilità degli occupati si accompagna il calo dei disoccupati (-7,6%, pari a 206mila unità) e l’aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%, pari a +51mila).

 

OCCUPAZIONE ITALIA, LA METODOLOGIA DI RILEVAZIONE

Per definire le stime sulle dinamiche del lavoro l'ISTAT conduce un'indagine campionaria tramite interviste alle famiglie. Le caratteristiche della rilevazione, dagli aspetti metodologici alle definizioni delle variabili e degli indicatori, sono armonizzate a livello europeo per favorire confronti ed aggregazioni con le statistiche delle altre nazioni del Vecchio Continente.

La popolazione di riferimento è costituita da tutti i componenti delle famiglie residenti in Italia, anche se temporaneamente all’estero. Unità di analisi nel comunicato stampa mensile “Occupati e disoccupati” è ciascun individuo di 15 anni o più.

In generale l’intervista viene condotta nella settimana successiva a quella di riferimento, o meno frequentemente nelle tre settimane che seguono.

Ai fini della definizione delle categorie censite la popolazione di riferimento viene ripartita in tre gruppi esaustivi e mutualmente esclusivi:

  • gli occupati, costituiti dalle persone che hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita nella settimana di riferimento (oltre alle persone assenti dal lavoro in quella settimana);
  • i disoccupati (o persone in cerca di occupazione), che cercano attivamente un lavoro e sarebbero immediatamente disponibili a iniziare a lavorare;
  • gli inattivi (o non forze di lavoro), che non lavorano e non cercano lavoro (o non sarebbero disponibili a iniziare a lavorare), per esempio perché impegnati negli studi, in pensione, o dediti alla cura della casa e/o della famiglia.
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