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Occupazione Italia: occupati e tasso di disoccupazione di marzo 2019

L'ISTAT ha comunicato che, nel mese di marzo 2019, il tasso di disoccupazione in Italia sceso dal 10,5% al 10,2%

di Mauro Introzzi 30 apr 2019 ore 10:12

economia-italiana

OCCUPAZIONE ITALIA, IL DATO DI MARZO 2019

L'ISTAT ha comunicato che, nel mese di marzo 2019, il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 10,2% dal 10,5% rivisto del mese di febbraio (10,7% la lettura precedente). L’aumento dell’occupazione è determinato da entrambe le componenti di genere e si concentra tra i minori di 34 anni (+69 mila); sono sostanzialmente stabili i 35-49enni mentre calano gli ultracinquantenni (-14 mila).

In crescita il tasso di occupazione, che torna sui massimi registrati ad aprile 2008, al 58,9% dal 58,6% del mese precedente.

 

OCCUPAZIONE ITALIA, I GRAFICI

Il grafico, dal comunicato ISTAT, degli occupati dal 2014 a marzo 2019:

occupati-italia-marzo-2019

 

Il grafico, dal comunicato ISTAT, del tasso di disoccupazione dal 2014 a marzo 2019:

disoccupazione-italia-marzo-2019

 

OCCUPAZIONE ITALIA, LA LETTURA DI FEBBRAIO 2019

L'ISTAT ha comunicato che, nel mese di febbraio 2019, il tasso di disoccupazione in Italia è cresciuto dal 10,5% al 10,7%. A febbraio le persone in cerca di occupazione sono aumentate dell’1,2% (+34mila). La crescita ha riguardato entrambi i generi e si è concentrata tra le persone oltre i 35 anni.

Nel mese in esame il tasso di occupazione è sceso al 58,6% (-0,1 punti percentuali). L’andamento degli occupati è determinato dalla diminuzione dei dipendenti (-44mila), sia permanenti (-33mila) sia a termine (-11mila), mentre nell’ultimo mese risultano in aumento gli indipendenti (+30mila).

 

OCCUPAZIONE ITALIA, LA LETTURA DI GENNAIO 2019

L'ISTAT ha comunicato che, nel mese di gennaio 2019, la stima degli occupati ha registrato un progresso dello 0,1% (+21mila unità) con un tasso di occupazione stabile al 58,7%. A crescere i dipendenti permanenti (+56mila), mentre si osserva un calo dei dipendenti a termine (-16mila) e degli indipendenti (-19mila). A gennaio la stima delle persone in cerca di occupazione è aumentata dello 0,6% (+15mila).

Il tasso di disoccupazione è stabile rispetto al mese precedente, e si attesta al 10,5%.

Su base annua l’occupazione risulta in crescita dello 0,7%, per +160mila unità. L’espansione interessa entrambe le componenti di genere concentrandosi esclusivamente tra gli ultracinquantenni (+250mila). Crescono soprattutto i dipendenti a termine (+126mila) ma si registrano segnali positivi anche per i dipendenti permanenti (+29mila) e gli indipendenti (+6mila). Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-5%, pari a -144mila unità).

 

OCCUPAZIONE ITALIA, LA METODOLOGIA DI RILEVAZIONE

Per definire le stime sulle dinamiche del lavoro l'ISTAT conduce un'indagine campionaria tramite interviste alle famiglie. Le caratteristiche della rilevazione, dagli aspetti metodologici alle definizioni delle variabili e degli indicatori, sono armonizzate a livello europeo per favorire confronti ed aggregazioni con le statistiche delle altre nazioni del Vecchio Continente.

La popolazione di riferimento è costituita da tutti i componenti delle famiglie residenti in Italia, anche se temporaneamente all’estero. Unità di analisi nel comunicato stampa mensile “Occupati e disoccupati” è ciascun individuo di 15 anni o più.

In generale l’intervista viene condotta nella settimana successiva a quella di riferimento, o meno frequentemente nelle tre settimane che seguono.

Ai fini della definizione delle categorie censite la popolazione di riferimento viene ripartita in tre gruppi esaustivi e mutualmente esclusivi:

  • gli occupati, costituiti dalle persone che hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita nella settimana di riferimento (oltre alle persone assenti dal lavoro in quella settimana);
  • i disoccupati (o persone in cerca di occupazione), che cercano attivamente un lavoro e sarebbero immediatamente disponibili a iniziare a lavorare;
  • gli inattivi (o non forze di lavoro), che non lavorano e non cercano lavoro (o non sarebbero disponibili a iniziare a lavorare), per esempio perché impegnati negli studi, in pensione, o dediti alla cura della casa e/o della famiglia.
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