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Inflazione Italia, +7,6% a maggio 2023

L'Istat ha comunicato che nel mese di maggio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile e un incremento del 7,6% su base annua

di Redazione Soldionline 31 mag 2023 ore 11:12

inflazione-italia_1In questa pagina le letture, mese per mese, dell'inflazione italiana (l'indice dei prezzi al consumo) nel 2023. Con la specifica se la lettura è provvisoria o definitiva.

 

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO PRELIMINARE DI MAGGIO 2023

L'Istat ha comunicato che nel mese di maggio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile e un incremento del 7,6% su base annua (da +8,2% del mese precedente).

Secondo quanto indicato dall'ISTAT, la decelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da +26,6% a +20,5%) e, in misura minore, degli alimentari lavorati (da +14,0% a +13,4%), degli altri beni (da +5,3% a +5,1%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +5,5%). Questi effetti sono stati solo in parte compensati dalle tensioni al rialzo dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +8,4% a +8,9%) .

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve calo da +6,2% a +6,1%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che è passata da +6,3% a +6,2%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,6% per l’indice generale e a +4,7% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile e una crescita dell'8,1% su base annua (da +8,7% di aprile).

 

INFLAZIONE ITALIA, IL GRAFICO

Nel grafico (fonte comunicato ISTAT - elaborazione SoldiOnline) l'evoluzione dell'inflazione italiana dal 2022 ad oggi:

inflazione-italia-maggio-2023

 

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI APRILE 2023

L'Istat ha comunicato che nel mese di aprile 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e un incremento dell'8,2% su base annua (da +7,6% del mese precedente); la stima preliminare era +8,3%.

Secondo quanto indicato dall'ISTAT, l’accelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,6%) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,9%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,7%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve calo da +6,3% a +6,2%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che è passata da +6,4% a +6,3%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +4,5% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento dello 0,9% su base mensile e una crescita dell'8,7% su base annua (da +8,1% di marzo); la stima preliminare era +8,8%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) - il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia - ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile e un aumento del 7,9% rispetto a marzo 2022.

 

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI MARZO 2023

L'Istat ha comunicato che nel mese di marzo 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato una flessione dello 0,4% su base mensile e un aumento del 7,6% su base annua (da +9,1% del mese precedente); la stima preliminare indicava un incremento del 7,7% su base annuale.

Secondo quanto indicato dall'ISTAT, il rallentamento del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, alla decelerazione su base annua dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +40,8% a +18,9%) e alla flessione più marcata di quelli degli Energetici regolamentati (da -16,4% a -20,3%), i cui effetti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +8,7% a +9,1%), di quelli dei servizi relativi all’abitazione (da +3,3% a +3,5%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,1% a +6,3%) e dei tabacchi (da +1,8% a +2,5%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è rimasta stabile a +6,3%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che si è attestata a +6,4%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,0% per l’indice generale e a +4,0% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento dello 0,8% su base mensile (per la fine dei saldi stagionali di cui l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività non tiene conto) e una crescita dell'8,1% su base annua (da +9,8% di febbraio); la stima preliminare indicava un incremento dell'8,2% su base annuale.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) - il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia - ha registrato una flessione dello 0,4% su base mensile e un incremento del 7,4% rispetto a marzo 2022.

 

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI FEBBRAIO 2023

L'Istat ha comunicato che nel mese di febbraio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e del 9,1% su base annua (da +10% del mese precedente); la stima preliminare era +9,2%.

Secondo quanto indicato dall'ISTAT, il rallentamento del tasso di inflazione si deve, in primo luogo, all’accentuarsi della flessione su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -12,0% a -16,4%) e alla decelerazione di quelli degli energetici non regolamentati (da +59,3% a +40,8%), i cui effetti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi degli alimentari sia lavorati (da +14,9% a +15,5%) sia non lavorati (da +8,0% a +8,7%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +6% a +6,3% e quella al netto dei soli beni energetici passa da +6,2% a +6,4%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,4% per l’indice generale e a +3,7% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento dello 0,1% su base mensile e una crescita del 9,8% su base annua (da +10,7% di gennaio); la stima preliminare era +9,9%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) - il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia - ha registrato un incremento dello 0,2% su base mensile e dell'8,9 rispetto a febbraio 2022.

 

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI GENNAIO 2023

L'Istat ha comunicato che nel mese di gennaio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile e del 10% su base annua (da +11,6% del mese precedente); la stima preliminare era del 10,1%.

Secondo quanto indicato dall'ISTAT, la flessione del tasso di inflazione si deve, principalmente, al forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +70,2% a -12%) e, in misura minore, di quelli degli Energetici non regolamentati (da +63,3% a +59,3%), degli alimentari non lavorati (da +9,5% a +8,0%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,2% a +5,5%). Gli effetti di questi andamenti sono stati solo in parte controbilanciati dall’accelerazione dei prezzi dei Beni durevoli (da +6,4% a +6,8%), dei Beni non durevoli (da +6,1% a +6,7%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +2,1% a +3,2%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +5,8% a +6% e quella al netto dei soli beni energetici è rimasta stabile a +6,2%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,2% per l’indice generale e a +3,2% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una diminuzione dell'1,5% su base mensile ( a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature di cui l’indice NIC non tiene conto) e una crescita del 10,7% su base annua (da +12,3% di dicembre); la stima preliminare era +10,9%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) - il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia - ha registrato un incremento dello 0,1% su base mensile e del 9,8% rispetto a gennaio 2022.

 

LEGGI ANCHE: L'andamento dell'inflazione in Italia nel 2022

 

COS'E' L'INFLAZIONE

inflazione_8Il tasso di inflazione misura l'aumento continuo e generalizzato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi. Tale incremento genera una diminuzione del potere d'acquisto della moneta. In altre parole, in presenza di inflazione, con una determinata quantità di moneta si potranno acquistare, nel tempo, una quantità sempre minore di beni e servizi.

Ma come si misura l'inflazione? Si calcola mensilmente il valore di un insieme prefissato di beni e servizi, il cosiddetto “paniere”, e se ne misura la variazione.

L'ISTAT, che nel nostro paese si occupa di diffondere i dati sull'inflazione, pubblica diverse versioni del dato:

  • NIC (indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), che misura l’inflazione nazionale,
  • IPCA (indice armonizzato dei prezzi al consumo), usato per comparare i dati con gli altri paesi dell'UE,
  • FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), utilizzato nella versione senza tabacchi per le rivalutazioni monetarie.
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