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BCE, cosa ha detto Christine Lagarde

Nella riunione del 21 gennaio 2021 la BCE ha deciso di riconfermare l’orientamento molto accomodante della propria politica monetaria. Focus sull'utilizzo del PEPP

di Redazione Soldionline 21 gen 2021 ore 15:33

bce-buildingNella riunione del 21 gennaio 2021 la BCE ha deciso di riconfermare l’orientamento molto accomodante della propria politica monetaria.

Nel dettaglio, la banca centrale ha confermato i tassi di interesse e l'ammontare del pandemic emergency purchase programme (PEPP) fissato a 1.850 miliardi di euro.

Nel corso della successiva conferenza stampa, Christine Lagarde ha ribadito le modalità con cui sarà utilizzato il PEPP.

 

Ore 14.30: la conferenza stampa di Christine Lagarde

Ore 15.33 - Si è conclusa la conferenza stampa di Christine Lagarde. Prossimo appuntamento l'11 marzo 2021, sempre a Francoforte.

Ore 15.07 - Su una specifica domanda relativa all'euro in formato digitale Christine Lagarde ha precisato che questa tipologia di moneta continuerà a coesistere con quella cartacea. Tuttavia, la numero uno della BCE ha aggiunto che per questo processo ci vorranno diversi anni.

Ore 14.58 - L'euro si è rafforzato nei confronti del dollaro, superando quota 1,215.

Ore 14.56 - Christine Lagarde ha messo l'accento sulle condizioni di finanziamento, confermando che gli acquisti definiti con il PEPP proseguiranno almeno fino a marzo 2022.

Ore 14.54 - Christine Lagarde ha ribadito che i dati sull'inflazione a dicembre sono stati deboli. Questo è stato uno dei motivi per cui è stata ribadita la politica monetaria comnicata a dicembre.

Ore 14.48 - Inizia la sessione di domande e risposte.

Ore 14.44 - La numero uno della BCE ha aggiunto che gli indicatori sulle aspettive di inflazione sono leggermente incrementati.

Ore 14.42 - Christine Lagarde ha segnanato che i rischi sulla crescita europea sono orientati al ribasso, anche se meno pronunciati.

Ore 14.37 - Christine Lagarde ha ribato che il programma PEPP sarà utilizzato in maniera calibrata, sulla base dell'andamento della pandemia da COvid-19.

Ore 14.35 - La numero uno della BCE ha anticipato che, sulla base degli ultimi dati a disposizione, nel quarto trimestre 2020 l'economia della zona euro è prevista in contrazione.

Ore 14.33 - Christine Lagarde ha confermato che la banca centrale continuerà a monitare l'andamento dei tassi di cambio.

Ore 14.30 - A Francoforte ha preso il via la conferenza stampa di Christine Lagarde.

 

Ore 13.45: le decisioni sulla politica monetaria

Nella riunione del 21 gennaio 2021 la BCE ha deciso di riconfermare l’orientamento molto accomodante della propria politica monetaria.

Nel dettaglio, la banca centrale ha confermato i tassi di interesse: il saggio di riferimento resta fermo allo zero mentre quello sui depositi è negativo e pari al -0,5%. La banca centrale ha ribadito che i tassi resteranno a questi livelli almeno fino a quando l'inflazione convergerà saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.

Inoltre, la BCE ha confermato l'ammontare del pandemic emergency purchase programme (PEPP) fissato a 1.850 miliardi di euro. L'orizzonte temporale resta esteso almeno fino alla alla fine di marzo 2022, mentre i proventi saranno reinvestiti almeno fino alla fine del 2023. La BCE ha precisato che gli acquisti continueranno a essere condotti in maniera flessibile, fino a quando giudicherà superata la fase di crisi dovuta all'epidemia da coronavirus.

La BCE ha confermato che gli acquisti nell'ambito dell'asset purchase programme (APP) continueranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Gli acquisti proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della BCE. Il Consiglio direttivo intende inoltre continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Il consiglio direttivo ha deciso di continuare a condurre le regolari operazioni di rifinanziamento mediante aste a tasso fisso con piena aggiudicazione dell’importo richiesto alle condizioni vigenti finché ciò sarà necessario.

Infine, la BCE resta pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria.

 

Ore 11.30: cosa prevedono gli analisti dalla BCE del 21 gennaio 2021

Konstantin Veit - Senior Portfolio Manager Euro Rates Desk di PIMCO – ritiene che l BCE continuerà a utilizzare gli strumenti attualmente a disposizione.

Non prevediamo cambiamenti nella configurazione della politica monetaria. La BCE ha innestato il pilota automatico. Monitorerà come le condizioni macroeconomiche si svilupperanno nei prossimi mesi e risponderà a qualsiasi inasprimento sostanziale delle condizioni di finanziamento con il programma di acquisti per l’emergenza pandemica (PEPP), in linea con il suo framework per il controllo della curva dei rendimenti.
Le politiche della BCE stabilizzano le attività di rischio europee, ma gli spread hanno fatto molta strada, i rischi per le prospettive macroeconomiche rimangono elevati e un regime di dura dominanza fiscale è ancora fantomatico.

 

Anche gli analisti di IntesaSanpaolo non prevedono cambi sostanziali alla politica monetaria, dopo le misure adottate a dicembre.

La riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo BCE sarà del tutto interlocutoria. Un ampio pacchetto di misure è stato approvato a dicembre, e i dati usciti nel frattempo sono pochi e non cruciali per il riesame delle prospettive: sarà necessario del tempo prima di valutare se l’economia procede secondo lo scenario previsto, che includeva già un primo trimestre condizionato negativamente da misure restrittive.
Per il momento, la BCE non ha alcun motivo di apportare modifiche neppure alla forward guidance, che sarà mantenuta nella formulazione corrente.

 

Peter Allen Goves - Fixed Income Research Analyst di MFS Investment Management – guarda con maggiore interesse alla successiva conferenza stampa di Christine Lagarde.

Non ci aspettiamo cambiamenti di policy nella riunione BCE. L’accomodamento monetario rimane considerevole e il PEPP è già stato aumentato (+500 miliardi di euro) e ampliato (+9 mesi) a dicembre.
Per varie ragioni, l'inflazione dell'area euro potrebbe aumentare nel breve termine ed è probabile che la BCE veda con favore il rialzo di alcuni indici che misurano le aspettative d’inflazione. Detto questo, l’andamento dei prezzi sottostanti è da tempo contenuto e la stessa proiezione della BCE per l’inflazione nel 2023 è solo dell’1,4%.
Tra le probabili aree d’interesse per le Q&A potrebbe esserci la Strategy Review, la necessità di mantenere "condizioni di finanziamento favorevoli" e la modalità con cui la BCE continua a monitorare il tasso di cambio dell'euro. Per quanto riguarda le principali implicazioni di mercato, la politica della BCE si sta dimostrando vincente e molto accomodante. Il rendimento a 10 anni dell'area euro ponderato per il PIL rimane negativo e basso, mentre gli spread EGB sono generalmente contenuti. Pertanto, su base cross market, i rendimenti dei titoli di stato dei paesi europei core tendono a sovraperformare rispetto ai Treasury americani e, probabilmente, continueranno a farlo nel prossimo periodo.

 

Gero Jung - Chief Economist di Mirabaud AM – ritiene che il focus della BCE sarà su tre temi: rischi per le prospettive di crescita, implicazioni della forza dell'euro sulle prospettive di inflazione e l'importanza di "condizioni di finanziamento favorevoli".

In seguito all'annuncio di un nuovo pacchetto di politiche monetarie nella riunione dello scorso dicembre, è improbabile che la BCE annunci nuove misure o modifiche alla sua posizione attuale. L’attenzione sarà su tre temi principali.
In primo luogo, il focus sarà sui rischi per le prospettive di crescita che a nostro avviso è probabile saranno ancora orientate al ribasso, dato che in molti Paesi sono ancora in vigore misure di distanziamento sociale, che hanno un impatto sulla crescita.
Si osserveranno poi le implicazioni della forza dell'euro sulle prospettive di inflazione. A questo proposito, l'inflazione resta a livelli estremamente bassi, e la stessa BCE si aspetta che l’inflazione HIPC raggiunga solo l'1,4% nel 2023. Questa cifra è poco ambiziosa, considerato che la definizione di stabilità dei prezzi della stessa BCE - come affermato nel 2003 - è "mantenere i tassi d'inflazione al di sotto, ma vicini al 2% nel medio termine".
Il terzo punto è l'importanza di "condizioni di finanziamento favorevoli". A dicembre, la BCE ha dichiarato che intende utilizzare i suoi strumenti di crisi per preservare condizioni di finanziamento favorevoli.

 

Il video della conferenza stampa di Christine Lagarde del 21 gennaio (dalle 14.30)

 

 

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