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I dati sull'inflazione possono influenzare le scelte della BCE?

di Redazione Lapenna del Web 19 ott 2023 ore 09:53 Le news sul tuo Smartphone

europa_14Filippo Diodovich - Senior Market Strategist di IG Italia - ritiene che le pressioni inflazionistiche in calo a settembre confermino le aspettative su una prossima pausa nel ciclo di rialzi da parte della Banca Centrale Europea. A suo avviso, i deboli  dati sul PIL delle economie della Zona Euro, il forte rialzo dei rendimenti dei titoli governativi e le pressioni inflazionistiche in calo sono dei fattori che servono su un piatto d’argento tutte le argomentazioni necessarie ai banchieri “dovish” per convincere anche i membri più falchi dell’istituto di Francoforte a fermare il processo di rialzi del costo del denaro in Europa.

"Crediamo che sia una pausa giustificata dall’andamento dei fondamentali dopo nove aumenti consecutivi dei tassi (4 di 25 punti base, 3 di 50 punti base e 2 di 75 punti base)," ha precisato Filippo Diodovich.

Secondo l'esperto, nel prossimo meeting della BCE ad Atene del 26 ottobre 2023 il Consiglio Direttivo dovrebbe decidere di mantenere i tre tassi di interesse chiave invariati sui livelli correnti: il tasso sui depositi al 4%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale al 4,50% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 4,75%.

Inoltre, Filippo Diodovich ritiene che la pausa sarà comunque “hawkish”, ovvero manterrà aperto uno spiraglio per un prossimo rialzo nella riunione di dicembre quando lo staff di esperti della BCE pubblicherà le stime sulle variabili macroeconomiche (PIL, inflazione, disoccupazione).

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