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Azioni, obbligazioni, liquidità: chi reagisce meglio al taglio dei tassi?

di Redazione Lapenna del Web 6 feb 2024 ore 10:09 Le news sul tuo Smartphone

fed_15Duncan Lamont - CFA Head of Strategic Research di Schroders - ha analizzato l'andamento dei rendimenti degli investimenti durante 22 cicli di riduzione dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, a partire dal 1928.

Dai dati emersi, Duncan Lamont ha precisato come nei 12 mesi successivi all'inizio della riduzione dei tassi d'interesse da parte della FED, il rendimento medio delle azioni USA sia stato dell'11% superiore all'inflazione. L'esperto ha aggiunto che le azioni hanno sovraperformato in media i titoli di Stato del 6% e le obbligazioni societarie del 5% e battuto la liquidità in media del 9% nei 12 mesi successivi alla riduzione dei tassi. Infine, Duncan Lamont precisa che anche le obbligazioni hanno fatto meglio della liquidità.

"Lo scenario che descrive i rendimenti storici è ampio sia per le azioni sia per le obbligazioni, ma entrambe hanno avuto la tendenza a performare in modo positivo quando la Fed ha iniziato a tagliare i tassi. E oggi?", si domanda lo strategist.

Secondo Duncan Lamont, a differenza della maggior parte degli episodi storici, la Fed non sta pensando di tagliare i tassi perché teme che l'economia sia troppo debole. L'ipotesi dello strategist è che la banca centrale statunitense si muoverà in questo senso perché l'inflazione sta andando nella giusta direzione, il che comporta che la politica monetaria non debba essere necessariamente così restrittiva.

"Se la Fed ha ragione e riuscirà a guidare l’economia verso un "atterraggio morbido", il 2024 potrebbe essere un anno positivo sia per gli investitori del mercato azionario sia per chi punterà sull’obbligazionario," ha concluso l'esperto.

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