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5 opinioni sul prezzo del petrolio

Le ha raccolte Business Insider dopo il fallimento del vertice di Doha. Sono visioni diverse, tra turbolenze di breve periodo e la fiducia di un riequilibrio nel medio termine

di Marco Delugan 19 apr 2016 ore 15:29

Nei giorni scorsi il prezzo del petrolio ha ripreso a scendere, per poi riprendersi un po'. E’ stato il fallimento del vertice tenutosi a Doha tra i principali produttori domenica 17 aprile a metterlo in difficoltà. E in particolare il mancato accordo sulla riduzione della produzione, che ne avrebbe con ogni probabilità aiutato la ripresa.

Al fondo del mancato accordo ci sarebbe, secondo Business Insider, lo scontro tra Arabia Saudita e Iran, che non ha partecipato all’incontro. Con la fine delle sanzioni occidentali, infatti, l’Iran ha ricominciato a esportare petrolio e non ha intenzione di rallentare.

Business Insider ha riportato ieri le opinioni di 5 analisti sul futuro del prezzo dell’oro nero.

RBC CAPITAL MARKETS: Il petrolio non scenderà sotto i 35 dollari al barile

petrolio2_1Il fallimento dell’incontro di Doha, dimostra che i paesi produttori più importanti vogliono andare per la propria strada, specialmente l’Arabia Saudita. Guardando al prossimo meeting, facciamo fatica a vedere come potranno esserci risultati diversi senza che Arabia Saudita e Iran combinino il loro approccio alla questione.

Dopo l’inevitabile flessione, a seguito del mancato accordo a Doha, è probabile che il prezzo scenda, sul periodo più lungo, il prezzo del petrolio dovrebbe trovare un supporto intorno ai 35 dollari al barile per via di un migliore bilanciamento del mercato. E lo sciopero dei lavoratori del petrolio in Kuwait potrebbe avere un impatto significativo, soprattutto se dovesse durare a lungo.

DEUTSCHE BANK: La chiave è lo sciopero dei petroliferi in Kuwait

La Kuwait Oil Company ha annunciato che sta per tagliare la produzione dagli usuali 3 milioni di barili al giorno a solo 1,1 milioni di barili. I lavoratori del settore stanno protestando per i futuri tagli a stipendi e incentivi.

E’ difficile capire se questo potrà sostenere il prezzo del petrolio, e quanto questo sciopero potrà durare - e quindi la sua importanza - ma sarà utile tenere un occhio su cosa sta accadendo.”

BERNSTEIN: Mercati emergenti spingeranno la domanda di petrolio

Il declino dei prezzi del petrolio e la probabile accelerazione del prodotto interno lordo nei prossimi cinque anni sembra configurare un quadro molto simile a quello del periodo 1986-90, quando la crescita della domanda accelerò a un 2,4% annuo (CAGR - Compound Annual Growth Rate). E in verità, dato il livello atteso di crescita del GDP e di flessione del prezzo del petrolio, sarebbe sorprendente se la domanda non dovesse crescere significativamente.

L’incremento della domanda globale verrà sostenuta soprattutto dai mercati emergenti. La Cina è stata il principale motore della crescita economica degli ultimi 15 anni, ma è probabile che sarà l’India a diventare il paese più importante in questo senso.

CREDIT SUISSE: Prima giù, poi su

Nonostante le vendite dei giorni passati, crediamo che il posizionamento corretto sia ancora “long”. I bastian contrari cercheranno di vendere il petrolio sulla scorta delle chiare discordanze tra i grandi produttori e il rischio che l’Arabia Saudita possa aumentare ancora le esportazioni.

Ma crediamo che i trend dei fondamentali spingeranno verso l’alto la domanda di petrolio. 

BANK OF AMERICA: Il petrolio tornerà a 50 dollari al barile

Il mercato globale del petrolio si sta riequilibrando, congelamento della produzione o meno, per via della riduzione dell’offerta degli Stati Uniti e della crescita della domanda globale. Crediamo che il prezzo del petrolio tornerà sopra i 50 dollari al barile nel 2017.

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