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Vendite di dollaro. Tornano le correlazioni?

Dopo diversi giorni di congestione ieri abbiamo assistito alla rottura rialzista della congestione all’interno della quale l’euro si stava muovendo contro il dollaro americano

di Redazione Soldionline 4 feb 2015 ore 10:33

A cura di FXCM.it

Dopo diversi giorni di congestione ieri abbiamo assistito alla rottura rialzista della congestione all’interno della quale l’euro si stava muovendo contro il dollaro americano ed al concretizzarsi della continuazione delle prese di profitto dopo la comunicazione del QE europeo e dopo la vittoria di Tsipras in Grecia, che già alla riapertura dei mercati la domenica sera successiva ai risultati elettorali, aveva mostrato degli effetti di frenata sulla discesa della moneta unica. Abbiamo commentato in diverse circostanze la price action del cambio, il quale è andato a formare quello che possiamo definire un doppio minimo (se ricordate, anche all’interno dei nostri Morning Meeting, abbiamo ragionato più volte sull’argomento, pur essendo stato battuto di fatto un minimo lievemente inferiore rispetto a quello del 23 gennaio), per poi ripartire e fare base sopra 1.1260, senza riuscire a formare nuovi massimi per tutta la durata della congestione, che ieri ha lasciato spazio a ripartenze abbastanza importanti, se consideriamo il breve periodo.

dollaro7La rottura è stata pulita, con i prezzi che hanno raggiunto in breve tempo le prime zone di target (se ricordate abbiamo puntualizzato le nostre analisi sull’euro all’interno della nostra Trading Room, ipotizzando la possibilità di lavorare con ordini di acquisto sopra i massimi e di vendita sotto i minimi, proprio per sfruttare operativamente la congestione creatasi, che non avrebbe potuto perdurare ancora per molto) ed il movimento ha seguito le vendite di dollari che hanno seguito gli acquisti di australiano e di sterlina, cominciati in mattinata. Ci spieghiamo meglio. Dopo la decisione a sorpresa da parte della RBA di tagliare il costo del denaro, il dollaro australiano ha vissuto delle fisiologiche prese di profitto durante le prime ore della sessione europea, con la sterlina che, dopo la pubblicazione dei dati sul PMI delle costruzioni (59.1 vs 57.0 consensus), ha abbandonato le resistenze di breve periodo (sporche tecnicamente, lo commentiamo da inizio settimana) intraprendendo un percorso di risalita di breve periodo abbastanza impetuoso.

Tutto questo, con un UsdJpy in salita, il che significa che il dollaro americano non ha ricoperto il ruolo di catalizzatore di flussi per tutta la mattinata. Bene, dopo acquisti di dollaro australiano e di sterlina, dovuti ai motivi visti, il mercato ha approfittato dei primi movimenti visti per acquistare anche l’euro contro il dollaro, il quale come detto ci aveva mostrato delle perdite di momentum ribassista per poi andare a vendere dollari contro tutto, i quali da metà pomeriggio alle prime ore della sera hanno mostrato buona volatilità ribassista.

Il che è un bene, non tanto dal punto di vista operativo, quanto dal punto di vista di impostazioni correlative che possono rendersi utili da qui a venerdì, quando verranno rilasciati i dati sui NFP e sulla disoccupazione americana, che potrebbero portare a movimenti concertati del dollaro che potrebbero essere sfruttati operativamente parlando nell’ultima giornata di questa settimana. Sul fronte macro cominciano a circolare dei rumor sulla possibile uscita della Bce e del FMI dalla Troika, la prima a causa di potenziali conflitti di interesse dopo l’implementazione del QE, la seconda a causa del fatto che un organismo internazionale come il FMI non vedrebbe i problemi dell’Europa come una priorità. Oltre a questo, cominciano a circolare notizie sul possibile piano di ristrutturazione del debito greco che vorrebbe sostituire i bond esistenti con due tipologie di titoli diversi: dei bond indicizzati alla crescita nominale, che andrebbero a sostituire i bond sottoscritti dal piano di salvataggio e dei bond definiti “perpetui” che verrebbero consegnati alla BCE. Seguiamo con attenzione gli sviluppi, notando come i prezzi, per il momento, abbiano scontato tutto il negativo che ci ha raggiunti nelle due ultime settimane.

ANALISI TECNICA VALUTE
EURO-DOLLARO
Buona la rottura della congestione analizzata ieri mattina nella Trading Room, con i prezzi che hanno esteso fino ai target dati dalla proiezione dell’altezza della congestione analizzata sui punti di rottura, superando anche le resistenze di breve periodo poste tra 1.1420 e 1.1460. Ci troviamo ora con i prezzi sopra la media a 21 oraria che, insieme a 1.1420 potrebbe rappresentare un’area di supporto per ragionare su potenziali acquisti di euro, per tentativi di raggiungimento di area 1.1485 e 1.1530, tenendo conto che l’impostazione tecnica su un time frame a 4 ore potrebbe ancora rappresentare una figura di potenziale continuazione del movimento ribassista che ha corretto negli ultimi giorni, per cui l’idea di proteggere eventuali posizioni lunghe sotto i supporti orari, con 1.1385 come livello da curare per eventuali giri a ribasso dei prezzi verso il più importante 1.1360, che se raggiunto con stocastico a 4 ore lontano dall’ipervenduto, potrebbe lasciare spazio a tentativi di discesa verso 1.1315/1.12 ¾.

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DOLLARO-YEN
Brutto tecnicamente il UsdJpy senza però che siano stati fatti danni a livello operativo. L’individuazione delle nuvole di ordini, all’interno di una congestione come quella attuale, risulta difficile ma tendenzialmente  i livelli indicati stanno seppur non precisamente, contenendo le quotazioni. La figura di riferimento diventa ora la congestione ben delineatasi su un time frame a 4 ore, con l’area passante intorno a 117.90 che può essere ancora curata come zona di acquisto di yen, tenendo conto che un superamento di area 118.05 potrebbe condurre agli ultimi massimi. In caso di tenuta delle resistenze, il mercato potrebbe tentare degli approfondimenti verso 117.20, che se raggiunto con stocastico a 4 ore lontano dall’ipervenduto, potrebbe lasciare spazio verso 116.90.

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DOLLARO-STERLINA
La formazione di una divergenza rialzista oraria ieri mattina ha filtrato le vendite eventuali che avremmo cominciato a studiare con i prezzi tra 1.5040 e 1.5050 con il mercato che, come visto, è ben ripartito a rialzo. L’aumento di volatilità adesso potrebbe aver pulito definitivamente la situazione tecnica del cable che, su un orario, risulta impostato in maniera simile all’euro, con l’area passante tra 1.5120 e 1.5140 che potrebbe fungere da supporto per ritorni dei prezzi dapprima verso 1.5150 ed in estensione 1.5175 e 90, con l’idea che ritorno sotto area 1.5095 potrebbero condurre le quotazioni verso la parte bassa della congestione all’interno della quale ancora ci troviamo, se ci concentriamo su un time frame a 4 ore (1.5040 i potenziali target intermedi).

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DOLLARO AMERICANO-DOLLARO AUSTRALIANO

Superati i massimi della notte scorsa di oltre 15 punti e mercato che ha corretto oltre le resistenze, sulla scia delle vendite di dollari ragionate poc’anzi. Attendiamo ora la possibile formazione di una divergenza ribassista oraria (anche su un 4 ore potrebbe formarsene una) che se si dovesse formare potrebbe portare a tentativi di correzione verso 0.7760 ed eventualmente 0.7720 (in caso di superamento di area 0.7745). Nel momento in cui le quotazioni dovessero superare area 0.7865 potremmo assistere a tentativi di estensione verso 0.7785 e 0.7910.

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