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Scenari di dollaro

Non vi è dubbio che per quanto le banche centrali prendano sempre le distanze dalla dinamica dei cambi valutari, proprio questi finiscano per assumere un peso determinante per le conseguenti scelte

di Redazione Soldionline 20 mar 2015 ore 09:48

A cura di FXCM

“Non vi è dubbio che per quanto le banche centrali prendano sempre le distanze dalla dinamica dei cambi valutari, proprio questi finiscano per assumere un peso determinante per le conseguenti scelte. Ed il nodo centrale di ieri è stato (implicitamente) questo, per la serie “finchè il dollaro resta così forte, il rialzo dei tassi sarà differito”. […] Sul fronte valutario questa notte abbiamo assistito ad ampi movimenti di ricopertura per acquisti di dollari dell’ordine anche di oltre 2 figure dai massimi di ieri sui cambi originali. Quasi come se si aspettasse dunque l’evento di ieri per le prese di profitto delle ultime settimane sul dollaro americano, senza naturalmente intaccarne strutturalmente il cammino rialzista. La propensione a ritenere perciò che gli acquisti di biglietto verde possano proseguire in scenario multiday è quella da noi condivisa.”

dollaro3Questo è uno stralcio del Morning Adviser di ieri mattina nel quale ci sforzavamo di fornire un’interpretazione non solo agli ampi movimenti appena conseguenti la decisione sui tassi di interesse da parte della Fed e il successivo speech di Janet Yellen, ma anche di quello che poi è accaduto nella notte che è stata caratterizzata poi da dinamiche contrarie comunque di enorme rilevanza. Venendo alla giornata di ieri infatti abbiamo potuto osservare infatti dollari americani ampiamente acquistati, così come sembrava suggerire il meccanismo di rapida inversione proprio della notte, salvo rivedere il biglietto verde ricomprato a partire dalla serata fino anche alle più recenti ore della sessione asiatica.

Il cammino verso i massimi precedenti (ci riferiamo ancora al greenback) non è dunque, e francamente non poteva esserlo, così lineare con quelle che peraltro potrebbero essere ulteriori movimenti di correzione prima di nuovi movimenti up. L’ipotesi di un arresto del percorso bullish del dollaro americano, per quanto verosimile e ampiamente caldeggiata soprattutto dopo mercoledì sera, appare ad ora troppo prematura a nostro avviso. La Fed ha implicitamente posto un limite infatti al rafforzamento dello stesso ed è indubbio che la tolleranza dell’istituto centrale ad una divisa così forte abbia un limite, laddove pure sono state le aspettative dalla Fed stessa create – attuando la fine delle misure di alleggerimento quantitativo ed annunciando di fatto tempi maturi per politiche monetarie di nuovo potenzialmente restrittive - a provocarne il costante rialzo.

Va da sé che il panorama alternativo era tutt’altro che roseo, con l’Europa in crisi irreversibile e praticamente all’inizio delle sue implementazioni di misure straordinarie, le banche centrali oceaniche decise nel reiterare sulla svalutazione delle proprie valute, la Bank of Canada alla prese con il crollo del prezzo del petrolio, la Bank of England dapprima hawkish e poi costretta a fare un passo  indietro posticipando dunque i tempi utili per tassi al rialzo, Bank of Japan in perenne ed in parte infruttifera iniezione di liquidità al sistema e Swiss National Bank sulla quale non ci sentiamo neanche di commentare memori di quanto accaduto lo scorso 15 gennaio.

Sappiamo però come in un mercato dollaro-centrico sia proprio la dinamica di quest’ultimo a incidere in maniera determinante su quelli che sono i rapporti con le altre major e ad ora non ci sentiamo di ritenere il ciclo di rialzo del biglietto verde come terminato, laddove la possibilità di vedere nuovi massimi ancora sussiste ma con l’idea di essere ben più guardinghi rispetto a quella che potrebbe essere una fase di “last spike” al rialzo (in scenario macro questo può voler dire anche della durata di alcune settimane) prima di osservare la creazione di percorsi di distribuzione propedeutici a vendite.

Tornando alla più stretta attualità, da calendario economico oggi poniamo la nostra attenzione solo ai dati su Inflazione e Vendite al Dettaglio in Canada. Il tema portante lo abbiamo in parte sviscerato e riguarda perlopiù il dollaro che anche in intraday sta mostrando flussi univoci, il che vuol dire che viene venduto e comprato contro tutte le valute creando sui cross (cambi derivati) effetti sterilizzati nel breve e dunque solo la possibilità di restare ancorati ai trend primari di questi ultimi ove presenti. Per quanto concerne le Borse, l’impostazione rialzista permane ma dovremo attendere strappi di volatilità importanti al rialzo per avvalorare questa view e per paventare nuovi ingressi che in casi come Dax e FTSE Mib appaiono sensati sopra determinai punti tecnici che ora andiamo a commentare.

ANALISI TECNICA VALUTE
Euro-Dollaro

“Da grafico giornaliero i punti appaiono ottimali per potersi rimettere strutturalmente corti di Eurodollaro, laddove solo nuovi superamenti di 1,10 potrebbero consentire allunghi anche tra 1,11 ed 1,1185 in prima istanza. Da lì si potrebbe aprire la strada perfino ad ampi movimenti con obiettivi 1,1265 e 1,14. Ma ad ora pure in multiday questo resta uno scenario assolutamente alternativo. Venendo ad un’operatività intraday appare di grande rilevanza ora il supporto a 1,0755 che può consentire allunghi fino a 1,0820 che rappresenterebbe il primo punto per presa di profitto. Superato esso al rialzo, apparirebbe più chiaro l’obiettivo di risalita verso area 1,09, mentre un respingimento a quel livello avvalorerebbe l’ipotesi di robuste riprese short implementabili però maggiorrmente sotto 1,0750 per ampio spazio dunque verso l’1,0650.” Questo quanto commentavamo ieri, con il segnale short dunque scattato subito dalla mattinata e l’approdo a target altrettanto repentino. Livello di supporto, quello a 1,0650, che ha poi consentito arresti di prezzo e riduzione drastica della volatilità. Passerà dunque dal suo cedimento l’eventuale continuazione delle vendite, con tentativi di rottura che potrebbero rivelarsi questa volta foriere di volatilità verso 1,0585. Quest’ultimo infatti il vero trigger point per riprese verso i minimi. Implementeremo invece dei long sopra area 1,07 per obiettivi a 1,0735 e 1,0765 poi.

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Dollaro-Yen

Resta ancora tecnicamente poco pulito il grafico UsdJpy che ha comunque evidenziato l’importanza di area 121 come resistenza dalla quale si sono articolate delle vendite seppur timide. Lo scenario intraday resta ancora controverso, con area 120,70 che funge ora da supporto, per risalite proprio verso 121 che tuttavia riteniamo il primo vero punto utile che, se superato, può riportarci a buoni acquisti in direzione 121,35/40. In stop entry invece gli eventuali ingressi in vendita sotto 120,65, ma per vicini equidistanti obiettivi a 120,45 e 120,25. Ricordiamo che la volatilità (così come riportato dai nostri percentili) resta ancora molto ridotta su questo cambio.

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Sterlina-Dollaro
“Puro bullish engulfing sul daily del cable che pure ha ritoccato area 1,5150 nell’incredibile movimento di ieri. Le discese attuali potrebbero qui proseguire verso 1,4850 prima di vivere i primi arresti, come ben mostrano le confluenze grafiche sul grafico a 4 ore. Peraltro anche il grafico orario mostra tale livello che nel breve condurrebbe a  primi rimbalzi verso 1,4910 che, se dovesse respingere il prezzo, ci fornirebbe buone conferme per gli short da attendere proprio  sotto 1,4820 per rivedere poi 1,4770 in primis. 1,4725 il livello successivo.” Questa la nostra view di ieri, con punti tecnici sostanzialmente rispettati. View che ci propone però un grafico giornaliero sul quale sussiste ancora l’importante segnale di price action bullish, ma che in intraday ci obbliga ancora a guardare al ribasso. Il grafico orario ci mostra infatti bene come le prime vendite si stiano articolando a partire dalle confluenze grafiche a 1,4775 verso quelli che appaiono primi naturali target a 1,47 dal cui cedimento naturalmente dipende la ripresa dei minimi relativi. Un possibile strappo di volatilità dovrebbe comunque rivelare la direzione più prossima del prezzo che, se superasse al rialzo area 1,4780 potrebbe farci rivisitare 1,4815 ma soprattutto 1,4850.
 
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DOLLARO AMERICANO - DOLLARO AUSTRALIANO
“Movimenti naturalmente simili anche per l’aussie. Le discese partite questa notte potrebbero dunque proseguire anche in questo caso verso area 0,7675/90 le cui rotture ci riporterebbero nei confusi livelli di 0,7650 con obiettivi più chiari verso 0,76. Livelli pre-Fed per intenderci. Restiamo dunque in campana per i primi respingimenti sui primi livelli citati e dunque rimbalzi verso 0,7700/10 che comunque difficilmente ricondurrebbero il cambio sui massimi. Bias ribassista dunque ancora più che preferibile.” Questo dunque quanto scritto ieri e ben confermato dal prezzo, ora caratterizzato invece da nuovi rialzi che riterremo possibili fino anche a 0,77 prima di ripartenze ribassiste che comunque ci sentiremmo di sfruttare a decisi movimenti in violazione di area 0,7650 ancora una volta verso 0,76. La strada al rialzo si potrebbe aprire fin dai supporti di breve a 0,7670 ma ci sentiremmo di rimandare gli acquisti sopra 0,7710.

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Dax

“Piuttosto calmo invece il Dax, la cui decorrelazione con le dinamiche Fed e con i listini americani è dunque sempre più evidente. Il grafico giornaliero ha avuto conferma del pattern di divergenza regolare ribassista tra prezzo ed oscillatore stocastico che potrebbe spingere tecnicamente il prezzo verso area 11.600 punti. Molto interessante il time frame a 4 ore che proprio da area 11.850 segnala degli ottimi punti di respingimento e ripartenza verso poi area 12mila punti. In antitesi con il grafico orario che mostra confluenze grafiche di resistenza che fino a 11.930 suggeriscono ancora punti di vendita con obiettivi vicini a 11.760 punti. L’idea perciò è quella di tenere gli short di breve con l’idea di muoversi al rialzo solo su un chiaro segnale di price action in H4 e comunque non prima di 11.930 punti. Superamenti di 12mila porterebbero invece a direzionarsi verso i massimi storici.”  Questa la  nostra view di ieri che riteniamo pressoché invariata. Le vendite di breve si sono ieri articolate sulle buone confluenze grafiche orarie, con interruzione dei minimi che però lasciano intendere la possibilità di nuove salite che però vanno, in maniera conservativa, attese sopra 12mila punti per target progressivi verso i massimi. Penseremo a nuovi short sotto 11.870 punti.
 
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Oro

“Oro dunque che ha seguito perfettamente la dinamica dollaro-centrica del mercato, con gli approdi che qui potrebbero addirittura estendere in area di confluenza grafica daily a 1.180 dollari l’oncia. Nuove vendite dunque vanno assolutamente rimandate alla rottura dei supporti a 1.165 dollari verso i ridondanti target a partire da 1.154. Sopra 1.180 valuteremo estensioni fino anche a 1.188/90.” Oro tecnico solo in parte ed ora di difficile gestione su grafici intraday con timida impostazione rialzista; riteniamo tuttavia che glia acquisti vadano rimandati a rotture sopra 1.180, mentre resteremo dell’idea di vendere sotto 1.164 e più prudentemente sotto 1.160.

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