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Ripartiamo con una FED senza il termine "paziente"

L’evento clou dei mercati finanziari della settimana appena terminata è stato il meeting del FOMC dal quale è scaturita (in maniera scontata) la decisione da parte della Federal Reserve di lasciare il corridoio dei tassi invariato

di Redazione Soldionline 23 mar 2015 ore 10:07

A cura di FXCM

L’evento clou dei mercati finanziari della settimana appena terminata è stato il meeting del FOMC dal quale è scaturita (in maniera scontata) la decisione da parte della Federal Reserve di lasciare il corridoio dei tassi invariato tra lo 0 e lo 0,25% e di rimuovere invece all’interno del documento ufficiale termine “paziente” rispetto proprio al tema dell’eventuale rialzo degli stessi nei prossimi mesi.  E’ stato ritenuto improbabile un rialzo a partire dal prossimo meeting di aprile, riferendo dunque la manovra al momento nel quale si vedrà un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e quando il Comitato sarà ragionevolmente fiducioso che l’inflazione tornerà verso l’obiettivo di medio termine del 2%. Per il timing esatto, nessuna chiara esplicitazione naturalmente, ma rispetto a giugno l’istituto centrale ha fatto intendere che non può escludere questa ipotesi per quanto appaia molto più verosimile l’autunno come corretto orizzonte temporale per il rialzo. In termini di ragionamenti conseguenti  non vi è  dunque dubbio che, per quanto le banche centrali prendano sempre le distanze dalla dinamica dei cambi valutari, proprio questi finiscano per assumere un peso determinante per le conseguenti scelte.
fed_8Ed il nodo centrale derivante dall’ultima riunione della Fed è stato (implicitamente) questo, per la serie “finchè il dollaro resta così forte, il rialzo dei tassi sarà differito”. Le reazioni del biglietto verde sono state infatti di forte vendita, poi riassorbita nell’arco di poche ore all’interno di un contesto che poi ha visto il greenback ancora venduto in chiusura settimanale. La dinamica articolatasi è apparsa perciò di attesa per l’evento quale propulsore per le prese di profitto delle ultime settimane sul dollaro americano, senza intaccarne (ancora) strutturalmente il cammino rialzista”. Questo il pezzo per la stampa con cui abbiamo chiuso la settimana scorsa, in attesa di comprendere come andranno a distribuirsi i flussi di capitale durante quella che ci apprestiamo a vivere, con le borse che mostrano ancora dei buoni gradi di forza relativa (basti pensare al movimento di ripresa, che tra l’altro ci attendevamo, sullo S&P500), le materie prime in presa di profitto, così come il dollaro americano. I movimenti a favore di dollaro americano, nel medio periodo, non possono ancora essere considerati come terminati, così come non è da escludere che i listini americani possano tornare a compiere nuovi massimi, occorrerà valutare, giorno per giorno, i gradi di ricopertura o di attacco sul fronte forza di dollaro di fronte ad un mercato che potrebbe continuare a risultare dollarocentrico quando vengono rilasciate comunicazioni oltreoceano. Sul fronte dati macro sarà una settimana abbastanza ricca ed importante, da seguire soprattutto dal punto di vista di pubblicazioni inglesi ed americane (qui avremo i primi dati sull’inflazione, dopo la tanto attesa riunione del Fomc), con gli occhi puntati anche sull’Europa per quanto concerne qualsiasi discorso che dovesse riguardare la Grecia (oggi alle ore 11 parlerà Coeure della BCE, seguito da Draghi alle ore 15 e, questa sera, alle ore 18.15, si incontreranno la Merkel e Tsipras a Berlino).
 
ANALISI TECNICA VALUTE
Euro-Dollaro

Quando si dice che il mercato ha memoria storica si intende quanto si può osservare su un grafico giornaliero del cambio. Ci siamo infatti fermati sotto le resistenze statiche e dinamiche daily, con i prezzi che si stanno per ora mantenendo all’interno di una figura a bandiera di potenziale continuazione ribassista e sarà importante seguire tutte le chiusure giornaliere che, se dovessero verificarsi sotto le aree statiche di riferimento, passanti tra 1.10 ¼ e 1.1115, potrebbero portarci a valutare potenziali acquisti di dollaro, tenendo conto del fatto che in caso di ritorno sopra area 1.11 ¾ i prezzi potrebbero tentare degli stornbi più significativi, verso le prime aree passanti per 1.1285/1.13 ¼. Per quanto concerne l’intraday, situazioni contrastanti tra un 4 ore, quasi impostato a ribasso ed un orario, sul quale si potrebbero delineare scenari potenzialmente rialzisti di brevissimo, che analizzeremo all’interno del nostro Morning Meeting.

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Dollaro-Yen

Persiste la situazione da bassa volatilità stimata sul cambio in questione, con un grafico orario che potrebbe portarci a considerare delle eventuali vendite di dollaro nel momento in cui i prezzi dovessero raggiungere l’area che si distribuisce tra 120.10 e 120 ¼ (meglio se con stocastico orario in ipercomprato o girato verso il basso, quest’ultimo scenario da curare con maggior attenzione), per ritorni verso 102 figura, 119.70 ed eventuali estensioni verso 119.50 se dovessimo assistere al raggiungimento di area ¾ con stocastico lontano dall’ipervenduto. Nel momento in cui i prezzi dovessero superare area 120.35 potrebbe essere possibile considerare dei tentativi di ripresa verso area 120.60/75, all’interno della quale il movimento potrebbe esaurirsi in qualsiasi momento.

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Sterlina-Dollaro

Grafico più sporco rispetto a quello dell’euro ma che mostra gli stessi concetti sottostanti, con prezzi arrestatisi nei pressi delle resistenze statiche e dinamiche giornaliere, le quali, in caso di chiusure giornaliere (alle ore 22 italiane fino alla prossima domenica, quando torneranno ad essere alle 23, lo ricordiamo) sotto l’area che si distribuisce tra 1.4960 e 1.5050, potrebbero contenere i tentativi di ripresa di quota da parte della sterlina, per ritorni su posizioni di forza relativa del dollaro americano che potrebbero farci valutare dei tentativi di approdo in area 1.4750, tenendo conto che in caso di ripartenza oltre area 1.5085 il mercato potrebbe tentare delle estensioni verso 1.51 ¾, l’area da seguire per valutare delle ripartenze più importanti. Per quanto riguarda i quadri tecnici più corti, come sull’euro abbiamo discordanza tra un 4 ore ed un orario, sui quali discuteremo all’interno della Live Trading Room.

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DOLLARO AMERICANO - DOLLARO AUSTRALIANO

I grafici “fotocopia” a livello di concetto inseriti nell’articolo di stamane si chiudano con il dollaro australiano, il quale, come per euro e sterlina, si è fermato per il momento sulle resistenze statiche e dinamiche giornaliere. Siamo di fronte a prezzi che, a differenza di quanto visto sui primi due cambi, potrebbero tentare delle escursioni rialziste più consistenti, da seguire con attenzione fino a quando le quotazione dovessero mantenersi al di sotto di area 0.7925, sulla quale si potrebbe iniziare a valutare un’eventuale acquisto di dollaro americano, da no impostare in macchina già d’ora però. Su time frame più piccoli, si confermano scenari potenzialmente rialzisti a livello orario, con un 4 ore in ritardo rispetto a quanto visto su euro e sterlina, anche qui, li vedremo all’interno della Trading Room alle ore 9.30.

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