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Il prezzo del petrolio è sceso ai minimi degli ultimi sette anni

Il record di produzione raggiunto in novembre ha spinto al ribasso il prezzo del greggio sia a New York che a Londra. Secondo gli analisti l'OPEC starebbe tentando di mettere fuori mercato i piccoli produttori.

di Marco Delugan 11 dic 2015 ore 12:22

Ancora in discesa il prezzo del petrolio. Il future quotato sul WTI (New York) è sceso a 36,5 dollari al barile, e il Brent (Londra) è calato a 39,45. Sono i livelli più bassi degli ultimi sette anni. La flessione è dovuta alle vendite innescate dagli ultimi dati OPEC sull'estrazione di petrolio in novembre.

Secondo l'ultimo rapporto OPEC, infatti, in novembre sono stati estratti circa 32 milioni di barili al giorno, superando il record raggiunto solo pochi mesi fa. Livelli che secondo molti analisti sono troppo alti e che rischiano di spingere il prezzo del petrolio al ribasso ancora a lungo. La produzione irachena è aumentata, mentre è diminuita quella di Arabia Saudita, Nigeria e Libia.

GRAFICO PREZZO WTI dal 12 novembre al 10 dicembre
grafico-prezzo-wti
Fonte: marketwatch.com

Secondo quanto affermato da Businessinsider, questa sarebbe un'ulteriore dimostrazione di come l'OPEC sia decisa a mantenere la propria quota di mercato spingendone fuori i piccoli concorrenti. Il prezzo del petrolio è sotto pressione dalla riunione di venerdì scorso, quando l'organizzazione ha deciso di aumentare il suo obiettivo di produzione a 31,5 milioni di barili al giorno.

L'OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio), comprende 12 paesi e controlla circa l'80% delle riserve mondiali di petrolio. I paesi membri dell'OPEC sono: Algeria, Angola, Equador, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Venezuela. Tra i grandi produttori di petrolio che non fanno parte dell'OPEC ci sono Canada, Messico, Stati Uniti d'America, Oman, Bahrein, Asia, Russia, Cina, Kazakistan, Europa, Norvegia.

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