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Petrolio invenduto parcheggiato in treni e grotte (La Repubblica)

di Edoardo Fagnani 28 apr 2020 ore 07:19 Le news sul tuo Smartphone

petrolio_20La Repubblica ha analizzato la situazione del petrolio, dopo la forte correzione subita dal prezzo nelle ultime settimane. Il quotidiano ha evidenziato che al momento il problema principale per le aziende del settore è quello di trovare i posti di stoccaggio per il greggio estratto e che non riesce a essere venduto a causa della bassa domanda dovuta al lockdown internazionale per il coronavirus. La Repubblica ha segnalato che il consumo di petrolio è sceso dai 100 milioni di barili al giorno prima dell’avvio della pandemia agli attuali 70 milioni di barili, una differenza che non è stata colmata neppure dal taglio deciso dai produttori appartenenti all’OPEC.

Al momento il petrolio viene stoccato dentro i tubi degli oleodotti, in treni-cisterna e navi, oppure rimettendo in uso depositi di carburante dismessi. “E arrivando al limite – un po’ paradossale – di rimetterlo da dove è venuto: sotto terra, in apposite caverne, in attesa di tempi (e quotazioni) migliori”, ha aggiunto La Repubblica.

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